Gruppo: Cos’è, Conflitto e Cooperazione, Psicologia e Strumenti

Gruppo, ciò che rende l’idea di un insieme di elementi, ma non solo. In psicologia sociale e sociologia il gruppo è rappresentato da un insieme di persone, esseri umani! Ma facciamo attenzione…

Sei studenti seduti attorno ad un tavolo in una biblioteca non sono un gruppo, ma se si incontrano per studiare insieme per l’esame universitario da superare, ecco che lo diventano. Dunque, l’ingrediente speciale e necessario affinché possiamo parlare di gruppo è che le persone interagiscano le une con le altre, in modo ordinato. Questo meccanismo di interazione avviene anche sulla base di aspettative condivise riguardanti il rispettivo comportamento.

Ciascuno di noi appartiene contemporaneamente a diversi gruppi: famiglia, colleghi, squadre sportive e così via…

Ognuno di essi funziona proprio come un gruppo sociale, in quanto ci ritroviamo ad interagire con gli altri membri e a essere interdipendenti con loro. Cosa significa? Esiste una reciproca influenza fra noi e loro.

gruppo

Avete voglia di scoprire come funziona un gruppo? Quali dinamiche sono alla base del processi cognitivi e comportamentali che ci spingono a prendere delle decisioni collettive anche nel mondo del lavoro? Come si sviluppano il conflitto e la cooperazione all’interno degli stessi gruppi e fra gruppi differenti?

Questo articolo risponderà, in modo intuitivo e puntuale, a tutti i vostri dubbi e le vostre più intime curiosità. Buona lettura!

Gruppo, Cos’è

Il gruppo, in Psicologia Sociale, rappresenta un insieme di individui che intrecciano delle relazioni tra di loro e sono accomunati da caratteristiche personali, scopi e modalità comunicative. Anche in un percorso arduo come quello di adozione, il gruppo sia familiare che esterno ha un ruolo centrale. La nostra rappresentazione sociale si basa proprio su questo.

Secondo Lickel e colleghi è possibile suddividere i gruppi in quattro classi:

  • l’aggregato di persone (es. le persone che ascoltano un tipo di musica);
  • la categoria sociale (es. nazionalità o etnia);
  • il gruppo di lavoro (es. colleghi);
  • il gruppo intimo (es. amici, coppia legata da una relazione d’amore).

Si possono distinguere, inoltre, il gruppo primario, i cui membri si relazionano sulla base di legami emotivi, e il gruppo secondario che non gode di questa proprietà legata alla dimensione emotiva. Ad ogni modo, il gruppo la caratteristica di essere interconnesso anche quando non si trova fisicamente nello stesso posto. Vedi anche: internet e ragazzi

Curiosità

Gli individui hanno la tendenza a identificarsi all’interno di un contesto gruppale, spinti dal bisogno di affiliazione, che ne determina la necessità di sentirsi apprezzato e accettato dagli altri.

Vedi anche: Attaccamento: Teoria, Fasi, Stili, Attaccamento nell’Adulto

Caratteristiche

Il gruppo sociale presenta una serie di caratteristiche peculiari che scandiscono il suo modo di strutturarsi e di funzionare all’interno di un contesto più ampio e in rapporto con altri gruppi. Vediamo insieme di quali caratteristiche si tratta.

