Adolescenza e Sviluppo: Cambiamenti Psico-Fisici e di Identità

Adolescenza, periodo critico dello sviluppo. Perché critico? La maggior parte di noi sa cosa vuol dire essere adolescente e affrontare le problematicità di questo periodo. Sono i ragazzi a sperimentare in primo luogo le difficoltà di questa età, ma anche i genitori rischiano di passare anni “impegnativi” quando i propri figli attraversano tale fase.

L’adolescenza è per antonomasia l’epoca del cambiamento, una trasformazione globale che coinvolge tutte le dimensioni della nostra identità. Si concretizza nel passaggio dall’infanzia all’età adulta ed è la fase conclusiva del percorso di maturazione psicofisica. Al giorno d’oggi vi è particolare attenzione al periodo adolescenziale, che è concepito come una sorta di “tempo sospeso” in cui il ragazzo non ha particolari obblighi se non quelli di sperimentarsi nei vari ambiti e progettare il futuro alla ricerca della propria identità.

Nel seguente articolo proponiamo i principali cambiamenti che l’adolescente si trova ad affrontare in questo delicato stadio di sviluppo, sperando anche di fornire alcuni spunti utili alla comprensione di quegli aspetti di funzionamento che spesso sono poco conosciuti, sia ai genitori che ai ragazzi stessi.

adolescenza

Adolescenza, Età

Il periodo adolescenziale corrisponde a quella fase di sviluppo che va dall’infanzia alla giovane età adulta. Convenzionalmente si stima l’inizio dell’adolescenza intorno ai 12 anni e la sua conclusione ai 18 circa. Rispetto alle classificazioni del ciclo di vita di qualche anno fa, si ritiene che ad oggi l’adolescenza inizi prima e termini dopo a causa di fattori contestuali, come la minore stabilità economica e l’allungamento del tempo dedicato alla propria formazione professionale.

Inoltre, i tempi di maturazione psicofisica variano in base al genere tra maschi e femmine. Nello specifico, quindi, attualmente l’adolescenza inizia intorno ai 10-11 anni nei maschi e ai 9-13 nelle femmine, mentre il termine è slittato verso i 20 anni (per alcuni anche 23-25). Come vedremo meglio in seguito, i fattori che segnano l’ingresso in questa fase sono i cambiamenti ormonali.

Fasi del Periodo Adolescenziale

L’adolescenza è un periodo lungo e particolarmente ricco di cambiamenti. Per questo motivo si tende a dividerlo in tre fasi, ciascuna caratterizzata da specifiche trasformazioni psicofisiche e sociali, nonché da compiti di sviluppo diversi.

  1. Preadolescenza (10-14 anni): periodo iniziale caratterizzato principalmente dai mutamenti fisici che determinano la necessità di instaurare un nuovo rapporto con il proprio corpo. Tutto è centrato sulla costruzione di un’immagine di sé più coerente al nuovo aspetto. Inizia, inoltre, la sperimentazione sul piano sessuale dell’intimità fisica con altre persone.
  2. Adolescenza (14-17 anni): è il momento centrale di questa fase di sviluppo, in cui si strutturano i rapporti a livello sociale tra sé e gli altri. Consiste nell’emancipazione dal nucleo famiglia e nello sviluppo di nuove relazioni con il gruppo dei pari.
  3. Adolescenza tardiva (17-20 anni): la fase finale del percorso di maturazione. Il compito rappresentativo di questa fase riguarda la costruzione della propria identità, ovvero del rapporto con sé stessi.

Il periodo dell’adolescenza è notoriamente complicato ed emotivamente difficile proprio a causa delle sfide evolutive che il giovane è chiamato, per natura e cultura, a superare. In un momento in cui ancora nessuno ha chiaro né chi è né tantomeno chi vorrà essere, bisogna affrontare scelte importanti che avranno ripercussioni sul futuro (come la carriera scolastica).

