Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC): Significato, DOCP, Cause e Cura

Disturbo Ossessivo-Compulsivo, quando preoccupazioni e dubbi la fanno da padroni. Può capitare a tutti di aver bisogno di controllare due volte di aver spento la luce o di toccare un cornino sperando in un po’ di fortuna. Diverso è, invece, quando i nostri pensieri prendono il sopravvento su di noi, condizionando il nostro modo di vivere. Nel DOC succede proprio questo.

Il disturbo ossessivo-compulsivo è uno delle problematiche psicologiche più comuni: la stima attuale si aggira intorno al 5% della popolazione psichiatrica. La sintomatologia è duplice: una parte è manifesta e spesso incuriosisce se vista dall’esterno, mentre aspetti più interni sono associati a disagio e sofferenza. Nella maggior parte dei casi, la gravità dei sintomi interferisce fortemente nella vita quotidiana e, in assenza di trattamento, il disturbo tende a diventare cronico.

Vediamo ora insieme quali sono gli aspetti caratteristici del DOC, che impatto possono avere sulle varie dimensioni di vita e analizziamo le modalità di intervento più efficaci.

Ordine maniacale tipico del DOC

Curiosità

Toc Toc” è un film spagnolo del 2017 che descrive una seduta psicoterapeutica di gruppo a cui partecipano sei personaggi affetti da differenti forme di DOC e Tic. Un signore, in particolare, ha la sindrome di Tourette. Il film esprime contemporaneamente l’ironia di alcuni aspetti patologici visti dall’esterno e la drammaticità di chi, invece, ci convive.

DOC, Significato

DOC è la sigla utilizzata, in Psicologia Clinica, per indicare il Disturbo Ossessivo-Compulsivo. Per molto tempo è stato considerato un disturbo d’ansia a causa dell’importante componente ansiogena che lo caratterizza, ma nell’ultima versione del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali 5) costituisce una categoria diagnostica a sé stante. Gli altri disturbi che fanno parte di questo gruppo sono:

La categoria dei DOC si caratterizza per la presenza di sintomi cognitivi e comportamentali, le ossessioni e le compulsioni, che fanno consumare quotidianamente molto tempo alla persona. Nella maggior parte dei casi questi due aspetti vanno di pari passo, ma alle volte la persona può sperimentare solo ossessioni o solo compulsioni.

Il DOC compare solitamente intorno ai 20-30 anni, ma l’esordio più essere anche infantile (9-11 anni) o tardivo (dopo i 35 anni). È importante identificarlo precocemente perché spesso si associa ad altre problematiche, come disturbi d’ansia, d’umore e disturbi alimentari. Inoltre, il peso della sintomatologia può portare a sperimentare pensieri suicidari.

Ossessioni

Le ossessioni sono dei pensieri, degli impulsi o delle immagini che si insinuano nella mente delle persone contro la loro volontà. “Ho chiuso la porta di casa?”, “Devo tenere le mani sempre pulite”, “ Se non calpesto le fughe delle piastrelle, andrà tutto bene”.

Questi sono alcuni esempi di pensieri intrusivi, non desiderati e ricorrenti caratteristici del DOC. Sono spesso idee infondate o esagerate che la persona percepisce come tali, ma che non riesce ad evitare.

Le ossessioni fanno sprecare molte energie e costringono a vivere in uno stato di costante attivazione psicologica e fisica. Questa situazione si accompagna, infatti, a forte ansia e può compromettere anche lo svolgimento di semplici attività quotidiane. Se, per esempio, una persona è obbligata a tornare a casa dal dubbio di non aver chiuso il rubinetto dell’acqua, potrebbe perdere l’autobus e fare tardi al lavoro. Le ossessioni non sono, quindi, delle semplici preoccupazioni, ma dei pensieri fortemente intrusivi che condizionano in modo importante la vita dell’individuo.

Per bloccare questi pensieri e ridurre l’ansia che generano, le persone mettono in atto dei comportamenti specifici che si presume permettano di controllare le situazioni temute. Queste azioni prendono il nome di compulsioni.

