Problem Solving: Significato, Fasi, Creatività ed Esercizi

Problem solving, ogni problema necessita di una soluzione.

Le funzioni cognitive di ragionamento, problem solving e decision making rientrano nelle capacità generali relative al pensiero umano. In psicologia, il pensiero viene definito come l’attività mentale di elaborazione di informazioni, riflessione e sviluppo di relazione tra dati.

Vedi anche: Psicologia e dominio Cognitivo

Nel seguente articolo, in particolare, approfondiremo il meccanismo cognitivo del problem solving. Perché è importante conoscerlo?

Quando ci ritroviamo di fronte a una difficoltà, indipendentemente dalla natura della situazione, scatta una tendenza comune. In qualche maniera cerchiamo di risolvere il problema appellandoci a strategie sperimentate già in precedenza e in situazioni simili.
Come dire: “se ha funzionato in passato, andrà bene anche stavolta!”.

Ma non sempre il collaudo precedente di una strategia risolutiva è garanzia di efficienza massima! Molte persone non se ne rendono conto in modo immediato. Perseverano nel provare e riprovare ad applicare quel metodo sperando di riscontrare una soluzione al loro problema.

Attenzione: insistere eccessivamente (senza alcun risultato) non è un bene! Non solo rende percettivamente più complicato il problema di quanto non lo sia nella realtà, ma può essere anche notevolmente frustrante e fonte di stress!

E quindi quali sono le strategie più efficaci di problem solving? Quale sarebbe l’approccio corretto alla situazione problematica?

Senza dubbio se vuoi essere un buon “problem solver” devi imparare a spostare il tuo punto di osservazione, aggiungere un pizzico di creatività e ampliare il ventaglio delle possibili soluzioni. Dunque, si può imparare a pensare in modo creativo per “spettinare i nodi” di un problema?

Scopriamolo insieme gradualmente e prepariamoci a raccogliere qualche utile suggerimento!

Vedi anche:

problem solving cos'è e strategie

Problem Solving, Significato

Con il termine “problem solving” si intende un processo di soluzione dei problemi. Si configura, dunque, come un atto mentale complesso, dove confluiscono modalità di elaborazione delle informazioni, di valutazione dei dati e formulazione di un giudizio, di pianificazione dell’azione e anticipazione delle conseguenze.

Secondo Duncker il problem solving consisterebbe in un’ “analisi di mezzi-fini”. Un processo attraverso cui vengono ricercati i mezzi più efficienti per ridurre le differenze tra la situazione in cui si verifica il problema e l’obiettivo desiderato.

In termini più generali e applicativi, potremmo considerare il problem solving come una competenza trasversale, indispensabile in qualunque ambito: professionale e di routine quotidiana. Lo scopo essenziale è quello di organizzare le nostre risorse cognitive per risolvere un problema che ci affligge o ci risulta di impedimento per qualcos’altro. Imparare ad essere anche resilienti e a superare i conflitti.

Vedi anche: I meccanismi di coping, come fronteggiare la durezza della vita

Curiosità

In Neuropsicologia è stato dimostrato che lesioni al lobo frontale e ai sistemi di controllo compromettono le capacità di problem-solving.In Psicologia Clinica, più specificatamente nell’ambito delle psicopatologie, il processo di problem-solving è compromesso in alcune patologie quali l’ADHD, in cui risulta difficile il processo di pianificazione delle azioni.

Molte problematiche di malessere psicologico sono caratterizzate da modalità inadeguate di problem solving. Una persona che si trova in una condizione di disagio, infatti, difficilmente riuscirà a ragionare in modo coerente e funzionale, perché è sopraffatta dalle proprie emozioni. Questo può favorire il mantenimento dei sintomi, ritardando il ritorno ad una condizione di benessere. E’ il caso, ad esempio, di problematiche come il disturbo borderline di personalità, il depressivo maggiore, l’ansia patologica  e gli attacchi di panico o i disordini alimentari. Anche per questo, è importante saper padroneggiare delle buone competenze cognitive, che impediscano lo sviluppo di psicopatologie o il peggioramento sintomatologico.

come risolvere un problema

Tipi di Problema

Cos’è un “problema”? Facciamo riferimento alla definizione enciclopedica della Treccani.

“Qualsiasi situazione, caso, fatto che, nell’ambito della vita pubblica o privata, presenti difficoltà, ostacoli, dubbi, inconvenienti più o meno gravi da affrontare e da risolvere”.

Da un punto di vista più tecnico e analitico, un problema rientra in una delle seguenti categorie: sistemazione, induzione di una struttura, trasformazione. Partendo da questo presupposto, comprenderemo facilmente come la risoluzione di ciascun tipo di problema implichi un diverso genere di capacità psicologica e di conoscenza.

