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Discalculia: Significato, Sintomi, Test per la Diagnosi ed Esercizi

Discalculia evolutiva, anche detta disturbo della aritmetica, in che cosa consiste? Rientra a far parte dei disturbi specifici dell’apprendimento, con una diagnosi che viene fatta generalmente intorno alla terza elementare. Nello specifico, come approfondiremo nei prossimi paragrafi, le difficoltà della discalculia hanno natura differente. Possono avere a che fare con problematiche nel padroneggiare il concetto di numero oppure complicazioni nel ragionamento matematico, sia nell’applicazione che nel ragionamento più avanzato.

Si tratta senza ombra di dubbio di un disturbo che provoca parecchie difficoltà all’individuo, soprattutto in ambito di obiettivi dal punto di vista accademico. Una premessa importante da fare è che la discalculia evolutiva non ha nulla a che vedere con l’intelligenza della persona, progredisce e si sviluppa in maniera del tutto indipendente. Nulla ha a che vedere con la definizione di ritardo mentale, d’altra parte.

discalculia

Conoscere la discalculia significa sapere anche che, secondo stime e ricerche recenti, solo in Italia il 20% circa degli studenti riscontra difficoltà, spesso anche significative, nell’apprendimento del sistema dei numeri. La matematica è una competenza che viene spesso assunta come basilare, necessaria per poter proseguire il proprio percorso di studi. Affidarsi a un professionista significa anche avere la certezza che le difficoltà dell’individuo non sono connesse ad altri DSA o disturbi specifici dell’apprendimento. All’interno di questo articolo cercheremo di approfondire il significato del termine, i sintomi, i test più utilizzati e gli esercizi utili.

Curiosità

Se non riesco ad imparare nel modo in cui insegni, potresti insegnarmi nel modo in cui imparo?

Harry Chasty (1984), psicologo dell’educazione che cambiò i paradigmi della didattica e dell’insegnamento.

Discalculia, Significato 

Il significato del termine discalculia indica un disturbo relativo all’apprendimento del sistema dei numeri e dei calcoli, inserito nell’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Nello specifico, si parla di discalculia all’interno della categoria dedicata ai Disturbi Evolutivi Specifici di Apprendimento, parte dei disturbi del Neurosviluppo. La definizione di questo disturbo fa riferimento a problematiche sia nelle abilità di numero che di calcolo, intese come capacità di comprendere e operare con i numeri.

In realtà, come già accennavamo nel primo paragrafo di questo articolo, è importante anche distinguere tra due diverse tipologie di discalculia. La prima fa riferimento a difficoltà nel padroneggiare il concetto di numero, i dati numerici e il calcolo. Quindi è relativa ad alterazioni nella cognizione numerica di base, anche detta cecità numerica. Per ciò che riguarda la seconda tipologia di discalculia, qui le difficoltà sono relative al ragionamento matematico. Quindi connessa all’aspetto di applicazione e dei compiti più avanzati, con una debolezza nelle procedure esecutive.

In generale, questo disturbo dell’apprendimento si diagnostica, di solito, a partire dalla terza elementare, proprio perché in questo periodo le richieste da parte dell’ambiente superano le competenze e le abilità dell’individuo. Detto questo, è importante tenere a mente che i fattori di rischio per la discalculia sono osservabili già da prima. Quindi è possibile iniziare il potenziamento delle abilità in anticipo. I luoghi comuni relativi a problematiche di questo tipo sono tanti, a lungo bambini discalculici sono stati considerati semplicemente svogliati o incapaci. L’arrivo di strumenti di diagnosi specifici a permesso anche di differenziare questo disturbo da altri, come la disortografia o la dislessia, connessa alle abilità di lettura.

Curiosità

Anche nel caso della comunicazione di una diagnosi alla famiglia, come nel caso di DSA e disabilità infantile, conta lo stile di comunicazione.

bambino discalculico

Normativa e DSA

Come abbiamo già approfondito nell’articolo dedicato ai DSA, le normative di riferimento per tutelare i soggetti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono di creazione piuttosto recente. La legge 170 del 2010, suddivisa in 7 articoli, si occupa di definire cosa sono i DSA, le finalità del trattamento e il ruolo della scuola. Le linee guida del 2011 si occupano invece di stabilire la definizione di PDP, il Piano Didattico Personalizzato, il ruolo del referente DSA all’interno di un istituto di istruzione e quali sono sono ruoli e compiti del dirigente, del gruppo classe e dei genitori dell’alunno.

