Sessualità, così centrale nelle nostre vite e così difficile da definire. La sessualità è tante cose: amore, sesso, attrazione, istinto di sopravvivenza e non solo. È strano come qualcosa che accomuna tutti ci renda anche così diversi gli uni dagli altri.

Negli ultimi decenni la nostra società si è radicalmente trasformata e sono crollati molti dei tabù legati al sesso. Tanti aspetti della sessualità sono stati sdoganati e sono ad oggi maggiormente accettati e condivisi. Le persone sono più libere di vivere la loro intimità, purché in modo responsabile, sicuro e consapevole. Come vedremo, la sessualità è un fenomeno complesso perché influenza, ed è a sua volta condizionata, da aspetti emotivi, cognitivi e sociali.

Cosa ci spinge a fare sesso? Quali sono le fasi del ciclo di risposta sessuale? Qual è la nostra identità sessuale? Vediamolo insieme. Fare sesso

Curiosità

L’erotismo è ciò che contraddistingue l’amore di coppia. È l’insieme di sensazioni fisiche e di coinvolgimento mentale che è possibile sperimentare solo quando si condivide una forte intimità con un’altra persona. Va oltre all’attrazione sessuale, diventando seduzione e complicità.

Sessualità, perché facciamo sesso?

La sessualità, a livello evolutivo, ha lo scopo di permettere la sopravvivenza della specie: è così piacevole proprio perché deve motivare alla riproduzione. Fino a non molto tempo fa, infatti, l’attività sessuale era praticata con l’obiettivo principale di generare dei figli e garantire una discendenza alla famiglia. Negli ultimi due secoli la pratica sessuale ha cominciato a rispondere a bisogni di natura più emotiva e relazionale. Il sesso è diventato sinonimo di amore e di legame affettivo, ciò che identifica la coppia e la differenzia dalle altre forme di relazioni sociali. Con il tempo e con lo sviluppo dei metodi contraccettivi, si sono aggiunti altri fattori che promuovono la sessualità, con leggere differenze tra uomini e donne.

Curiosità

In alcune persone si attivano processi mentali di negazione, distorsione giustificazione nel praticare sesso senza l’utilizzo di mezzi contraccettivi, per tentare di ridurre la forbice della propria dissonanza cognitiva.

Vedi anche:

L’obiettivo, ad oggi, è quello di avere una vita sessuale soddisfacente. Divertirsi e giocare, da soli o in coppia. E perché non provare con qualche sex toys?

Curiosità

Il BDSM è una modalità alternativa, sana e consensuale, di vivere la propria sessualità che si basa su dinamiche di dominazione e sottomissione. Non ha nulla a che vedere con la sessualità deviante che caratterizza il sex crime. Vedi anche: Sex offender

Sesso come risposta a nuovi bisogni

Quali sono, dunque, le nuove motivazione che attualmente spingono una persona a fare sesso?

Sicuramente l’attività sessuale è praticata perché divertente. La dimensione ludica del sesso permette di conoscere se stessi e gli altri in un contesto di gioco di sperimentazione ed esperienza sensoriale. È una distrazione dallo stress quotidiano, sia se svolta da soli che con uno o più partner. Si, perché al tradizionale concetto di coppia si stanno affiancando nuove forme di sessualità che rendono il panorama sempre più vario. Scoprine di più nell’articolo dedicato: Amore, Sesso e Relazioni.

Le sensazioni fisiche del sesso sono un altro importante incentivo, quello evolutivo che promuove la ricerca del piacere. Fare sesso genera infatti un piacere intenso nelle zone erogene del corpo che, abbiamo già detto, essere collegate all’istinto di sopravvivenza. L’orgasmo, in particolare, produce un senso generale di benessere sia fisico che psicologico.