Non dimentichiamo che, allo stesso tempo, anche l’ambiente intorno all’adolescente cambia per adattarsi alle sue esigenze! La scuola, la famiglia e il gruppo dei pari spingono affinché il ragazzo diventi una persona adulta e, in quanto tale, autonoma e indipendente. Anche il ruolo assunto dal rapporto tra Internet e ragazzi è sempre più centrale.

Adolescenza e Cambiamento Fisico

La pubertà dà inizio al periodo adolescenziale. Corrisponde alla fase di avvio della trasformazione fisica e psicologica della persona, che avrà poi termine con il raggiungimento della piena maturità sessuale. Lo sviluppo puberale avviene con tempi diversi per ciascuno di noi perché è biologicamente programmato e determinato prima della nostra nascita.

Tenete presente che il menarca (lo spermarca è il corrispondente maschile) è il segnale visibile dell’avvenuta maturazione sessuale di un processo che si è innescato almeno due anni prima.

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Ruolo degli Ormoni

Tale sviluppo è indotto a livello ormonale dal rilascio di un ormone (GnRH) che va a sollecitare la produzione di gonadotropine, a loro volta responsabili dell’attivazione degli omoni che sollecitano la maturazione sessuale (luteinizzanti nei maschi e follicolo stimolanti nelle femmine).

Al di là dei tecnicismi medici, ciò che ci preme trasmettere è il ruolo dell’alimentazione in questo processo. Non è ancora certo al 100%, ma con molta probabilità il processo è innescato da una determinata quantità di grasso corporeo. Ne deriva che ragazzi sovrappeso maturino precocemente a livello sessuale rispetto a quelli normopeso, che a loro volta si sviluppano prima rispetto a quelli sottopeso.

Altri fattori che sembrano influenzare lo sviluppo sessuale sono il sonno, le variazioni di luce e calore ed eventi stressanti di vita. Vedi anche: Stress e Insonnia

Rapporto con il Corpo

Gli ormoni portano a sviluppare le caratteristiche sessuali secondarie, come peli, crescita del seno o dei testicoli, cambiamento nella voce e l’odiata acne giovanile. Intanto il corpo cresce in altezza e assume sempre più le sembianze adulte. Questi elementi modificano radicalmente l’aspetto della persona, che si trova da un giorno all’altro a non riconoscere più la sua immagine riflessa nello specchio. Compito principale della fase di pre-adolescenza è infatti proprio quello di integrare questi nuovi elementi nello schema corporeo precedente, per renderlo più coerente con l’aspetto attuale.

Curiosità

Durante la pubertà possono manifestarsi alcuni sintomi che indicano una condizione di intersessualità. Per saperne di più: Tipologie di intersessualità

Un comportamento molto frequente negli adolescenti è quello di osservarsi continuamente allo specchio. Il controllo della propria immagine è al centro dell’attenzione di questa fase: i ragazzi si confrontano costantemente con i propri pari, chiedono conferme sul loro corpo e tendono a vergognarsi per alcuni particolari o per la loro immagine in generale.

Ciò può appare un po’ sciocco agli occhi di chi questa fase l’ha già superata, come i genitori, che tendono a non identificarsi con i figli perché “loro non erano così a quell’età”. Teniamo in considerazione che i tempi cambiano con una velocità spaventosa e che l’adolescenza di 10 anni fa non è paragonabile a quella che i giovani affrontano al giorno d’oggi. Figuriamoci quella di 20 o 30 anni fa! Allo stesso modo, l’adolescenza futura avrà caratteristiche diverse da quella attuale. Tutto questo per sottolineare come i compiti di sviluppo cambiano in base al periodo storico alla cultura di riferimento. Ad oggi noi viviamo in quella che è stata definita “società del narcisismo, in cui la valorizzazione del proprio sé è al centro dell’esistenza.

adolescenza identità

Società Narcisistica, cosa comporta?