Ossessioni e Rimuginazioni

Curiosità

Mentre si è certi che le compulsioni possano essere messe in atto anche in assenza di ossessioni, ad esempio per scongiurare una catastrofe, è in dubbio l’esistenza delle “ossessioni pure“. È possibile, infatti, che i pensieri intrusivi si accompagnino a controlli mentali meno manifesti e quindi più difficili da identificare.

Compulsioni

Le compulsioni sono dei comportamenti o delle azioni mentali che la persona si sente obbligata a mettere in pratica per contrastare le ossessioni. La loro funzione è sia quella di ridurre il disagio provocato dai pensieri intrusivi sia di impedire che si verifichino degli eventi temuti. Le compulsioni sono attuate in modo rigido e seguono delle regole ben precise. Possono assumere anche la forma di veri e propri rituali ed essere strutturare con specifiche sequenze di svolgimento, richiedendo anche molto tempo per la loro attuazione. L’esecuzione termina solo quando la persona ritiene di aver svolto la sequenza nel modo corretto.

Lavarsi le mani o toccare uno specifico oggetto sono esempi di comportamenti compulsivi, mentre contare o ripetere delle parole mentalmente sono forme di compulsioni mentali. I rituali riducono davvero l’ansia provocata dalle ossessioni, ma hanno effetto solamente per breve tempo e necessitano, pertanto, di essere ripetuti frequentemente. Inoltre, sono sempre meno soddisfacenti e per questo con il passare del tempo le azioni tendono ad essere strutturate in rituali via via più complessi.

Come per le ossessioni, anche le compulsioni sono percepite come irrealistiche e attuate contro la volontà della persona.

Compulsione nel DOC

Curiosità

Le compulsioni possono manifestarsi anche nella dimensione sessuale come, ad esempio, masturbazione compulsiva e ipersessualità. Nulla a che vedere, comunque, con la criminalità sessuale. Vedi anche: Sex offender

DOC: Manifestazioni

La sintomatologia del DOC è varia e può assumere forme diverse a seconda dei pensieri più intrusivi e delle modalità adottate per contrastarli. È possibile suddividere le manifestazioni più comuni in cinque aree:

  • Controllo: i dubbi sono relativi all’aver dimenticato di fare qualcosa o all’aver commesso degli errori che comporterebbero conseguenze disastrose. Le compulsioni servono a prevenire eventi spiacevoli, ad esempio controllando di aver chiuso il rubinetto dell’acqua, o di verificare eventuali danni commessi, come l’aver involontariamente fatto del male a qualcuno.
  • Contaminazione e pulizia: le ossessioni riguardano l’igiene e la paura per malattie o contagi. Spingono la persona, inoltre, a continui lavaggi di mani o vestiti e ad evitare il contatto diretto con oggetti “sporchi”. La contaminazione può essere anche di natura sociale o metafisica, come la vicinanza ad una persona anziana o pensieri maligni. In periodo Covid questa sintomatologia è diventata molto difficile da contenere. Vedi anche: Ipocondria.
  • Simmetria, ripetizione e ordine: il bisogno che tutto sia in ordine comporta una preferenza per la disposizione simmetrica degli oggetti, che vengono riposizionati secondo la propria logica se qualcuno li scambia di posto. Se il riordino viene impedito, la persona avverte una fortissima sensazione di disagio psicofisico. Ci può essere anche l’eventuale necessità di ripetere azioni o parole per un certo numero di volte prima di poter proseguire con l’attività che si stava svolgendo.
  • Pensieri proibiti e tabù: sono pensieri di tipo religioso, aggressivo o sessuale che si riferiscono a preoccupazioni come aver commesso un peccato o aver arrecato involontariamente un danno ad un’altra persona. Questi si manifestano con la verifica di non aver realmente fatto o detto qualcosa di sgradevole nei confronti degli altri.
  • Accumulo: è la tendenza a conservare oggetti e a collezionarli, anche quando sono rovinati o non più utilizzabili. Si avverte l’impossibilità emotiva nel distaccarsi dai beni materiali.