Approfondiamo insieme le caratteristiche dei diversi tipi di problema.

Problema di Sistemazione

Il problema di sistemazione richiede che la persona ridisponga o ricombini gli elementi in un modo che soddisfi un certo criterio. Normalmente diverse disposizioni possono essere pensate, ma solo una o poche altre produrranno la soluzione. Gli anagrammi e i puzzle sono esempi di problema di sistemazione.

Curiosità

Anagramma: sostituzione di una parola con un’altra parola, nella quale le lettere che compongono la prima sono le stesse ma in posizione scambiata. Ad esempio anagrammi di Roma: Mora, Orma.

Vedi anche: Linguaggio Verbale e del Corpo: Significato, Funzioni e Sviluppo

come risolvere un'anagramma

Problema di Induzione

Il problema di induzione di una struttura prevede che una persona identifichi la relazione esistente tra gli elementi presenti e successivamente costruire nuove relazioni tra di loro. In tali problemi non solo bisogna determinare la relazione tra gli elementi, ma anche la struttura e la misura di questi. Solo dopo aver identificato questa parte del problema si può procedere a determinare la regola di risoluzione.

Vediamo qualche esempio pratico.

Esempio 1. Completa la seguente analogia: “il baseball sta alla mazza come il tennis sta …?”.

il tennis sta alla racchetta

Esempio 2. Completa la serie di numeri: “ 1 4 2 4 3 4 4 4 5 4 6 4 ? ?”.

Curiosità

Soluzioni. Esempio 1: “racchetta”.Esempio 2: “7 4”. In questo caso la regola di risoluzione prevede che la serie di numeri venga letta a coppie di due (14-24-34 e così via). Il primo numero di ciascuna coppia aumenta di uno, mentre il secondo rimane uguale.

Problema di Trasformazione

Il problema di trasformazione è composto da uno stato iniziale (primo stadio), uno stato finale (secondo stadio) e un metodo che conduca dal primo al secondo stadio.

Cerchiamo di comprendere meglio di cosa si tratta attraverso un piccolo esercizio.

Immaginiamo di avere 3 vasi pieni d’acqua di diversa capienza. Vaso A (28 decilitri), Vaso B (7 decilitri), Vaso C (5 decilitri). Come possiamo misurare esattamente 11 decilitri di acqua all’interno del Vaso A?

Curiosità

Soluzione. Svuotiamo il contenuto del Vaso A una volta nel Vaso B e per due volte nel vaso C. Ciò che rimane nel Vaso A sono 11 decilitri.

problem solving: come riempire i 3 vasi

Problem Solving, Fasi

Nel 1970, Ronald Havelock si occupò del funzionamento delle capacità di problem solving, da lui intese come quelle abilità che hanno modalità graduali e sistematiche per rispondere a dei bisogni.

Havelock articola il processo di problem solving in 5 fasi:

  1. definizione del problema.
  2. individuazione degli obiettivi.
  3. scelta della soluzione (decidere)
  4. applicazione della soluzione (sperimentazione).
  5. verifica dell’efficacia della soluzione (valutazione).

Appare evidente come, secondo tale approccio, il processo di problem solving sia sistematico e derivi da una sequenza di azioni che permettono di arrivare a una soluzione ragionata.

problem solving: procedere per fasi

Anche altri autori hanno analizzato il processo di problem solving, suddividendolo in fasi e focalizzando l’attenzione sugli aspetti cognitivi e logici di tale costrutto. In che modo? Rappresentandolo come una sequenza di azioni che si conclude con un feedback, il quale a sua volta può riavviare l’intera sequenza.

Curiosità

In psicologia del lavoro e delle organizzazioni, viene studiata la capacità di attuare il processo di problem solving, utile a migliorare l’efficacia delle performance lavorative, sia individuali, sia di gruppo.

Problem Solving, Test

Il problem solving, da un punto di vista logico-razionale, può essere valutato attraverso la somministrazione di alcuni test.

Tra i più diffusi c’è il Problem Solving Inventory di Happner, uno strumento di autovalutazione. Composto da 35 item che indagano l’efficacia percepita dal soggetto nell’affrontare la risoluzione di un problema e la tendenza generale nell’affrontare o evitare le attività di problem solving. Infine, il grado in cui l’individuo ritiene di poter controllare le proprie emozioni e reazioni durante la risoluzione dei problemi.

In ambito neuropsicologico, invece, le capacità di problem solving vengono valutate attraverso diversi test cognitivi. In particolare, nella Wechsler Adult Intelligence Scale (WAIS) vi sono determinati subtest che indagano le capacità di ragionamento e soluzione di problemi aritmetici.

