Disfunzioni Sessuali: Cosa Sono, Sintomi Maschili e Femminili, Cause e Terapia

Disfunzioni sessuali, veri e propri ostacoli nell’intimità. La sessualità è un aspetto importante nella nostra vita, che permette allo stesso tempo di realizzarsi e di fare esperienza di sé e con gli altri. Può capitare di avere dei momenti di crisi e di non essere soddisfatti della propria dimensione sessuale.

Ciò può essere fonte di intensa preoccupazione e riflettersi negativamente su altre dimensioni della vita quotidianità. Il sesso ci rende felici, ci fa stare bene. Tutto ciò che lo blocca o che interferisce nel nostro piacere è vissuto in modo negativo e può avere ripercussioni sia psicologiche che fisiche. Quando è presente un problema, è importante riconoscerlo e rivolgersi a chi può esserci d’aiuto.

Vedremo, dunque, quali sono le principali disfunzioni sessuali e come si manifestano, le cause psicologiche e relazioni sottostanti, e infine le possibili modalità di intervento.

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Vedi anche: Amore, Sesso e Relazioni.

Disfunzioni Sessuali, Cosa Sono?

Le disfunzioni sessuali sono alcune anomalie che interferiscono con la capacità di avere rapporti sessuali o di provare piacere da essi. Per essere diagnosticata, deve essere riconosciuta “clinicamente significativa”. In altre parole, deve comportare una riduzione o l’assenza di soddisfazione della propria sessualità. Esistono diverse tipologie di disfunzioni sessuali in base alla fase del ciclo di risposta sessuale in cui si verificano. Si distinguono problematiche maschili e femminili; inoltre, una persona può avere anche più di una singola condizione alla volta.

Le disfunzioni sessuali si manifestano all’interno di un continuum di gravità. Per questo, i sintomi possono essere più o meno intensi e possono subire dei cambiamenti legati all’età.

Prima di entrare nello specifico, occorre considerare che le disfunzioni sessuali possono assumere diverse forme in base alla causa che le ha scatenate. Ciò è importante perché questo influisce sulle modalità di intervento più appropriate:

  • Permanente, quando la difficoltà è presente da sempre.
  • Acquisita, se si sviluppata dopo un periodo di prestazioni sessuali di apparente normalità.
  • Situazionale, se la disfunzione è occasionale.
  • Generalizzata, quando è sempre presente a prescindere dal tipo di stimolazione, situazione o partner.

Vedi anche: Sessualità:Perchè facciamo sesso, Ciclo di Risposta Sessuale e Identità Sessuale

Curiosità

Il disturbo da avversione sessuale è una sorta di “fobia del sesso”. Consiste nel rifiuto totaledi ogni attività o contatto fisico a sfondo sessuale.

Altri disturbi sessuali

Il DSM 5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) attualmente distingue le disfunzioni sessuali da altre due tipologie di disturbi sessuali:

  • Parafilie. Qualunque interesse sessuale diverso da quello per la stimolazione genitale con un partner consenziente, fisicamente maturo, e che rispecchi i canoni estetici tradizionali. La diagnosi può essere formulata quando l’interesse sessuale è intenso e duraturo nel tempo, ma non per forza messo in atto. L’attrazione è rivolta sia a pratiche sessuali non comuni, come legare e fustigare, che all’oggetto dell’attività sessuale, ad esempio animali o cose inanimate. Quando i comportamenti messi in atto danneggiano (o rischiano di danneggiare) se stessi o altre persone, si parla di disturbi parafilici. Al momento il DSM discrimina tra disturbi del corteggiamento, algolagnici (che implicano dolore e sofferenza) e predilezione per oggetto sessuale atipico, ma non raccogliere tutte le possibili forme di parafilia, che sono molteplici e in continuo aggiornamento.

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  • Disforia di genere. Condizione di forte e costante incongruenza tra il genere attribuito alla nascita e l’identità di genere espressa. Può essere diagnosticato a bambini, adolescenti e adulti. La disforia è contrassegnata da un intenso malessere interiore che deriva dal desiderio di ricoprire ruoli sociali diversi da quelli culturalmente conformi al genere maschile/femminile. La categorizzazione della disforia di genere come “disturbo” è al momento oggetto di forte dibattito, poiché molti ritengono che questo termine non sia adatto ad indicare una condizione di normalità, anche se minoritaria.

