Stress: Che cos’è, Cause, Sintomi, Fisiologia e Come Combatterlo

Stress, una parola che sentiamo sempre più spesso. È un fenomeno che sta prendendo largamente piede sia nelle nostre vite, private che lavorative, a causa dei ritmi frenetici che contraddistinguono la nostra quotidianità. Impossibile negarlo: viviamo in un’epoca in cui bisogna fare tutto e subito. Orari da rispettare, impegni da organizzare, giornate troppo corte, appuntamenti continui con il gruppo di lavoro: combattere lo stress è ormai una priorità.

L’avanzamento tecnologico ci ha resi tutti “smart”: computer e smartphone ci impongono di essere sempre connessi, aumentando da un lato la nostra socialità e dall’altro riducendo le nostre possibilità di staccare la spina. I momenti di pausa sono sempre più rari. La nostra società è sempre più votata alla competizione e all’ambizione: abbiamo bisogno di andare sempre più veloci per poter stare al passo. Dobbiamo prendere decisioni sempre più pressanti. Come cambiare vita? Occorre una vera e propria trasformazione, dal negativo al positivo. Vediamo ora nel dettaglio a cosa facciamo riferimento quando parliamo di “stress”.

stress e cervello

Curiosità

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Stress, Che Cos’è?

Lo stress è una risposta psicofisica, prodotta da stimoli differenti, che agisce sui nostri comportamenti e pensieri. Quando le richieste ambientali diventano troppo pressanti, infatti, la persona può essere portata ad attivare in modo eccessivo le proprie risorse, determinando così una condizione di “sovraccarico”. L’idea è proprio quella di una corda che è sul punto di spezzarsi.

La percezione dello stress può generare conseguenze negative, come l’insorgenza di disagio psicologico o aggressività, quando la persona non ha adeguate capacità di far fronte adeguatamente a queste situazioni. È il caso, ad esempio, di disturbi come il DOC, la depressione, disabilità, DSA con la discalculia , disortografia e dislessia, oltre che di problematiche alimentari. Alimentazione e psicologia hanno infatti un rapporto bidirezionale. Una scorretta alimentazione può indurre variazioni di ormoni responsabili dello stress, come accade in chi soffre di vigoressia, dove le scorrette abitudini alimentari, compromettono l’assunzione dei nutrienti necessari.

La maggior parte delle psicopatologie originano, infatti, dall’interazione tra stress ambientale e vulnerabilità psicologica. Tuttavia, occorre considerare che lo stress di base non è patologico: lo diventa quando il malessere è particolarmente intenso e perdura nel tempo. Sensazione completamente assente nel Disturbo Antisociale, che non prova mai ansia o stress.

Curiosità

Spesso sentiamo parlare anche di burn-out, una condizione di stress cronico prodotto dal contesto lavorativo che porta le persone a logorarsi a livello fisico, psicologico ed emotivo, fino a “bruciarsi”. La psicologia del lavoro affronta anche questa tematica.

Tipologie di stress

Lo stress può essere, come abbiamo appena detto, scatenato da stimoli negativi o positivi, definiti in ogni caso “stressor”.

  • Si parla di distress quando ha connotazione negativa;
  • E’ di eustress se assume forma positiva. L’eustress aumenta la nostra creatività e la nostra capacità di resilienza. Essere sottoposti in continuazione a sfide diverse ci permette, infatti, di crescere ed evolvere. Anche in un percorso arduo come quello di adozione, lo stress che entra in gioco aiuta anche il nostro percorso di adattamento.

In base alla durata dell’evento stressante, si distingue inoltre tra:

  • Stress acuto, permane per un tempo limitato ed è occasionale (vedi anche: Lutto Acuto). Per esempio, in percorsi come l’affido familiare, lo stress è una reazione fisiologica.
  • Stress cronico, è decisamente più invalidante del primo perché accompagna l’individuo in modo continuativo. Solitamente lo stress si manifesta con uno specifico andamento, fatto di pause e ricadute. Per questo lo si definisce anche stress cronico intermittente. L’eccesso di stress, a lungo andare, può portare a veri e propri attacchi di panico.

uomo stress

Stress, cause

Come abbiamo cominciato a vedere insieme, la condizione stressogena viene scatenata da alcuni stimoli, positivi o negativi, che si presentano nel nostro contesto, ambientale o interno. Occorre sottolineare, tuttavia, che non sono gli stressor, in quanto tali, a determinare lo sviluppo della sintomatologia. Ciò che fa la differenza siamo noi o, meglio, il significato che noi attribuiamo ad un determinato evento. È la nostra percezione a connotare positivamente o negativamente gli stressor. Questo spiega come mai alcune persone di fronte ad un evento traumatico, come l’attuale emergenza sanitaria (vedi anche l’articolo sul coronavirus) sviluppano un disturbo post-traumatico da stress mentre altre no. Una situazione di conflitto, ad esempio, può essere vissuta come più o meno stressante a seconda dell’importanza che le assegniamo.