Vedi anche:

Un altro esempio è il test della Torre di Londra, utilizzato per la valutazione delle capacità di pianificazione. Il paziente deve risolvere delle condizioni problematiche che gli vengono prospettate (es. posizionare delle palline su tre pioli secondo una configurazione data). Tutto ciò nel minor tempo possibile e seguendo determinate regole (es. numero di mosse definito).

valutare il problem solving con la Torre di londra

Curiosità

In psicologia dello sviluppo e psicologia scolastica, invece, la valutazione delle capacità di problem-solving dei bambini è predittrice non solo del funzionamento cognitivo e dei processi mentali attivati durante questa attività, ma anche delle capacità intrinseche del bambino che possono essere messe in atto in altri contesti della sua vita presente e futura.

Problem Solving e Creatività

L’individuazione dei vari stadi del processo di problem solving ci aiuta a comprendere come avvenga razionalmente l’approccio alla difficoltà. Eppure, non rende ragione del fatto che alcuni di noi trovino soluzioni differenti e magari anche migliori rispetto ad un medesimo porblema.

A questo punto, dovrebbe esserci chiaro che non sempre sono sufficienti valutazioni oggettive e procedure logiche per risolvere problemi. Alcune persone, infatti, sono dotate di creatività, ossia la capacità di collegare idee o risposte in modo originale.

Vedi anche: Percezione

problem solving e creatività

Insight

A volte, occorre anche una sintesi “originale” dei dati, che implica un approccio creativo e intuitivo, proprio come avviene attraverso l’insight!

Curiosità

Con il termine insight” (“intuizione”, “illuminazione”) si intende un’improvvisa realizzazione della relazione esistente tra vari elementi che precedentemente sembravano tra loro scollegati.

L’insight è stato storicamente studiato nell’ambito della Psicologia della Gestalt.

Uno dei primi che ne approfondì il funzionamento in modo empirico fu il gestaltista W. Kohler, che tra il 1913 e il 1920 effettuò degli esperimenti sui primati sull’isola di Tenerife. Lo scopo era comprendere le capacità di pensiero rilevanti per la risoluzione dei problemi. Egli osservò il comportamento di alcuni scimpanzè posti davanti a problemi detti di “aggiramento”. Gli animali, chiusi in una gabbia, dovevano recuperare delle banane situate al di là delle sbarre. Dovevano appunto “aggirare” il problema di raggiungere il cibo. Il comportamento degli scimpanzè evidenziò la capacità di trovare soluzioni innovative per la risoluzione del problema. I risultati delle sue osservazioni fornirono le basi per la formulazione della Teoria dell’insight, capacità legata all’apprendimento e al problem solving.

Curiosità

Come facevano gli scimpanzè a raggiungere il cibo? Univano due ramoscelli per crearne uno più lungo ed afferrare le banane.

Fissità Funzionale

Cosa ostacola e impedisce l’insight, inteso come atto di problem solving creativo? La fissità funzionale, studiata da Ducker. Con questo concetto egli intese la difficoltà degli individui di discostarsi da processi di pensiero già sperimentati in precedenza, e pertanto di trovare soluzioni nuove ad un problema. Ciò fu chiaramente verificato a livello sperimentale.

Nel suo celebre esperimento, “Il problema della candela”, dei soggetti avevano a disposizione una candela, dei fiammiferi e una scatola di puntine. Il compito assegnato loro prevedeva di fissare la candela al muro senza utilizzare altri oggetti se non quelli a disposizione. Duncker osservò che vi erano difficoltà nella risoluzione del compito in base al gruppo osservato. Ad un gruppo di partecipanti, infatti, la scatola di puntine era presentata piena, mentre all’altro gruppo le puntine erano presentate fuori dal loro contenitore.

Curiosità

La fissità funzionale in questo esperimento si esprime nella capacità di ideare un nuovo uso della scatola che per il primo gruppo è intesa come un contenitore. Al contrario, per il secondo gruppo vi è la possibilità di ipotizzarne un uso diverso, poiché le puntine non sono contenute all’interno e quindi la soluzione è più semplice.

 

fissità funzionale: il problema delle candele

Pensiero Divergente

Senza dubbio risulta molto più semplice individuare esempi di creatività, nel nostro agire quotidiano, piuttosto che trovarne spiegazioni. Ricercare la “causa” della creatività non è un’operazione banale! Neppure a livello teorico. Sembra, tuttavia, che esistano diversi fattori associabili alla creatività. Uno tra questi è il pensiero divergente. Si tratta dell’abilità di generare risposte inusuali, sebbene appropriate, a problemi e questioni.