Ciò implica un’attenzione molto più elevata verso il proprio corpo e a come appare agli occhi degli altri. È importante essere guardati e ancor più piacere. L’apparire si connota anche sessualmente, poiché in questa fase vi sono i primi tentativi di condivisione dell’intimità.

Tutto ciò esula dalla volontà del singolo, che si sente obbligato a rispettare i canoni della società narcisistica di cui fa parte (questo è anche estremamente faticoso perché ruba molto tempo ed energie). L’adolescente vive in una sorta di egocentrismo adolescenziale: come i bambini in infanzia, in modo simile i giovani adulti sono convinti di essere sempre al centro dell’attenzione di tutti. Per questo devono apparire in modo perfetto, altrimenti gli altri si accorgeranno dei loro “difetti”. Non possono farne a meno. E se gli altri si accorgessero dei propri difetti e li prendessero in giro? Potrebbero divenire vittime di bullismo.

La sensazione di costante incertezza può facilmente minare l’autostima e il benessere cognitivo e psicologico, portando anche all’insorgenza di quadri clinici come disordini alimentari (anoressia, bulimia e alimentazione incontrollata), somatizzazioni (sintomi somatici indotti da preoccupazioni) oppure dismorfismo corporeo (un disturbo ossessivo compulsivo specifico per l’immagine corporea, che assume una sfumatura peculiare nella vigoressia, sotto forma di preoccupazione ossessiva e spesso infondata che il proprio corpo non sia sufficientemente muscoloso e atletico). Sintomi d’umore o d’ansia sono molto più frequenti di quanto non si immagini, soprattutto nelle forme di depressione e attacco di panico.

Vedi anche: Ipocondria e Disturbi da Sintomi Somatici

La resilienza è un ottimo fattore di protezione che contrasta l’insorgenza di condizione patologiche.

Adolescenza e Cambiamento Emotivo

Tale cultura narcisistica connota negativamente, spesso, anche i sentimenti che sono associati a questa fase. L’adolescenza è vissuta da molti come una fase di vita poco felice a causa della vergogna provata nei confronti del proprio corpo. In generale, tutte le emozioni sono percepite come particolarmente intense e spingono all’azione modo più impulsivo rispetto all’adulto.

L’impazienza e l’insofferenza degli adolescenti sono alcuni di quei fattori poco compresi dall’adulto e, per questo, spesso fonte di frustrazione. Ciò accade perché, come vedremo meglio in seguito, le strutture cerebrali deputate al ragionamento logico e al controllo degli impulsi sono ancora incomplete: maturano totalmente solo verso i 18-20 anni. In una prima fase, dunque, l’adolescente non possiede i mezzi cognitivi per far fronte in modo razionale alle situazioni: per questo si lascia guidare dalle emozioni e può essere soggetto a situazioni di empatia negativa. In altre parole, viene  facilmente “risucchiato” dal vissuto negativo degli altri.

Curiosità

L’emozione prevalente nelle generazioni precedenti era la colpa, scatenata principalmente dalla delusione delle richieste e aspettative genitoriali.

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Coping Disfunzionale e Autolesionismo

Per rispondere a vissuti emotivi negativi, alcuni ragazzi possono mettere in atto strategie di coping disfunzionali nel tentativo di “sentirsi un po’ meglio”. Tra le più usate in adolescenza, ci sono le droghe con effetto anestetico e antidepressivo (vedi anche: tossicodipendenza) e il self-harm, ovvero l’autolesionismo. La modalità più utilizzata è il self-cutting, che ha la duplice funzione di ridurre il dolore psicologico e influire sull’ambiente circostante.

Come è possibile sentirsi meglio facendosi del male? Il dolore fisico innesca il rilascio di endorfine, o “ormoni della felicità“, che producono l’effetto di oppioidi esogeni (prodotti dal nostro stesso organismo). In pratica è un tentativo, al pari dell’uso di sostanze o alcol, di ridurre l’intensità delle emozioni. C’è anche da considerare il fatto che dolore fisico è più accettabile di un malessere psicologico: ci si sente più autorizzati a soffrire se la causa è fisica. Inoltre, i tagli (come molte altre modalità di self-harm) permettono di rendere il dolore più reale perché lo spostano da dentro a fuori.