Persona con ossessione della pulizia

DOCP, Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità

Sebbene il nome sia simile, DOC e DOCP (disturbo ossessivo-compulsivo di personalità) sono problematiche distinte e differenti sotto molti aspetti, anche se alcune volte possono andare di pari passo. Cosa le differenzia, dunque?

Il DOCP, come tutti i disturbi di personalità, ha una sintomatologia più strutturata, rigida e pervasiva rispetto ai cosiddetti disturbi “clinici” (come il DOC). La tendenza all’ordine, il perfezionismo e il bisogno di controllo vanno a discapito della flessibilità dell’individuo, che risulta rigido sia nelle dinamiche interpersonali che verso se stesso. Ciò interferisce in tutti, o quasi, gli ambiti di vita, e dipende fortemente dall’intransigenza morale e dagli elevati standard prefissati.

Curiosità

Se ti interessa approfondire l’argomento, vedi anche:

Chi ha una personalità strutturata in questo senso, tende ad essere particolarmente dedito al lavoro e alla morale, non trovando quindi interesse per semplici attività ludiche o ricreative. Queste persone, tra l’altro, non hanno molto tempo libero, in quanto la necessità di controllo e la percezione di essere più preparati rispetto agli altri, rendono difficile delegare e mantenere relazioni stabili. Altri tratti caratteristici del DOCP sono la tendenza all’accumulo, sia di oggetti che di denaro, che “potrebbero sempre servire”. All’incapacità di separarsi da oggetti non più utili, infatti, si aggiunge la paura che possano verificarsi eventi catastrofici che saranno molto costosi da affrontare.

Le ossessioni e le compulsioni possono accompagnare questi sintomi, ma non  necessariamente sono presenti. Inoltre, nel DOCP i sintomi non sono vissuti in modo negativo, perché la persona percepisce di agire con modalità adatte e funzionali al contesto. Per questo motivo si dice che il DOCP è un disturbo egosintonico, mentre il DOC è egodistonico.

disturbo ossessivo compulsivo di personalità

DOC: Cause

Le cause del DOC possono essere molteplici e, come per la maggior parte dei problemi di natura psicologica, è necessaria l’interazione di più elementi per scatenarne la sintomatologia. In un’ottica bio-psico-sociale, l’insorgenza del DOC è possibile nel momento in cui a fattori individuali di vulnerabilità si associati cause scatenanti ambientali. Vediamo più nel dettagli di cosa stiamo parlando.

Cause individuali e cognitive

Le persone con DOC sono predisposte allo sviluppo della patologia a causa del loro carattere e temperamento. Caratteristiche comuni sono l’elevata attivazione psicofisica indotta da una forte componente ansiosa, frequenti emozioni negative, timidezza e forte senso di responsabilità. Questi aspetti strutturano il funzionamento su due elementi centrali: la rigidità morale e l’evitamento di situazioni temute.

A livello cognitivo, gli individui con DOC presentano un pensiero molto particolare, caratterizzato da errori di attribuzioni e credenze irrealistiche e disfunzionali. Tutti noi da piccoli abbiamo sperimentato il “pensiero magico”, ovvero la tendenza a credere nel surreale e ad attribuire poteri magici ad oggetti o persone. È normale avere questa forma di pensiero durante l’infanzia, che crescendo si trasforma a favore del pensiero logico. Nel DOC il pensiero magico non scompare completamente: si è consapevoli dell’irrealtà delle proprie convinzioni, ma non si riesce ad abbandonare l’idea che quel gesto o quella parola “magicamente” eviterà il verificarsi di condizioni avverse o ne produrrà di favorevoli. Le continue richieste di conferma tipiche di chi soffre di ossessioni deriva proprio dall’incapacità nel distinguere ciò che è reale dalle rappresentazioni interne che la persona si è creata.

L’altra caratteristica del pensiero nei DOC, che appare in netta contraddizione con quanto abbiamo appena visto, è l’eccesso di intellettualizzazione. Concretamente, corrisponde all’eccessiva importanza che viene attribuita al pensiero: tutto va analizzato alla perfezione, nei minimi dettagli. La necessità è quella di prevedere quello che potrebbe accadere perché il pensiero è tendenzialmente catastrofico e strettamente legato a quello che viene fatto o non fatto. Ne derivano aspetti di cui abbiamo già parlato, come il senso di responsabilità eccessivo, il controllo totale dei pensieri, l’ipervigilanza  e l’ipervalutazione delle possibili minacce.