Infine, il decreto ministeriale del 2012 riconosce l’intera categoria dei BES, i Bisogni Educativi Speciali, tra cui non sono inclusi solo i DSA ma anche ADHD, ritardi mentali, deficit di linguaggio verbale e della coordinazione. Questa parentesi storica ci permette di capire che il riconoscimento dei DSA è piuttosto recente quindi è importante avere un quadro chiaro delle problematiche. Quando un bambino riceve una diagnosi di DSA, questo costituisce una tappa molto importante. Se prima c’erano difficoltà, ansia, preoccupazione e stress nel rapporto tra alunno, scuola e famiglia, dopo la diagnosi bisogna attivare interventi per ristrutturare la situazione e risanare la comunicazione. Vanno utilizzate vere e proprie strategie di coping, colte a comprendere meglio la natura del disturbo e sviluppare le abilità dell’alunno.

Curiosità

Nel rapporto tra Internet e ragazzi, la DAD ha imposto una maggiore attenzione a strumenti di apprendimento inclusivi.

discalculia

Storia dell’Intelligenza Numerica

Con il termine intelligenza numerica, facciamo riferimento a una capacità innata dell’uomo, e non solo, relativa alla comprensione e alla rappresentazione di numeri e quantità. Nello specifico, siamo portati a livello istintivo a focalizzarci sulle quantità, proprio come i nostri antenati dovevano comprendere l’entità del pericolo piuttosto che trovare fonti di cibo sostanziose. Non a caso, sono molte le specie animali capaci di discriminare le quantità per poter sopravvivere. La capacità di individuare a colpo d’occhio quantità piccole, senza attivare veri e propri processi di conteggio, prende il nome di subitizing.

Proprio questa abilità ha a che vedere con il senso del numero, anche definito intelligenza numerica. In questo modo, già i neonati possono distinguere due quantità diverse in modo istintivo, individuando dove il numero è maggiore. Si tratta di una vera e propria predisposizione genetica all’abilità matematica, a partire dall’ambiente circostante. L’abilità di dare una indicazione approssimativa di un insieme, senza contare, e la capacità di discriminare tra due insieme di diversa numerosità prendono il nome di stima e acuità numerica. Quindi da una parte i bambini sono predisposti a parlare di abilità numerica, d’altra parte però l’ambiente stimola il bambino a contare molto più tardi.

Analisi Visuo-Spaziale e Discalculia

Fino a qualche anno fa, in Italia il primo contatto con i numeri avveniva all’elementari mentre oggi l’impegno è di anticipare questo aspetto. All’interno dell’ampio ombrello dell’intelligenza numerica troviamo però processi cognitivi specifici e differenziati. Dal senso del numero primitivo, il nucleo dell’abilità matematica e l’aspetto più a rischio nella discalculia evolutiva, fino a meccanismi lessicali, processi sintattici e competenze di conteggio.

discalculia

Come già anticipavamo, è possibile identificare problematiche e difficoltà relative all’intelligenza numerica in bambini discalculici già prima della scuola elementare. I bambini con discalculia presentano infatti movimenti oculari estremamente diversi nell’analisi dei numeri rispetto a bambini a sviluppo tipico. Le difficoltà hanno a che vedere con l’analisi visuo-spaziale, relativa soprattutto alla manipolazione di quantità e al senso del numero. Non a caso, nella fase di diagnosi, viene valutata l’abilità del bambino a svolgere giochi di orientamento, come memory.

Bisogna aumentare il supporto al metodo di studio, sfruttare le strategie più adeguate per riuscire a superare le difficoltà e le esperienze negative del passato. Non si tratta di un percorso che riguarda solo il soggetto con diagnosi, in prima persona, ma tutto l’ambiente che ruota intorno a lui. Le insegnanti hanno un ruolo di fondamentale importanza nel percorso dell’alunno con BES o DSA, servono empatia e preparazione.

Discalculia Evolutiva e Sintomi 

Arriviamo adesso a parlare dei sintomi tipici o, per essere più specifici, degli indicatori che possono suggerire la presenza di discalculia. Come abbiamo già accennato, il soggetto analizza in maniera differente lo stimolo numerico e questo lo porta a riscontrare diverse problematiche. Stiamo parlando di un disturbo genetico, neurobiologico ed evolutivo. Questo significa che, secondo gli studi e le ricerche più recenti, il 66% delle madri e il 40% dei padri di figli discalculici mostrano a loro volta indicatori di discalculia.

Inoltre, i predittori di difficoltà nel confrontare insiemi, nell’abilità di subitizing, nell’apprendere il conteggio e nei compiti visuo-spaziali si presentano già in età prescolare. Un’altra informazione importante è quella relativa alla natura neurobiologica del disturbo. Si riscontrano infatti meno materia grigia nel solco intraparietale, deputato alle attività matematiche, e minore attivazione frontale, connessa a memoria di lavoro e funzioni esecutive.

discalculia

Indicatori

Ora suddividiamo gli indicatori di discalculia a seconda della fase di sviluppo:

  • All’ingresso nella scuola primaria si riscontrano problemi nel confronto di quantità oltre che conteggi sbagliati anche per piccoli gruppi di oggetti mentre, generalmente, i bambini sanno contare almeno fino a 5. Inoltre, sono osservabili difficoltà lessicali e problemi nel mettere in ordine crescente o decrescente.
  • Alla fine del primo anno e l’inizio del secondo di scuola primaria, l’alunno fatica a completare serie di numeri e continua ad avere problematiche nel confronto tra insiemi. Inoltre, trova complicato associare un numero alla quantità corrispondente, ha difficoltà ad apprendere le tabelline e a fare i primi calcoli.
  • Tra la terza e la quinta primaria, sbaglia nel conteggio al contrario, nella stima di operazioni e nella memorizzazione delle tabelline. Inoltre, ha difficoltà nell’applicare la giusta strategia di calcolo nel problema matematico.

Di base, deve essere valutata la rapidità dell’alunno nella capacità di calcolo oltre che nella comprensione dei concetti di base delle operazioni.

Test per Discalculia 

I test per la diagnosi di discalculia devono sempre essere usati da professionisti, diffidate da test online o simili perchè non permettono di osservare tutti i fattori necessari alla diagnosi. La valutazione delle abilità matematiche è possibile in modi e con strumenti differenti:

  • Tra i test di primo livello, formulati per screening di gruppo ma anche diagnosi, ritroviamo l’AC-MT. Si tratta di uno strumento utile per approfondire il livello di apprendimento del calcolo e del problem solving. Esiste una versione per la scuola primaria e una versione per la scuola secondaria, oltre che prove più avanzate create per la scuola superiore. La prima parte del test deve essere svolta con carta e matita, in 30 minuti bisogna svolgere esercizi di operazioni scritte, trasformazione in cifre e ordinamento di numerosità. Per la seconda parte, si fa invece riferimento al calcolo a mente, al dettato di numeri, al recupero di fatti numerici e al calcolo scritto.
  • I test di secondo livello, volti alla diagnosi individuale, sono di due tipi. Il BDE2 è un test completo, studiato anche per la scuola superiore. Qui le aree di analisi sono di quattro tipi: conteggio, lettura di numeri, scrittura e ripetizione di numeri. L’ABCA è un altro strumento, più datato, suddiviso in due versioni, una per i più piccoli e una per le scuole superiori. Anche qui il focus è sulla comprensione del senso del numero ma anche su memoria e attenzione.

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Esercizi per la Discalculia 

Oltre alle difficoltà tipiche della discalculia, in questi soggetti si riscontrano difficoltà anche nelle abilità di orientamento e di metacognizione. Questo significa che gli esercizi e le attività di potenziamento devono riguardare tutti gli aspetti presi in considerazione nella discalculia. Abbiamo già sottolineato che una diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento è solo l’inizio di un percorso, che deve iniziare con una ristrutturazione generale del metodo di apprendimento. Dall’approccio della famiglia allo studio fino all’insegnamento a scuola, bisogna adattare ogni aspetto alle difficoltà dell’alunno. L’obiettivo è proprio quello di potenziare le sue competenze e colmare le sue problematiche, rinforzando la motivazione allo studio ad esempio con un programma di Token Economy. Ciò avrà impatto positivo sia sulla performance scolastica, ma anche su autostima e autoefficacia! Quali sono le soluzioni per dare una mano a questi bambini e ragazzi?

Strumenti Compensativi

  • La gara dei numeri, un lavoro di potenziamento sul senso del numero sviluppato per bambini tra 4 e 8 anni di età, anche in gruppi a rischio per lo sviluppo di discalculia. Stiamo parlando di videogioco educativo, dinamico e molto stimolante. Il focus è rivolto al senso del numero, tramite il confronto di quantità numeriche e la loro relazione con lo spazio. Inoltre, rafforza il legame tra rappresentazioni numeriche non-simboliche e simboliche, aumentando la comprensione e l’automatizzazione delle operazioni di calcolo di base.
  • Memocalcolo, un programma di potenziamento relativo alle operazioni e al calcolo mentale. Gli esercizi sono sia da svolgere a penna che al computer, per bambini della scuola primaria.
  • Discalculia trainer, un programma studiato appositamente per la discalculia, per potenziare il senso del numero, il dettato di numeri e il calcolo a mente. Anche qui, oltre ai classici esercizi, troviamo un CD-ROM e un software.
  • Geogebra, un software di matematica dinamica per tutti i livelli educativi, che riunisce geometria, algebra e foglio di calcolo. Si tratta di uno strumento compensativo anche per la discalculia.
  • Mappe, schemi e formulari per avvantaggiare l’alunno sia in fase di interrogazione che di verifica, oltre all’utilizzo della calcolatrice e di software specifici. Gli strumenti compensativi, utilizzati anche in fase di valutazione, possono ridurre anche il livello di preoccupazione che generalmente questi alunni hanno quando si parla di matematica.

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