La percezione dello stress dipende, inoltre, dalla qualità del periodo che complessivamente che stiamo vivendo: ci sono fasi della nostra vita in cui tendiamo ad essere più soggetti a stress, come l’adolescenza, perché siamo in un periodo “delicato” e ricco di cambiamenti, oppure ci è appena successo qualcosa di spiacevole che ha inclinato il nostro equilibrio psicologico. Un esempio di un avvenimento che può generare stress è sicuramente la situazione in cui si diviene vittima di una forma di bullismo.

Curiosità

Alcune problematiche possono essere fonte di forte stress. La Sindrome di Tourette, ad esempio. Oppure le patologie neurodegenerative, come Parkinson, Alzheimer e Demenza.

Stress, Sintomi

Se la pressione dell’esterno continua a crescere nel tempo, la corda potrebbe spezzarsi. L’obiettivo è quello di agire prima che questo accada, riconoscendo innanzitutto i sintomi con attenzione. I sintomi dello stress possono presentarsi nella dimensione fisiologica, ma anche cognitiva ed emotiva.

Solitamente i primi ad insorgere sono quelli psicologici ed emotivi, che a lungo andare determinano una compromissione sul piano fisico. Inizialmente si sperimentano infatti tensione, paura di fallire o sensazione di non avere più tempo a nostra disposizione, mentre in seguito compaiono, ad esempio, le prime difficoltà ad addormentarsi e la tachicardia. Questi, tuttavia, non per forza evolvono in un Disturbo Post Traumatico da Stress.

Curiosità

Persone con ipocondria possono mal interpretare i sintomi dello stress, attribuendo loro una gravità maggiore e una causa di tipo organico.

Sintomi Fisici

Il nostro organismo, in una situazione di pericolo, è portato a reagire e a difendersi dalla fonte di stress eccessivo. Parliamo di una serie di segnali che il nostro corpo ci invia per farci sapere che qualcosa non va. Ecco i principali sintomi fisici:

  • Il sistema digerente smette di funzionare per permettere al sangue di confluire dove più serve, generalmente polmoni e muscoli. Quando questa risposta persiste troppo a lungo crea numerosi problemi gastrici, come colite, dissenteria o ulcere.
  • Mancanza di energia: il nostro corpo tende lentamente a consumare tutte le energie, mentre le richieste dell’ambiente non diminuiscono.
  • Insonnia: il sonno diventa sempre meno riposante a causa del continuo stato di ansia e al mattino ci svegliamo sempre più stanchi ed esauriti.
  • Mal di testa ed emicrania: altri due sintomi che aggravano la situazione perché intaccano la capacità di concentrazione.
  • Riduzione degli ormoni sessuali: cala la libido e questo condiziona diversi aspetti della nostra vita intima e sessuale. Possono insorgere anche delle disfunzioni sessuali e difficoltà nel raggiungimento dell’orgasmo.
  • Sudorazione in aumento, che rientra in una vera e propria reazione cutanea. Il sangue defluisce dalla pelle, si tende a diventare molto pallidi e aumenta la sudorazione. Ciò consente al corpo di mantenersi caldo, ma può provocare dermatiti, eczemi, prurito ed orticaria.
  • Digrignamento dei denti, di giorno e anche di notte. Alcuni soggetti sottoposti a un forte stress devono indossare veri e propri apparecchi notturni per evitare di consumare i denti.

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Sintomi Cognitivi

Naturalmente, combattere lo stress significa conoscere anche i suoi sintomi cognitivi. Oltre al corpo infatti, sono diversi i segnali che possono funzionare da allarmi.

  • Riduzione della concentrazione e del livello di attenzione: riusciamo a rimanere focalizzati sempre meno sul compito che dobbiamo svolgere oppure ci distraiamo in continuazione.
  • Peggioramento della memoria: a breve, a lungo termine e anche della memoria di Lavoro. Siamo talmente tanto sovraccaricati da faticare a ricordare qualsiasi cosa, anche quelle importanti.
  • Peggiore capacità di pianificazione e problem solving: come vedremo tra qualche paragrafo, organizzare la propria routine al meglio diventa un modo per combattere lo stress. Quando siamo sotto pressione per troppo tempo, non riusciamo a lavorare al meglio.
  • La prestazione mentale peggiora nel tempo perché l’attivazione dei nostri sensi è eccessiva.
  • Scarsa autostima: non riuscire ad affrontare la situazione nel modo ideale ci spinge a credere sempre meno nelle nostre capacità. Vedi anche: Autoefficacia.
  • Isolamento: chiudersi in se stessi può diventare l’arma più pericolosa in questa situazione. Abbiamo bisogno del supporto degli altri e non dobbiamo avere paura a chiedere aiuto.