La sessualità risponde a dei bisogni emotivi di amore e coinvolgimento affettivo: con il sesso le persone dimostrano il loro affetto e verificano la stabilità del proprio legame. La sessualità aumenta infatti la sicurezza di fedeltà nel partner e conferma l’immagine che la persona ha di sé. Rinforza, inoltre, l’intesa tra le parti e permette di “fare pace” dopo un conflitto.

L’attività sessuale può essere praticata anche per raggiungere obiettivi materiali, come ottenere del denaro e migliorare il proprio status sociale, e non materiali, ad esempio per bruciare calorie e mantenersi in forma. Questi ultimi motivi prevalgono nella sessualità maschile rispetto a quello femminile.

Curiosità

La dimensione sessuale può essere compromessa dalla presenza di problematiche psicologiche, come narcisismo, disordini alimentari o depressione (vedi anche: lutto), che alterano la percezione dell’immagine corporea abbassano la propria autostima. Vedi anche: Alimentazione e Psicologia.

Un ulteriore fattore che influisce negativamente sulla sessualità è l’oggettivizzazione sessuale. Per saperne di più vedi anche: Sessimo

Piacere e neuroscienze nella sessualità

Secondo la prospettiva evoluzionistica, il piacere che deriva dall’atto sessuale funziona come una ricompensa per l’attività stessa. In altre parole, l’obiettivo del sesso è semplicemente quello di farlo. Che cosa rende la sessualità così gratificante sia a livello fisico che psicologico?

L’attività sessuale è collegata al circuito della ricompensa, un’insieme di strutture cerebrali implicate nella genesi del piacere e situate nel sistema mesolimbico. Questo sistema ha origine nell’area tegmentale ventrale e proietta, principalmente, al nucleo accumbens, alla corteccia prefrontale e all’amigdala. Vediamo ora quali sono i due principali elementi correlati alla sensazione di piacere.

Nucleo accumbens

Il nucleo accumbens ha, tra le componenti del circuito di ricompensa, l’importante compito di rilasciare la dopamina in alcune zone della corteccia cerebrale. Questo processo è innescato dal contatto con uno stimolo che per noi interessante, ovvero un elemento che suscita il nostro appetito sessuale perché possiede delle caratteristiche che ci piacciono, come una bella forma o un buon odore.

Dopamina

La dopamina è il neurotrasmettitore che, tra le sue varie funzioni, trasporta il messaggio della stimolazione tra i neuroni, le cellule del cervello. Essa comunica con specifiche zone cerebrali per segnalare la presenza di un stimolo piacevole e attivare la risposta comportamentale. L’aspetto più interessante è che la dopamina non è solo implicata nella produzione della sensazione di piacere: modula anche la motivazione all’esperienza di soddisfazione sessuale.

In altre parole, il nostro cervello è in grado di valutare la qualità dello stimolo, se e quanto è piacevole, e di generare delle aspettative sulla ricompensa che otterrà con determinate azioni. Se prevede una gratificazione positiva e raggiungibile, la persona metterà in atto dei comportamenti per poter consumare il proprio piacere. Non sempre ciò è possibile, in quanto l’attività sessuale dipende anche dal fatto di trovarsi in una situazione favorevole o di avere la disponibilità del partner. In ogni caso, i comportamenti che portato a conseguenze positive nella sessualità, vengono ricordati e riproposti in futuro.

Curiosità

I circuiti del piacere si attivano in tutte le situazioni che prevedono una gratificazione, non solo nella risposta sessuale. Sono implicati ad esempio nelle dipendenze, come cibo e droghe, e nei legami affettivi sia romantici che di tipo materno.

Vedi anche: Ipersessualità: Criteri Diagnostici, Modelli Teorici, Cause e Terapia

Sessualità e ciclo di risposta sessuale

Il rapporto sessuale, come abbiamo appena visto, è un processo definito “ciclo di risposta sessuale” e si svolge in più fasi, con alcune differenze di genere tra l’uomo e la donna. Le fasi della sessualità si susseguono necessariamente in questo ordine, ma non sempre è possibile completare l’intera sequenza. Non sempre la situazione lo permette, come abbiamo già detto. Inoltre, in ogni fase del ciclo possono verificarsi dei problemi che in alcuni casi determinano un’interruzione, o cessazione, dell’attività sessuale. Sono le cosiddette disfunzioni sessuali.