  • Status. Lo status si riferisce alla posizione occupata da ciascun membro all’interno del gruppo. Non dimentichiamoci che in ogni gruppo di cui noi facciamo parte occupiamo una precisa posizione rispetto agli altri, anche se non sempre in maniera apertamente dichiarata e consapevole. La posizione più elevata è quella di leader: colui che detiene il maggior potere di influenza e decisioni (vedi anche: empowerment), in ragione anche della sua notevole personalità e carisma. Il leader possiede grandi abilità di comunicazione, in particolare la comunicazione assertiva.
  • Ruolo. Ciascun membro del gruppo è un “attore sociale” che recita un ruolo. Il ruolo è l’insieme dei compiti e dei comportamenti riferiti ad uno status. È l’insieme delle aspettative condivise riguardanti il modo di esprimersi e di agire di chi occupa una posizione (status) all’interno del gruppo. Stiamo parlando di leadership! I ruoli cambiano nel tempo e al mutare della composizione del gruppo. Spesso si assiste all’uscita di vecchi membri e all’ingresso di nuovi. Questo passaggio produce una revisione della gerarchia stabilita, una ridistribuzione dei compiti e una conseguente riassegnazione di ruoli.
  • Norme Ogni membro si attiene a regole condivise (esplicite ed implicite) che servono a costruire un sistema di riferimento comune, organizzare i rapporti tra i membri e definire l’identità del gruppo rispetto all’esterno.
  • Coesione. La coesione è la forza che lega i membri di un gruppo sulla base della qualità dei rapporti e incoraggia il gradimento reciproco. Un gruppo maggiormente coeso è un gruppo in cui risulta più probabile che i membri restino al suo interno a farne parte, partecipino alle attività con entusiasmo e promuovano nuove idee, ad esempio nella risoluzione di problemi.

gruppo coeso

Altre Caratteristiche

  • Ampiezza. L’ampiezza è quella caratteristica che ci fornisce un’indicazione sulla dimensione fisica del gruppo. Si tratta della quantità di membri che ne fanno parte. Una maggiore ampiezza determina il fenomeno di facilitazione sociale, al contrario, un’ampiezza minore del gruppo porta al verificarsi della cosiddetta inerzia sociale.
Curiosità

La facilitazione sociale è il modo in cui la semplice presenza di altre persone all’interno del medesimo gruppo di appartenenza condiziona il comportamento e le prestazioni degli altri membri. Se ad esempio il mio gruppo di amici è fortemente attivo nel portare avanti un metodo di studio, anche io sarò motivato a prestare maggiore attenzione e impegno nella mia preparazione. L’inerzia sociale, al contrario, porta alla riduzione dello sforzo individuale all’interno del gruppo. Una forma di rilassamento.

  • Conformismo il conformismo consiste nel modo di uniformare le nostre opinioni, il modo di decidere (decision making), ciascun atteggiamento e comportamenti a quelli del gruppo di cui facciamo parte. Questo aspetto ci fa ben comprendere come il gruppo eserciti una forte influenza sul singolo individuo, che in situazioni particolare potrebbe avvertire un certo stress o ansia nello sperimentare le pressioni ricevute dagli altri membri (vedi anche: bullismo). La difficoltà a conformarsi alle idee di un gruppo impedisce un normale funzionamento relazione nel Disturbo Antisociale di Personalità. Quando l’influenza è esercitata in modo continuo e invadente o l’individuo la percepisce come tale, vive un conflitto acuto tra le sue opinioni e quelle altrui. Questo vissuto, emotivamente significativo, può segnare anche il proprio funzionamento di dominio cognitivo personale e ci riporta a quell’ esperienza di dissonanza cognitiva.
  • Somiglianza. Potremmo intenderla come una forma di interconnessione: le persone si riuniscono in un gruppo perché hanno un obiettivo comune da perseguire, che costituisce la base della somiglianza.

Come Funziona

Veniamo adesso a definire, in termini teorici ed esemplificativi, come funziona il gruppo. Cosa accade al suo interno? Quali variabili coinvolgono le persone che ne fanno parte ?

Uno dei massimi autori che si è occupato dello studio del gruppo sociale è stato Kurt Lewin Nell’elaborazione delle sue riflessioni teoriche, l’autore prende in considerazione un concetto della scienza e della fisica: il campo elettromagnetico di Maxwell (1860).

Curiosità

Ogni persona è immersa in un campo di forze che agiscono simultaneamente, spingendola in diverse direzioni.

Così, Lewin ha introdotto il concetto di dinamica di gruppo, per indicare le relazioni che interessano un gruppo e che ne influenzano lo sviluppo e la condotta.

Dinamica di Gruppo

Di fatti, secondo l’autore, anche la realtà psichica si configura come un sistema di forze che si influenzano reciprocamente. Nella nostra mente sono contenuti elementi come: motivazione, obiettivi, percezione e  rappresentazione sociale. L’interazione tra questi elementi orienta il nostro apprendimento e i nostri comportamenti.