Adolescenza e Cambiamento Cognitivo

L’adolescenza è un periodo di importanti trasformazioni anche a livello cognitivo. Come è già stato spiegato nell’articolo dedicato allo sviluppo del dominio cognitivo, in questo periodo di vita si verifica un grande salto qualitativo nei processi di ragionamento. Fino ai 12 anni circa, infatti, i ragazzi hanno una modalità di pensiero basato sul concreto, mentre poi si comincia a sviluppare un pensiero di tipo formale (o ipotetico-deduttivo) molto più simile a quello dell’adulto. Attenzione! Simile, non uguale.

Il pre-adolescente inizia a cogliere i significati più astratti e profondi delle cose, a formulare ipotesi, a concepire più di una possibilità per volta e a prevedere un numero maggiore di scenari futuri. La parola d’ordine di questo processo è “astrazione”.

Tuttavia, ci vogliono degli anni prima che l’adolescente arrivi a sviluppare una modalità di ragionamento del tutto logica tipica dell’età adulta. Per questo motivo i ragazzi in questa fase non si comportano sempre come i genitori si aspetta da loro: sembrano dei piccoli adulti dall’esterno, ma cognitivamente hanno un funzionamento ancora molto più simile a quello dei bambini che degli adulti.

Se non sono né del tutto adulti né completamente bambini, la domanda sorge spontanea: quindi come funziona il cervello in adolescenza?

Da un lato l’adolescente acquisisce man mano abilità cognitive di ordine superiore, come la metacognizione (la capacità di riflettere sul proprio sé), ma dall’altro non ha ancora adeguate capacità di mentalizzazione (ovvero di capire cosa pensa in prima persona e quali sono i pensieri degli altri). Se a questo aggiungiamo l’elevata attivazione emotiva, ecco spiegato perché i ragazzi in questa fase vivono una forte instabilità sia a livello psicologico che affettivo. Tutto ciò ha un’origine neurofisiologica.

Ruolo della Corteccia Prefrontale

La struttura cerebrale che impiega più tempo per svilupparsi è la corteccia prefontale, che è anche la sede della maggior parte delle funzioni cognitive superiori. Questa zona è una componente regolatoria che consente il dialogo tra gli impulsi emotivi e il ragionamento logico: fa da mediatrice tra quello che il nostro istinto desidera e la realtà esterna, per permetterci di adattarci in modo efficace all’ambiente.

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In pratica, la corteccia prefrontale si occupa di:

  • Attività di decision making: ha ruolo attivo nello stabilire le priorità e gli obiettivi a lungo termine.
  • Problem solving: sulla base della valutazione della situazione, individua le possibili conseguenze delle azioni e ci guida nella scelta di comportamenti funzionali.
  • Mantenere nella memoria le informazioni necessarie allo svolgimento di un compito (perché è sede della memoria di lavoro)
  • Dirige l’attenzione e orienta agli obiettivi.
  • Regolazione emotiva: aiuta a tollerare le emozioni negative, come frustrazione o senso di fallimento, e riduce l’impulsività a favore del ragionamento.

Se ci avete fatto caso, tutto ciò influisce notevolmente sulla motivazione. Gli adolescenti, infatti, tendenzialmente faticano procrastinare il soddisfacimento dei propri bisogni (soprattutto se emotivi) e fanno scelte avventate che a lungo termine si rivelano poco funzionali.

Le carenze della corteccia prefrontale, quando è ancora in fase di sviluppo, vengono compensate dal sistema limbico, coinvolto nelle reazioni emotive. Ed ecco perché in adolescenza il comportamento è guidato prevalentemente dall’istinto e dalle emozioni, più che dalla razionalità.