Disfunzioni Sessuali Maschili, Sintomi

Le disfunzioni sessuali non sono semplici défaillance. Ad ognuno può capitare di trovarsi in situazioni spiacevoli in cui l’attività sessuale non va “come dovrebbe”. È normale. Per questo motivo le disfunzioni sessuali, per essere tali, devono persistere per almeno 6 mesi e verificarsi durante tutte, o quasi, le prestazioni sessuali. Eventuali difficoltà momentanee, relative ad esempio alla situazione o a malesseri temporanei, non sono considerate patologiche. Vediamo ora le disfunzioni sessuali maschili.

Disturbo del Desiderio Sessuale Ipoattivo Maschile

Riguarda desideri e fantasie sessuali ridotti o assenti. Si concretizza con la diminuzione delle iniziative sessuali e della risposta agli approcci del partner. Questa problematica è spesso associata a preoccupazioni per precedenti défaillance di erezione o mancato raggiungimento dell’orgasmo, che portano la persona ad evitare di trovarsi nuovamente in certe situazioni. Il disturbo aumenta con l’età, in relazione ad una normale diminuzione dell’interesse per la sessualità.

Disturbo Erettile

Si presenta come difficoltà nel raggiungere l’erezione, nel mantenerla per l’intera durata dell’attività sessuale o in una riduzione di rigidità del pene. Questa disfunzione è particolarmente soggetta alle modalità di stimolazione che la persona trova più piacevoli e a fattori psicologici come lo stress. Aumenta con l’età e spesso insorge a partire dai 50 anni, anche a causa di malattie fisiologiche. Vale la pena di sottolineare che la perdita di erezione durante l’attività sessuale è considerata normale se si verifica a seguito di un’interruzione di stimolazione: non bisogna per forza scoraggiarsi e interrompere la prestazione.

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Eiaculazione Precoce

È un eiaculazione prematura che si verifica entro poco tempo (1 minuto) dall’inizio della stimolazione sessuale o comunque prima che la persona lo desideri. Nelle situazioni più severe più accadere ancor prima dell’inizio dell’attività sessuale. Per avere un’unità di confronto, la durata media di un rapporto nazionale per l’Italia è di circa 6 minuti (pensavate di più, eh?). Tipicamente questa disfunzione si verifica sin dal primo rapporto sessuale, mentre sono pochi i casi in cui insorge tardivamente e di solito ciò avviene dopo i 40 anni. A differenza delle altre disfunzioni sessuali maschili, questa migliora con l’avanzare dell’età.

Eiaculazione Ritardata

Consiste nel ritardo o nell’assenza di eiaculazione durante i rapporti sessuali. Non è stato possibile quantificare in minuti tale ritardo, poiché il tempo è una variabile soggettiva. Ci si riferisce pertanto ad un tempo superiore rispetto a quello che la persona considera accettabile per raggiungere l’orgasmo. Questa è forse la disfunzione sessuale più rara e meno conosciuta. È spesso considerata positivamente in termini di mascolinità, perché permette di allungare notevolmente la durata della prestazione. In realtà può essere molto frustrate, sia per la persona che per il partner sessuale.

In alcuni casi, la stanchezza o il dolore ai genitali portano l’uomo a simulare l’orgasmo. L’eiaculazione ritardata dipende molto dal tipo di stimolazione che la persona necessita per eiaculare e per questo si manifesta lungo un continuum di gravità che va dall’impossibilità ad eiaculare con rapporto penetrativo (ma solo con masturbazione) all’anaeiaculazione, ovvero la totale incapacità a raggiungere l’orgasmo.

Curiosità

Esiste anche l’eiaculazione retrograda: in alcune situazioni il liquido spermatico risale nella vescica invece di essere espulso con l’eiaculazione. Viene poi eliminato la prima volta che si urina. Non è un fenomeno patologico e non crea effetti negativi sull’organismo, se non la sorpresa di avere un “orgasmo non visibile”.

Disfunzioni Sessuali Femminili, Sintomi

Le disfunzioni sessuali femminili sono un pochino meno conosciute perché il ridotto desiderio sessuale o la maggiore complessità nelle dinamiche orgasmiche sono considerate, a livello culturale, caratteristiche tipiche della sessualità femminile. In alcune situazioni questo può esser vero, ma non è la norma.

Le dimensioni affettive ed emotive giocano, infatti, un ruolo maggiore nel benessere della donna e nella sua sessualità. Problemi relazioni con il partner, ad esempio, possono più facilmente produrre effetti negativi nell’erotismo della donna.