Sintomi Emotivi

Inevitabilmente la sintomatologia psico-fisica produce delle conseguenze anche sul nostro tono d’umore e sulle nostre emozioni. Possiamo sentirci arrabbiati, nervosi, infelici, sconvolti… Insomma, quando ci rendiamo conto di non essere “tranquilli” il nostro umore cambia e, spesso, in negativo. L’ansia è la sensazione che tendiamo a sperimentare più di frequente. Anche il mutismo selettivo è un quadro clinico connesso all’ansia sociale secondo l’ultimo DSM.

donna stress

Fisiologia dello Stress

Ora che abbiamo visto gli effetti che possono verificarsi sul corpo e sulla mente, possiamo chiederci: come fa lo stress a causare così tanti danni?

Quando ci troviamo in una situazione che potrebbe metterci in pericolo, automaticamente si attiva il Sistema Nervoso Autonomo (SNA) che, come ci suggerisce il nome, non possiamo controllare consapevolmente. Il SNA è un meccanismo di sopravvivenza ancestrale che prepara il nostro corpo a reagire ad eventi potenzialmente pericolosi: può indurre una reazione di attacco o di fuga. Si compone di diversi strutture, tra cui (la più importante in relazione al concetto di stress) l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Gli agenti stressanti stimolano direttamente l’ipotalamo, che a sua volta attiva ipofisi e locus coeruleus per comunicare a tutto il corpo di essere vigile e di prepararsi all’azione. Questa comunicazione avviene attraverso degli ormoni che si chiamano cortisolo, adrenalina e noradrenalina. Il cortisolo è, tra questi, quello che caratterizza la reazione allo stress perché viene rilasciato solo in circostante stressanti. A lungo andare, questo ormone abbassa le difese immunitarie, predisponendo all’insorgenza di svariate patologie.

Quando il pericolo è cessato, normalmente l’organismo ripristina la condizione di omeostasi attraverso l’attivazione dell’antagonista del SNA, il Sistema Parasimatico. In situazioni di stress, invece, ciò non avviene e l’individuo continua a sperimentare, per lungo tempo, gli effetti attivanti del SNA. Ecco perché lo stress è tanto negativo sia a livello fisico che cognitivo.

stress

Stress in Gravidanza

La gravidanza è di per sé una fase molto carica a livello emotivo. La mamma, e in generale il futuro genitore, sperimenta un forte investimento psico-affettivo nei confronti del nascituro e questo, alle volte può comportare lo sviluppo di stress. Questo può essere particolarmente negativo, non solo per la madre ma soprattutto per il bambino. Poiché abbiamo appena visto quanto lo stress incide sugli aspetti fisiologici, uno squilibrio dei livelli di ormoni è correlato a maggiori rischi per il bambino di sviluppare malattie neuropsichiatriche, cardiovascolari e metaboliche in tarda età. Le alterazioni nel funzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, in particolare, possono influire negativamente sullo sviluppo di personalità e temperamento del bimbo, predisponendo anche a disturbi di personalità.

Vedi anche:

Per questi motivi è bene che la gestante eviti il più possibile situazioni stressanti e traumatiche, imparando a gestire anche gli eventuali stati emotivi negativi che caratterizzano la nostra vita di tutti i giorni.

Curiosità

Alcuni sostengono che la causa dell’autismo sia da ricercare in eventi traumatici accaduti durante la fase di gestazione. Questa ipotesi non è al momento ancora verificata.

Stress Lavoro-Correlato

L’ambiente lavorativo è senza dubbio una delle fonti principali di stress. Ambiti che richiedono troppo senza il giusto compenso, scarsi investimenti nella formazione di un personale impreparato, mobbing e così via. Un accordo europeo del 2008 parla proprio dello stress lavoro correlato e di come poterlo gestire. Quali sono i fattori che portano allo stress lavoro correlato?

  • Carico e ritmo di lavoro: capita infatti di avere troppe cose da fare con tempistiche ristrette. Questo ci porta ad evitare momenti di pausa, aumentando la probabilità di andare in sovraccarico.
  • Contenuti del lavoro: spesso capita di dover fronteggiare nuove tecniche e nuove competenze anche sul lavoro. Se il personale non viene formato, il rischio è quello di creare un eccessivo stress dovuto alla mancanza di skills.
  • Controllo sul lavoro: a volte il problema è legato a colleghi e direzione. Il mobbing rientra nelle cause dello stress lavoro-correlato, inteso come un insieme di abusi fisici e/o verbali esercitati da un singolo o da un gruppo. Qui è possibile denunciare, naturalmente.