Quali sono le fasi del ciclo di risposta sessuale?

Desiderio

Il desiderio è il momento che anticipa l’attività sessuale, in cui prende forma l’idea di fare sesso. Il desiderio è innescato da una fantasia, un contatto fisico, un odore o qualunque cosa che susciti un interesse sessuale. Alcuni aspetti psicologici, in particolare lo stress cronico (burnout) e l’ansia, possono invece interferire in questo processo. Nei maschi, la fase del desiderio può coincidere con quella di eccitazione. Il coinvolgimento nei confronti del partner è essenziale e del tutto assente in disturbi come il Disturbo Antisociale di Personalità, in cui manca empatia.

Eccitazione e Plateau

L’eccitazione è la fase di attivazione fisiologica. Il corpo subisce dei cambiamenti che lo preparano e favoriscono la sessualità, come l’aumento del flusso di sangue alle aree genitali, del battito cardiaco, della sudorazione e della tensione muscolare. Tutto questo rende il corpo più sensibile e recettivo alle stimolazioni sensoriali, trasformandole in sensazioni di piacere.

Il plateau corrisponde alla seconda parte della fase di eccitazione. La stimolazione e il piacere aumentano sempre di più, di pari passo alla crescita delle modifiche fisiologiche.

Orgasmo

L’orgasmo è il momento di massimo piacere. È accompagnato da spasmi muscolari involontari simili nell’uomo e nella donna. Ciò che cambia è la zona in cui si prova piacere: i maschi vivono l’orgasmo nella zona genitale durante il momento dell’eiaculazione, mentre le femmine possono sperimentare sensazioni intense anche in altre parti erogene del corpo. Inoltre, l’orgasmo maschile è solitamente più facile da raggiungere e ha dinamiche simili in tutti gli uomini. La sessualità femminile è molto più varia: alcune fanno più fatica ad avere un orgasmo, altre hanno la possibilità di ottenere orgasmi multipli durante un unico rapporto, altre ancora possono raggiungerlo con la sola stimolazione mentale. Mi dispiace, ma qui sfato un mito: non ci sono diverse tipologie di orgasmo femminile. Esiste solo quello clitorideo.

Risoluzione

Infine, il corpo ritorna alla normalità dopo la fase di orgasmo o quando la stimolazione sessuale si interrompe. La risoluzione è più rapida nell’uomo, a cui segue un periodo refrattario in cui sostanzialmente ha bisogno di una pausa prima di poter riprendere l’attività sessuale.

Sessualità e identità sessuale

Dopo aver capito perché il sesso è un aspetto così centrale nella nostra vita, un “chiodo fisso” nella mente di molti, soffermiamoci a pensare a quali sono le caratteristiche della nostra sessualità. Ognuno di noi è unico: ha modi di essere, di pensare e di agire diversi da quelli degli altri. Fin qui nulla di nuovo. Ma cos’è che determina la nostra singolarità nella dimensione sessuale?

Noi siamo il risultato dell’integrazione tra la nostra eredità genetica e l’influenza degli aspetti del contesto sociale in cui viviamo. Per questo motivo la sessualità è così differente per ognuno di noi e tra le diverse culture. Le variabili specifiche che determinano la nostra identità sessuale sono: il sesso biologico, l’identità di genere, l’orientamento sessuale e l’espressione (o ruolo) di genere.