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Disturbo del Desiderio e dell’Eccitazione Sessuale Femminile

Accorpa le prime due fasi del Ciclo di Risposta Sessuale, quella del desiderio e dell’eccitazione. Si configura come una riduzione dell’interesse per l’attività sessuale, con minori desiderio e fantasie a riguardo. Come per l’uomo, a questo quadro corrisponde una minore iniziativa nell’intraprendere l’attività sessuale e nel rispondere alle richieste sessuali del partner.

La donna può tuttavia intraprendere un rapporto sessuale senza particolare desiderio ed eccitazione e sperimentare sensazioni ridotte durante lo svolgimento del rapporto. La disfunzione può essere associata a difficoltà nel raggiungere l’orgasmo, a dolore per la penetrazione e a problematiche di coppia. La prevalenza del disturbo è sconosciuta: è molto frequente, ma varia molto in base all’età, al contesto culturale e al disagio avvertito dalla donna.

Disturbo dell’Orgasmo Femminile

Si manifesta con assenza o difficoltà nel raggiungere l’orgasmo, oppure minore intensità delle sensazioni orgasmiche. L’orgasmo femminile è molto diverso da quello maschile e, sebbene in alcuni casi più complicato da raggiungere, può essere indotto da diverse forme di stimolazione. A prescindere dallo stimolo, l’orgasmo è sempre e solo prodotto dalla sollecitazione diretta o indiretta del clitoride.

Il famoso punto G è, infatti, una terminazione nervosa clitoridea. Tale disfunzione ha origine multifattoriale e può essere dovuta a problemi di coppia, stress, traumi oppure componenti fisiologiche. Il disturbo è molto frequente e il 10% delle donne non raggiunge mai l’orgasmo nel corso della vita.

Disturbo del Dolore Genito-Pelvico e della Penetrazione

Questa è una categoria diagnostica che unisce i precedenti disturbi di vaginismo e dispareunia. Si manifesta con dolore e/o difficoltà di penetrazione (anche solo tentativi di rapporti), paura di provare dolore e tensione dei muscoli del pavimento pelvico. I sintomi possono essere più o meno marcati: alle volte possono permettere la penetrazione, seppur dolorosa, oppure non consentirla anche quando la donna ha desiderio di avere un rapporto. L’impossibilità nell’avere rapporti può anche nascondere la presenza di ulteriori disfunzioni sessuali. Questo disturbo è in particolar modo associato ad un’educazione rigida, al timore per miti e tabù sulla sessualità e ad eventuali traumi sessuali.

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Curiosità

Gay e lesbiche possono sviluppare disfunzioni sessuali specifiche in base al disagio psicologico provocato dalla sensazione di essere “inadeguati” o “non amati”. Ciò è frutto dei pregiudizi sociali e religiosi sulla sessualità omosessuale. I sintomi più comuni sono la perdita del desiderio e difficoltà nel raggiungere l’orgasmo.

Disfunzioni Sessuali, Cause

Le cause delle disfunzioni sessuali sono varie e spesso fattori psicologici si associano a squilibri fisici e/o ormonali. Quando ciò avviene, si dice che la problematica ha origine mista. In generale, le disfunzioni sessuali sono causate da uno squilibrio tra due elementi che regolano la sessualità a livello evolutivo: il sistema eccitatorio e quello inibitorio.

Il sistema eccitatorio spinge l’essere umano alla riproduzione per la conservazione della specie. Il sistema inibitorio blocca l’istinto sessuale per permettergli di sviluppare relazioni interpersonali e sopravvivere in situazioni di pericolo.

Le disfunzioni sessuali, secondo questo modello del duplice controllo, si verificano quando un sistema prende il sopravvento sull’altro. Ad esempio, quando prevale il sistema eccitatorio possono verificarsi comportamenti fuori controllo come l’eiaculazione precoce; quando subentra quello inibitorio, problemi come deficit di desiderio o eccitazione.

Cause Psicologiche e Relazionali

L’attivazione maggiore di uno di questi due sistemi può essere provocata da vari fattori di origine, biologica (come la predisposizione), psicologica e sociale. Le cause sono, inoltre, individuali e relazionali. Tra i fattori psico-sociali più comuni troviamo:

  • Stati emotivi negativi, come ansia e depressione.
  • Paura per gravidanze o malattie sessualmente trasmesse.
  • Esperienze negative, come traumi o abusi.
  • Momenti di forte stress, provocati ad esempio da un lutto o dalla perdita del lavoro.
  • Influenze religiose che determinano inibizioni sessuali (tabù).
  • Influenze culturali, relative alla soddisfazione per il proprio aspetto fisico.
  • Difficoltà interne alla coppia per problemi relazionali di comunicazione o conflittualità.
  • Problemi del partner, sia sessuali che di salute in generale.
  • Altre idee distorte sulla sessualità, come convinzioni errate sulla qualità e la durata delle performance sessuali.