Ciascun membro di un gruppo sociale agisce come una forza sugli altri, influenzandoli e a sua volta venendone influenzato. Il contesto gruppale è soggetto all’azione di due tipo di forze che lo “bombardano” dall’interno e dall’esterno:

  • Forze endogene: desideri, scopi, abilità della persona stessa;
  • Forze esogene: provengono dall’ambiente esterno, sono gli stimoli sociali. Migliorare questo aspetto del comportamento è tra gli obiettivi del metodo ABA.

dinamica di gruppo

 

Dunque, perché definire il gruppo come “dinamico”?

Il gruppo si basa sull’interdipendenza dei membri che ne fanno parte, i quali possono influenzare la natura del gruppo stesso, che è pertanto dinamica. Secondo Lewin, la formazione di un gruppo può avvenire quando tra i membri vi è una delle seguenti condizioni:

  • Interdipendenza dovuta al destino (circostanze ambientali),
  • Interdipendenza del compito (collaborazione per portare a termine un compito).
Principio dell’interdipendenza, cosa significa?

I membri di un gruppo sono in relazione tra loro: un cambiamento nei pensieri, emozioni e comportamenti di uno di loro può comportare uno squilibrio nell’armonia collettiva e totale del gruppo. Questo avvenimento, spinge di conseguenza le persone del gruppo a ricercare e ripristinare un nuovo equilibrio attraverso un bilanciamento di “forze”. Per esempio, promuovendo un nuovo leader.

Gruppo, Conflitto e Cooperazione

Conflitto se cooperazione sono due fenomeni opposti che possono verificarsi, oltre che a livello persona e intrapsichico, anche in ambito organizzativo, sociale ed educativo all’interno di uno stesso gruppo o tra gruppi differenti.

Il conflitto è una situazione di antagonismo, opposizione, differenza tra elementi di varia natura, cognitivi, emotivi, comportamentali, sociali, che richiede uno sforzo attivo di adattamento e riconfigurazione (conflitto in gruppo? vedi anche mobbing).

La cooperazione è, invece, una modalità di collaborazione, di unione delle forze in vista del raggiungimento di un obiettivo comune.

Come già accennato, conflitto e cooperazione sono fenomeni che si presentano soprattutto in contesti gruppali, dove sono compresenti diverse volontà, che possono entrare in contrasto l’una con l’altra (in casi molto spiacevoli generare anche aggressività) oppure collaborare.

Un autore che ha studiato queste dimensioni nei gruppi è stato Tajfel.

Curiosità

Un supporto di gruppo è centrale anche nel caso della comunicazione di una diagnosi alla famiglia, come nel caso di DSA e disabilità infantile.

Esperimento dei “Gruppi Minimi”

Tajfel studiò il comportamento all’interno dei cosiddetti “gruppi minimi”. Cosa sono? Di cosa si tratta? Scopriamolo insieme.

Egli, convocava, nei suoi esperimenti, soggetti volontari non conoscenti tra loro, per poi suddividerli in gruppi che differivano per particolari del tutto insignificanti. Ad esempio la predilezione estetica per i dipinti di Klee rispetto a quelli di Kandinskij, o simili minuzie, ecc…

Ciò che l’autore ebbe modo di notare fu che l’assegnazione ad un gruppo, seppur “minimale”, già faceva scattare nei membri di ciascun gruppo la tendenza ad auto-percepirsi come “gruppo diverso, migliore e contrapposto all’altro”.  Questo senso di appartenenza promuoveva dunque comportamenti di sostegno con i membri del proprio gruppo e di competizione e rivalità rispetto ai membri dei gruppi esterni. Questo evidenzia come le persone tendano rapidamente a stabilire differenze tra un “noi” e un “loro”, ad essere cooperativi con le persone della propria cerchia e diffidenti, se non ostili, con gli altri, nonostante spesso non differiscano molto da questi ultimi.