Cause neurologiche e genetiche

Le tecniche di neuroimaging hanno rivelato diverse peculiarità a livello cerebrale e neurotrasmettitoriale alla base di questi tratti. In particolare, sono state riscontrate alterazioni nei livelli di serotonina, dopamina che interferiscono sul funzionamento di varie regioni cerebrali, principalmente in quello della corteccia prefrontale. Quest’ultimo elemento sarebbe responsabile sia dell’eccessiva attivazione davanti ai pericoli percepiti sia della mancanza di soddisfazione adeguata prodotta dalle compulsioni. Nel DOC si verificano, dunque, degli errori nella comunicazione tra i circuiti cerebrali di pericolo a causa dell’ipervigilanza costante che li attiva anche in presenza di dubbi trascurabili.

La familiarità del disturbo è elevata: si è visto che il DOC si presenta con facilità in più membri della stessa famiglia, anche se con sintomi diversi. Gli studi sono stati condotti, in particolare, sui gemelli: il disturbo è comune a entrambi i fratelli dizigoti nel 50% e monozigoti fino al 90%.

Cause ambientali: famiglia e stress

L’ambiente familiare e le dinamiche di attaccamento gettano le basi per la costruzione della nostra personalità, influendo in modo positivo o negativo su eventuali difficoltà individuali. Le persone con DOC hanno in comune un contesto educativo abbastanza rigido ed emotivamente distaccato che ha trasmesso in loro l’idea di non essere “sufficientemente bravi”. Non stiamo attribuendo colpe a nessuno, sia chiaro. Un’educazione severa volta allo sviluppo precoce di responsabilità non è necessariamente negativa: lo diventa nella misura in cui l’individuo acquisisce una scarsa fiducia nelle proprie capacità. Quando questo avviene? Solitamente se il clima familiare è eccessivamente rigido, giudicante e non associa alle critiche la giusta quantità di rassicurazioni. La rigidità morale, la percezione di insicurezza e lo sviluppo di ossessioni di contaminazione sono gli aspetti su cui incide maggiormente questo tipo di educazione.

Lo stress è considerato la principale causa scatenante della patologia, che fa emergere la sintomatologia nascosta già presente nell’individuo. Al di là delle specifiche situazioni, che possono essere più o meno critiche, ciò che rende un evento “traumatico” è la valutazione del singolo individuo. Nel caso del DOC, sono potenzialmente stressanti soprattutto gli eventi positivi, come una promozione lavorativa o la nascita di un figli, perché aumentano la preoccupazione di “non essere abbastanza bravi”.

Conseguenze psicologiche e sociali

Ossessioni e compulsioni hanno importanti conseguenze sulla qualità di vita. I sintomi sono, infatti, fortemente egodistonici e influiscono negativamente sul benessere psicofisico, interferendo in aree importanti, come quella personale, lavorativa e sociale.

La persona è solitamente spaventata dalle caratteristiche del disturbo. Questo la rende molto asiosa e irrequieta, portandola ad evitare le situazioni che innescano la sua sintomatologia. Spesso il DOC è accompagnato ad altre forme patologiche, come la depressione o i disturbi d’ansia proprio a causa del vissuto negativo della condizione.

Ossessioni e compulsioni condizionano, inoltre, lo svolgimento delle attività quotidiane e lavorative. La persona può aver bisogno di tempi maggiori per studiare e laurearsi, ma anche per arrivare al luogo di lavoro e per svolgere i compiti richiesti.

Il DOC si riflette negativamente anche sulla vita sociale: la sintomatologia impatta sulla qualità delle relazioni affettive e l’evitamento delle situazioni temute limita ulteriormente la possibilità di frequentare stabilmente altre persone. Infine, bisogna considerare che i sintomi del DOC tendono ad influire negativamente anche sul funzionamento e sul benessere dell’intera famiglia.