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Vedi anche: Amore, Sesso e Relazioni.

Curiosità

In alcuni casi le disfunzioni sessuali possono essere indotte da sostanze o da effetti collaterali di farmaci, come quelli prodotti dagli antidepressivi SSRI. Questi farmaci, che inibiscono la ricaptazione della serotonina, migliorano il tono d’umore ma allo stesso tempo possono provocare anche una riduzione del desiderio, difficoltà di erezione e nel raggiungimento dell’orgasmo.

Conseguenze Psicologiche delle Disfunzioni Sessuali

A loro volta, gli effetti negativi delle disfunzioni sessuali possono mantenere il disturbo, innescano un circolo vizioso. È importante anche considerare che le disfunzioni sessuali possono avere importanti conseguenze sia a livello individuale che di coppia. Problemi di intimità si ripercuotono, infatti, molto spesso anche sul partner.

Conseguenze frequenti a livello psicologico individuale sono ad esempio depressione, ansia anticipatoria, stress, diminuzione dell’autostima, senso di colpa e di frustrazione. Questi aspetti incidono sui rapporti intimi in termini di appagamento e di quantità di performance.

Il partner, insoddisfatto per la qualità della sessualità di coppia, può sviluppare a sua volta rabbia e sentimenti negativi verso l’altro/a, percepirsi come non attraente o anche sviluppare disfunzioni sessuali.

Disfunzioni sessuali, Terapia

Le disfunzioni sessuali, apparentemente limitate alla dimensione della sessualità, hanno un forte impatto su molti aspetti della nostra vita e sulla nostra felicità. Per questo è importante non sottovalutarle, ma agire per risolverle.

In primo luogo bisogna sottoporsi ad una visita medica ginecologica o andrologica per controllare ed eventualmente intervenire su problematiche di tipo organico. Questi controlli dovrebbero essere fatti periodicamente. È consigliabile rivolgersi poi a professionisti esperti in questo settore quando la disfunzione sessuale ha origine psicologica o produce degli effetti negativi su di essa.

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Attualmente si sono dimostrati molto efficaci le terapie sessuali brevi, interventi condotti da sessuologi volti a risolvere problemi e disagi connessi alla dimensione sessuale. Questi trattamenti solitamente hanno un approccio cognitivo-comportamentale che prevedono attività di ristrutturazione cognitiva e compiti pratici, integrando componenti tipicamente più dinamiche. Il percorso terapeutico spesso coinvolge anche il partner, che può risentire dell’insoddisfazione sessuale di coppia ed essere anche un importante sostegno.

Tipi di Intervento

Gli interventi sessuologici sono, dunque, personalizzati sui bisogni specifici della persona e/o della coppia e sulla base di questi possono comprendere aspetti come:

  • Psicoeducazione: interventi volti a fornire informazioni specifiche sulla sessualità, di anatomia o di funzionamento psicosessuale.
  • Training per lo sviluppo di abilità sessuali o per la risoluzione di dinamiche di coppia conflittuali (ad esempio per comunicazione assertiva).
  • Esercizi di Focalizzazione Sensoriale, individuali o di coppia, da svolgere come “compiti a casa” per aiutare l’espressione della propria sessualità attraverso il contatto fisico.
  • L’uso di materiale erotico a scopo didattico e per stimolare le fantasie sessuali e interesse verso la sessualità. Si può spaziare da filmati, fotografie, sex toys e libri da utilizzare sia da soli che in coppia.
Curiosità

Alcune volte occorre dare una svolta. Come cambiare vita? Sviluppare delle abitudini più salutari per tenere sottocontrollo le emozioni negative è essenziale, come riscoprire il benessere di coppia.

Terapia Mansionale Integrata

La Terapia Mansionale Integrata è la modalità di intervento sessuologico più conosciuta. Il protocollo è prettamente cognitivo-comportamentale e prevede l’utilizzo delle cosiddette “prescrizioni comportamentali”, ovvero lo svolgimento di compiti interenti l’attività sessuale, da praticare individualmente o in coppia.

L’obiettivo è quello di modificare comportamenti, emozioni e pensieri relativi alla sessualità attraverso graduali esperienze positive che rompono il circolo vizioso delle disfunzioni sessuali di cui abbiamo parlato prima. Le aree di intervento sono quattro: la conoscenza di sé, la conoscenza di sé con l’altro, la conoscenza del proprio piacere e dei propri vissuti e la conoscenza dell’intimità di coppia.