Adolescenza e Moralità

Un altro compito evolutivo tipico dell’adolescenza è quello di scegliere e strutturare un sistema di valori proprio, che riprende in parte quelli trasmetti dalla famiglia d’origine, integrandoli con altri sviluppati in modo autonomo. Per fare ciò, l’adolescente si affida ai nuovi modelli di apprendimento, come insegnanti, educatori, parroci, allenatori sportivi e così via. Attraverso l’osservazione e l’imitazione di figure con un ruolo educativo diverso da quello genitoriale, la persona trova il proprio modo di vedere le cose e di relazionarsi con il mondo.

Durante l’adolescenza si verifica un passo fondamentale nell’evoluzione della moralità, cioè nei criteri con cui si giudica ciò che è giusto da ciò che non lo è. In fase pre-adolescenziale il ruolo autoritario dell’adulto è preso largamente in considerazione dal giovane, che ha appreso dalla famiglia a rispettare le norme per il quieto vivere di tutti: le norme disciplinano l’ordine sociale e vanno rispettate per essere dei “bravi ragazzi”.

La maturazione cognitiva che abbiamo appena visto e lo sviluppo del pensiero formale, permettono all’adolescente più maturo di confrontare le regole con il proprio codice morale ed i principi di etica universale. Ne deriva che una legge si più violare se è moralmente sbagliata o non rispetta un diritto inviolabile dell’uomo.

Come si ripercuote questo sul compito educativo del genitore? All’adolescente non è più possibile imporre una regola senza motivarla. “Lo fai perché lo dico io che sono tuo padre” non basta più: l’adolescente ha bisogno di spiegazioni e soprattutto di coerenza tra quanto l’adulto fa e chiede di fare a lui. Se un adulto non rispetta una regola che ha imposto al ragazzo, la situazione diventa caotica.

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Adolescenza e Identità

In tutto questo percorso di cambiamento, il compito evolutivo per eccellenza dell’età adolescenziale (e soprattutto della tarda adolescenza) riguarda la costruzione della propria identità. L’adolescente cerca di definire chi è per sé stesso e per gli altri, cioè di assumere una posizione nel contesto in cui vive. Per capire chi è, come vorrebbe essere e come gli altri pensano che lui sia, deve portare a termine contemporaneamente due processi:

  1. Differenziazione: si deve distinguere dalla collettività, per emergere come singolo;
  2. Affiliazione: si crea un posto nella società sulla base delle dinamiche di appartenenza che sviluppa.

Cari genitori, per assumere una propria identità, un giovane deve necessariamente staccarsi dal nucleo familiare d’origine, investendo tutte le sue risorse nel gruppo dei pari. Ciò accade perché, agli occhi dei genitori “il figlio è sempre il proprio bambino”. Nulla di sbagliato, sia chiaro! Questo tuttavia suggerisce perché i ragazzi hanno così tanto bisogno degli amici per capire chi sono: i coetanei rispecchiano l’immagine che i ragazzi hanno di loro stessi, mentre i genitori riflettono ancora il loro sé infantile.

Il ruolo dei genitori in questa delicata fase di cambiamento gioca un ruolo fondamentale e assolutamente delicato. Da un lato, infatti, devono sostenere il ragazzo nel proprio percorso di sviluppo, mentre dall’altro imparano a lasciargli sempre più spazio a mano a mano che egli sviluppa la propria autonomia.

Rinegoziare i ruoli tra figli e genitori è un elemento chiave in questo processo. Non è affatto facile e per questo alcune volte si rende necessaria la guida di figure esperte in attività di parent training. Tranquilli genitori, non siete soli in quell’inferno chiamato “adolescenza”.

Letture Consigliate

Ecco, infine, alcuni alcuni libri che potrebbero essere utili ai ragazzi nella scoperta di sé e dei “misteri dell’adolescenza”. L’ultimo è indicato per quei genitori che si trovano a dover fare i conti con l’adolescenza della cultura narcisistica.

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