Sesso biologico

Il sesso biologico è il nostro aspetto fisico, i caratteri sessuali primari e secondari che derivano dall’avere cromosomi, ormoni e genitali di tipo maschile o femminile. È ciò che ci identifica come uomo o donna. Tuttavia, è più corretto parlarne in termini di “sesso attribuito alla nascita”, in quando non è la persona a scegliere il proprio genere sessuale: esso gli viene assegnato a livello biologico e, alcune volte, da altre persone. Si possono infatti verificare anomalie nello sviluppo embrionale, che producono variazioni sull’aspetto fisico della persona e questo alle volte può portare a interventi di medicalizzazione.

Sono definite “intersessuali” le persone che hanno un assetto fisiologico che non è ne tipicamente maschile né tipicamente femminile. Esistono tantissime variazioni dall’aspetto normotipico, di cui le più conosciute sono forse le sindromi di Turner e di Klinefelter.

Decade, dunque, il concetto di sessualità binaria, in quanto non è possibile ricondurre tutte le persone esclusivamente alle categorie di maschio e femmine. In seguito vedremo come la sessualità non binaria sia confermata anche rispetto alle altre dimensioni dell’identità sessuale.

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Identità di genere

L’identità di genere è l’assegnazione che facciamo di noi stessi e degli altri ad una categoria sessuale di genere maschile o femminile, Tale distinzione viene fatta sulla base delle caratteristiche biologiche di quella persona. È un’etichetta cognitiva, una definizione prodotta da stereotipi culturali, a cui si associa il senso di appartenenza all’uno o all’altro genere. Il processo di costrizione dell’identità di genere è dunque influenzato sia da fattori biologici che socio-culturali.

Normalmente la persona si identifica in un solo genere, che è quello conforme al sesso attribuito alla nascita. È possibile tuttavia che riconosca di appartenere ad entrambe le categorie di genere, a nessuna o a quella opposta rispetto al proprio sesso. Inoltre, un individuo può cambiare la percezione della propria identità di genere nel corso della sua vita. Si parla infatti di sessualità fluida e non binaria, come abbiamo appena visto.

Possiamo fare una macro-distinzione tra:

Curiosità

Transgender non è sinonimo di Transessuale: “transessuale” è un termine che identifica le persone che sentono costantemente di appartenere al genere di sesso opposto e che per questo compiono un percorso di transizione sociale e/o medica con terapie ormonali e chirurgiche.

Orientamento sessuale

L’orientamento sessuale indica il genere verso il quale la persona sente di essere attratta. È la componente affetta dell’identità sessuale. Anche questo sembra un concetto semplice, ma in realtà è più complicato di come appare. L’orientamento è, infatti, costituito da diverse dimensioni. abbiamo appena detto, l’elemento principale è l’attrazione, ma questa è sia di tipo sessuale (con chi fai sesso) che romantica (di chi ti innamori). Ci sono poi le fantasie e il comportamento sessuale.

È importante distinguere tra orientamento e comportamento sessuale perché non per forza coincidono. Ad esempio, una persona che ha rapporti sessuali con partner dello stesso sesso non necessariamente ha una sessualità di tipo omosessuale.

La cosiddetta categoria LGBTQIAPK (o LGBT+) comprende tutte le persone con identità sessuale non binaria, come omosessuali, bisessuali, transgender, queergender, intersessuali e asessuali. Gli individui, a prescindere dalla loro orientamento sessuale, possono avere un’identità allineata con la propria identità di genere.

Per questi motivi è più preciso parlare di orientamento sessuale in termini di orientamento androfilico e ginefilico per indicare un’attrazione prevalente verso uomini o donne.

Espressione di genere

L’espressione o ruolo di genere è, infine, l’aspetto sociale della nostra identità sessuale. Corrisponde al modo in cui dimostriamo di appartenere ad una categoria di genere, maschile o femminile o altro. Questo fattore è, tra quelli visti finora, il più vincolato agli aspetti culturali. È infatti il contesto a cui apparteniamo che ci indica come dobbiamo vestirci, quali interessi dobbiamo avere o quali caratteristiche fisiche dobbiamo sfoggiare per incarnare il prototipo più convincente per il proprio genere.

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