Teoria dell’Identità Sociale

Da questi esperimenti, Tajfel iniziò a formulare una più complessa teoria, definita Teoria dell’Identità Sociale. Essa si concentra sulle modalità di auto ed etero-categorizzazione intergruppi e sul gruppo come luogo di elaborazione di un’identità sociale che attiva favoritismi verso i membri del proprio ingroup (gruppo di appartenenza) e, viceversa, rispetto all’outgroup. Questo senso di identità basato sull’appartenenza, si costruisce attraverso tre processi:

  1. la categorizzazione e quindi la divisione in gruppi,
  2. l’identificazione con il proprio gruppo e il confronto sociale. Questo può anche provocare sentimenti di rabbia, tipicamente presenti nel disturbo oppositivo provocatorio, che emerge durante lo sviluppo.
  3. lo sviluppo di stereotipi e pregiudizi verso l’altro gruppo. Nel confronto tra ingroup e outgroup risulterà privilegiato il gruppo di appartenenza a prescindere dalla veridicità delle caratteristiche effettive dei componenti dei gruppi stessi.
Curiosità

Il gruppo dei pari riveste un ruolo fondamentale durante il percorso di costruzione della propria identità in adolescenza. Per saperne di più: adolescenza e identità.

conflitto e cooperazioneConflitto e cooperazione sono, dunque, conseguenze della categorizzazione effettuata dalle persone, dai gruppi che si creano e dalle operazioni di massimizzazione delle relative somiglianze o differenze.

Curiosità

Basta dunque delineare un gruppo per far sì che al suo interno prevalga la cooperazione e l’empatia tra i membri (favoritismo dell’ingroup) e si manifestino conflitti con l’altro gruppo in opposizione (discriminazione dell’outgroup). Quest’ipotesi è stata avvalorata anche da altri esperimenti.

Gruppo, Psicologia e Strumenti

Gli ambiti applicativi degli studi sui gruppi, oltre alla psicologia sociale, sono la psicologia del lavoro e del marketing, la psicologia clinica e dello sviluppo.

Vediamo prima di tutto le metodologie di indagine applicate allo studio dei gruppi che fanno riferimento alla psicologia sociale e sperimentale. Tramite esse  è possibile un’osservazione precisa dei fenomeni che avvengono tra i membri dei gruppi. Uno strumento sociometrico molto utilizzato è il Sociogramma di Moreno, che studia il funzionamento dei gruppi i cui membri sono accomunati da uno scopo. Esso è composto da un breve questionario, in cui viene chiesto al soggetto di indicare i membri con cui preferirebbe collaborare o preferirebbe evitare al fine del raggiungimento di un obiettivo.

Le risposte al questionario permettono di individuare distintamente i membri che ricoprono determinati ruoli all’interno del gruppo. Tale strumento viene anche impiegato  nel settore della psicologia dello sviluppo. È possibile, così, mappare le relazioni tra bambini che sono alunni di una medesima classe scolastica individuando eventuali bambini isolati e periferici e altri centrali nella rete di relazioni tra pari. Immaginiamo in particolare l’ambiente classe con bambini che presentano diagnosi di DSA (vedi anche dislessia, disortografiadiscalculia), ADHD, autismo, disabilità intellettiva nota comunemente come ritardo mentale.

psicologia e gruppi

Altri Ambiti

Nella psicologia del marketing, invece, lo studio dei gruppi avviene in riferimento agli individui che rappresentano un target di riferimento per la vendita e la promozione di un prodotto o servizio. Attraverso l’osservazione o il focus group, è possibile individuare i punti di forza e di debolezza delle campagne pubblicitarie.

Nell’ambito della psicologia del lavoro, invece, vengono utilizzate tecniche di team-building e lavori di collaborazione per consolidare e rendere efficiente ed efficace un gruppo nel contesto lavorativo. In questo ambito, infatti, gli psicologi del lavoro intervengono per favorire le dinamiche infragruppo e agevolare il percorso verso l’obiettivo comune.

In psicologia clinica, infine, organizzare dei gruppi può rappresentare un metodo terapeutico per pazienti accomunati da una patologia clinica, ma anche un supporto per i caregiver attraverso la psicoeducazione.

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