Per esempio, una caffetteria può diventare un fermacarte, una palla un puntaspilli.

pomodoro puntaspilli

Curiosità

Così stimoliamo la persona ad abbandonare risposte già pronte (cioè gli algoritmi cognitivi sviluppati e affinati con l’esperienza) a favore di nuovi collegamenti. Come nell’esempio riportato, tra l’oggetto e i relativi usi possibili.

Problem Solving, Esercizi

Possiamo imparare a “pensare meglio”? Possiamo potenziare la nostra capacità di essere risolutivi di fronte ai problemi?

Per molti individui la capacità di problem solving è notevolmente spiccata. Per altri non particolarmente avvezzi niente paura: ci si può lavorare!

Il problem solving può essere stimolato, sviluppato e/o acquisito con l’esperienza.

come migliorare la capacità di problem solving

Consideriamo, per esempio, alcuni dei seguenti suggerimenti per incoraggiare un problem solving creativo, efficace e in grado di soddisfare anche la nostra autostima.

  • Ridefinizione dei problemi. Come? Riformulando un problema in maniera più astratta, o al contrario più concreta in base alle circostanze. In questo modo, saremo in grado di abbattere i limiti e i pregiudizi legati al problema e dare una spinta energica alla nostra capacità di problem solving.
  • Utilizzo delle analogie. Le analogie forniscono contesti alternativi per l’interpretazione di fatti e aiutano a scoprire nuovi modi di comprendere. Un modo efficace di trovare analogie è generalmente quello di fare paragoni, ad esempio con il mondo animale.
Curiosità

I primi architetti scoprirono il modo per costruire i grattacieli tramite l’osservazione del modo in cui letti di ninfee sulla superficie dell’acqua riescono a sostenere il peso di una persona.

  • Pensare in modo divergente. Invece di considerare puntualmente l’uso più logico e comune di un oggetto, si può cercare di riflettere sugli usi possibili. Nel caso in cui ci fosse impedito di impiegare quell’oggetto per come lo conosciamo.
  • Sperimentare diverse soluzioni. Quando si dice “tutte le strade portano a Roma”. È una metafora con un fondamento di verità. Non bisogna avere timore di utilizzare diverse strade per trovare le soluzioni dei problemi (verbali, matematici, grafici e anche drammatici). Per esempio si può provare ad avanzare qualsiasi soluzione ci venga in mente, per quanto bizzarra o assurda ci possa sembrare all’inizio. Non freniamo la nostra comunicazione! Dopo aver raccolto una lista di possibili soluzioni, si può cercare di revisionarle una per una e pensare  a modi per rendere più fattibili quegli aspetti che prima sembravano improponibili.

Altri Esercizi utili

  • Assumere la prospettiva di un’altra persona. Cerchiamo di immedesimarci temporaneamente nel punto di vista di un’altra persona e in ciò che sta provando. Così facendo è possibile guadagnare lucidità nella valutazione della situazione.
  • Analisi scritta. Per attuare questa tecnica ci bastano carta e penna. Sul foglio prendiamo appunti del problema e delle sue caratteristiche. È necessario essere un pochino scrittori reporter e descrivere la problematica. Per facilitare questa procedura possiamo immaginare di porci delle domande e darci delle risposte. Ad esempio chiederci: “perché questa situazione mi crea preoccupazione?”, “perché la identifico come un problema?”, “chi è coinvolto nella difficoltà oltre me?” e così via. Così facendo possiamo mettere a fuoco la situazione problematica e predisporre delle risposte-azioni promettenti.
  • Giochi di ruolo. Questo tipo di strategia viene ampiamente utilizzata in team aziendali o altri gruppi di individui, come le squadre di atleti sportivi. Come funziona? In sintesi, si va ad inscenare una storia in cui vi sia un problema significativo in base al contesto. I membri del gruppo interpretano ciascuno un personaggio che deve affrontare le difficoltà e dare un contributo personale alla risoluzione del problema, in base a capacità e conoscenze individuali.
Curiosità

Questo esercizio, oltre ad essere divertente,  è anche molto utile per lavorare sulla motivazione dei partecipanti. Inoltre, anche il “fare esperienza” in maniera diretta permette di acquisire e rafforzare capacità di problem solving in contesti sportivi o aziendali. Non dimentichiamo che i giochi di ruolo hanno effetti positivi anche sull’empatia e la coesione tra i membri del gruppo.

il gioco aiuta a sviluppare problem solving

Vedi anche: Terza Età: Definizione, Invecchiamento Positivo, Anziani Oggi