DOC ansia

DOC: Cura

Il DOC, come abbiamo visto, è una problematica estremamente complessa in termini di sintomi, cause e conseguenze. Perciò la cura deve essere integrata e riguardare sia gli aspetti cognitivi, che quelli emotivi e comportamenti. Il trattamento d’elezione è la psicoterapia, in particolare quella cognitivo-comportamentale (Cognitive Behavioural Therapy, CBT). Altri approcci più recenti che si sono dimostrati efficaci in questo campo sono la Mindfulness, l’ACT (Acceptance and Commitment Therapy) la terapia metacognitiva e l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing). L’intervento può avere durata medio-lunga perché segue i tempi della persona, scanditi dalle compulsioni e dalle resistenze alla terapia.

Vedi anche: Meditazione

Trattamento Cognitivo-Comportamentale

La CBT lavora in parallelo sui pensieri e suoi comportamenti alla base del disturbo. L’obiettivo nel trattamento del DOC è quello di correggere gli errori cognitivi che la persona commette inconsapevolmente e di evitare il ricorso ai rituali che mantengono il disturbo. In sintesi, l’intervento è volto alla riduzione di ossessioni e compulsioni.

Solitamente il trattamento è centrato sulla terapia individuale, a cui si accostano in parallelo delle sedute di gruppo. I gruppi permettono alla persona di evitare le ricadute (imparando a riconoscere i segnali delle recidive), di generalizzare i risultati ottenuti in terapia individuale e di condividere con altri il proprio vissuto interiore.

Intervento Cognitivo

A livello cognitivo si lavora per modificare pensieri automatici negativi e schemi cognitivi disfunzionali. Aspetti caratteristici del DOC sono, infatti, il pensiero magico e superstizioso (“Se faccio così, non mi succederà niente”), la ruminazione, le idee catastrofiche, l’astrazione selettiva (vede cioè i dettagli perdendo di vista il quadro generale) e le aspettative rigide da rispettare (“Io devo fare in questo modo”). In contesto terapeutico la persona è portata a sperimentare che ciò che teme non le succederà davvero, constatando l’irrealtà dei propri pensieri. Parte del lavoro è anche quello di elaborare le eventuali esperienze di vita negative e risolvere le emozioni negative che si sono strutturate nel corso del tempo.

Intervento Comportamentale

La parte comportamentale ha l’obiettivo di interrompere il circolo vizioso tra ossessioni e compulsioni: poiché le compulsioni servono a controllare i pensieri intrusivi, questi possono essere pian piano indeboliti se vengono estinti senza il ricorso ai rituali. Le tecniche prevedono esercizi in cui la persona possa “mettersi alla prova” di fronte a situazioni temute affinché sviluppi strategie di coping più funzionali. Esiste un gruppo di tecniche chiamato esposizione e prevenzione della risposta (ERP), in cui la persona si espone con gradualità a stimoli ansiogeni senza dover emettere risposte comportamentali.

Rompere circolo vizioso DOC

Psicoeducazione e Interventi Familiari

Per produrre degli effetti terapeutici positivi, è importante che la persona capisca cosa le sta accadendo e comprenda il perché di certi pensieri e comportamenti. L’intervento di psicoeducazione permette di spiegare la sintomatologia tipica del DOC e il circolo vizioso che si crea tra ossessioni e compulsioni. Coinvolgere la famiglia in questa fase può essere utile sotto molti aspetti. Può, infatti, aiutare a gestire la sintomatologia nel contesto familiare e dare sollievo psicologico anche ai parenti. Non va dimenticato che i sintomi del DOC si ripercuotono sull’intera famiglia e che lo stile educativo genitoriale è coinvolto nella genesi del disturbo.

Farmacoterapia

Gli antidepressivi possono essere utili per contrastare le conseguenze emotive di ossessioni e compulsioni che, come abbiamo visto, influiscono negativamente sul tono d’umore. La classe degli SSRI, in particolare, è quella maggiormente impiegata perché interviene proprio sui circuiti della serotonina, che abbiamo visto essere alterati. Gli antidepressivi proteggono anche da eventuali ricadute, mantenendo stabili i risultati raggiunti con la psicoterapia.