Quali sono gli effetti dello stress lavoro correlato? Un elevato rischio di burn-out al primo posto, inteso come un vero e proprio esaurimento nervoso. Non solo, aumento dei giorni di malattia per sfuggire all’eccessiva pressione, profonda insoddisfazione fino alle conseguenze più tragiche. Ci riferiamo a intensi disturbi depressivi che possono portare a gesti estremi. L’intento non è quello di spaventarvi, ma di far capire quanto sottovalutare lo stress possa diventare pericoloso. E’ importante, in campo lavorativo, un buon rapporto con i colleghi. Non ricevere empatia nel luogo di lavoro distrugge lentamente.

burn out

Questionari di valutazione

Esistono diversi strumenti per la valutazione dello stress lavoro-correlato. Principalmente sono questionari compilati dai lavorati all’interno del proprio contesto lavorativo, con domande relative alla soddisfazione personale sul luogo di lavoro e alla percezione di stress correlata a: attività lavorativa, ambiente e rapporti di lavoro.

Come Combattere lo Stress?

I metodi a nostra disposizione per combattere lo stress sono tanti. Il coping, tra questi, fa proprio riferimento a come gestiamo situazioni stressanti quotidiane. Si tratta di una modalità che può essere acquisita, per adattarsi al meglio alla situazione. Vediamo un piccolo elenco con alcune strategie.

  • Coping attivo: dobbiamo assumerci la giusta responsabilità relativamente alla situazione e provare a controllarla. La colpa è nostra? Cosa possiamo realmente fare noi?
  • Pianificazione: una strategia utile nella vita di tutti i giorni. Proviamo a creare un piano di azione, come se dovessimo far fronte ad una missione. Come agire, a chi chiedere aiuto, come organizzarsi al meglio…
  • Ricerca di supporto sociale: chi ci sta intorno, piuttosto che un professionista, come nel caso dello psicologo, può darci una mano. Contare sulle proprie risorse è molto importante ma può non essere abbastanza.
  • Distanziamento: è giusto anche stabilire quando occuparsi della situazione stressante e quando è giusto ritagliare dei momenti di distrazione.
  • Evasione: questa tecnica è utile se lo stress deriva da un contesto lavorativo piuttosto che familiare. Prendersi una pausa meritata può essere l’occasione per guadagnare energia e ricominciare da zero, più motivati. Magari fare un mandala?
  • Autocontrollo: le nostre emozioni non sono un fiume in piena. Fermiamo la corrente e cerchiamo di controllarle.
  • Assunzione di responsabilità: se la situazione dipende da noi è giusto riconoscere le proprie colpe. Errare è umano!
  • Rivalutazione positiva: una strategia estremamente utile in situazioni molto diverse tra loro. Se provassimo a cambiare per un attimo prospettiva? Quali sono i risvolti positivi della situazione? Quali cambiamenti potrebbero derivarne?
  • Rinuncia: alcuni rimarranno sconvolti da questo punto. Accettare un fallimento è complicato ma permette di crescere e di comprendere meglio quali sono i nostri limiti. Capita anche che l’ambiente, con le sue richieste, superi le nostre risorse e non deve essere un problema. Consumarsi in una situazione senza via di uscita fa solo male.

never stress

Curiosità

Alimentazione e attività fisica hanno realmente degli effetti positivi sul nostro benessere. Può sembrare una banalità, ma evitare certi cibi e muoversi, soprattutto all’aria aperta, possono migliorare notevolmente l’umore.

Terapia dello Stress

Quando la condizione di stress è particolarmente accentuata e la persona non riesce ad uscirne da sola, può essere utile rivolgersi ad un esperto che conosca i meccanismi di funzionamento dello stress.

Psicologi e psicoterapeuti possono fornire un supporto importante in fase acuta e nel trattamento di condizioni croniche. Gli approcci cognitivo-comportamentali più tradizionali e quelli di terza generazione (come la mindfulness) si sono rivelati essere particolarmente efficace nella terapia di disturbi correlati ad eventi stressanti e traumatici. L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una tecnica specifica proposta da Shapiro molto indicata in questo campo.

Curiosità

La sessualità può essere utilizzata come strumento per rilassarsi e liberarsi dallo stress. I sex toys, in particolare, aumentano il piacere e riducono le tensioni accumulate. Un’modalità molto efficace è quella del BDSM, scopri di cosa si tratta!

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