Felicità, uno stato d’animo che è sinonimo di positività e gioia. Deriva dalla lingua latina e la radice fe- indica prosperità e ricchezza, una condizione che la maggior parte di noi cerca di raggiungere. La felicità corrisponde a una sensazione di soddisfazione più o meno stabile nel tempo, la vita umana è infatti destinata a un alternarsi di momenti di gioia e momenti di tristezza.

Tanta psicologia ha deciso di occuparsi di questo argomento, dando spazio a riflessioni interessanti. Non esiste una ricetta per trovare la felicità ma vedremo insieme alcune linee guida da seguire. Lo stato di felicità di una persona viene spesso intaccato dalla sua salute mentale, di cui è importante prendersi cura.

Curiosità

Anche ciò di cui ci nutriamo influisce sulla nostra felicità. Non a caso, il rapporto tra alimentazione e psicologia è bidirezionale.

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Anche nei momenti di difficoltà, come nel caso del coronavirus, un vero e proprio trauma psicologico, possiamo imparare l’importanza della felicità.

Felicità, definizione

Come abbiamo già detto, il termine felicità arriva dal latino e la sua radice indica una condizione di prosperità, benessere e agio. Si tratta di un vero e proprio stato della mente, di un sentimento difficile da definire e più semplice da sperimentare. La felicità corrisponde a un vero e proprio tono affettivo, inteso come modalità attraverso cui vediamo e consideriamo tutto ciò che ci circonda. Quando siamo felici, la realtà intorno a noi assume colori e significati differenti: la prospettiva diventa più positiva e tendiamo a notare i lati positivi di ciò che accade. All’uomo capita di essere felice per motivi molto diversi tra loro: un successo lavorativo, l’arrivo di un figlio (vedi anche: Sesso in Gravidanza), rivedere un amico dopo tanto tempo o vivere un’esperienza entusiasmante.

felicitàLa felicità corrisponde a una vera e propria sensazione di pienezza e profonda soddisfazione, spesso accompagnata dal timore di porre fine anche involontariamente a uno stato d’animo così positivo. L’uomo tende a cercare in continuazione uno stato di benessere, fa parte della sua natura. Anche attraverso l’empatia con l’altro. La felicità coincide con quell’insieme di emozioni e sensazioni sia del corpo che dell’intelletto che procurano benessere e gioia, in un momento più o meno lungo della nostra esistenza. Abituiamoci all’idea che a un momento di felicità e soddisfazione, si possano alternare stress e malinconia. A uno stato di benessere di questo tipo, infatti, è molto spesso anche difficile dare un nome e una buona motivazione. Siamo felici, niente di più.

Felicità, come trovarla

Per trovare la felicità non esiste una ricetta sempre valida, le variabili in gioco sono molto diverse e dipende tanto dal momento che stiamo vivendo. Come abbiamo già detto nell’articolo dedicato alla tristezza, dobbiamo prima di tutto imparare ad accogliere i momenti di tristezza. Ci sono momenti in cui piangere e rimanere soli è necessario, potrebbe sembrare scontato ma la felicità ha bisogno del giusto spazio. Che cosa significa? Per essere davvero felici e soddisfatti, c’è infatti bisogno di sperimentare il “vuoto” che solo la tristezza e la malinconia donano. Non bisogna conferire loro un significato esclusivamente negativo, naturalmente, anche perché senza i momenti di delusione non potremmo davvero comprendere il significato della felicità.

La ricerca della felicità può sembrare molto lunga e complessa a volte, trovare la giusta motivazione e sfuggire all’ansia non è affatto semplice. La felicità dipende da noi ma, in fondo, dipende anche da chi amiamo perché più forte è la nostra empatia verso gli altri più veniamo condizionati dal loro stato d’animo. La felicità ha la caratteristica dell’immediatezza, si tratta di un momento che fin da subito capiamo che non durerà per sempre. Possiamo augurarcelo, ma anche imparare a convivere con momenti di sconforto. La felicità corrisponde a uno stato d’animo non del tutto oggettivo, trovarla dipende molto dalle nostre caratteristiche e dalle nostre tendenze.

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Dove cercarla? Ecco un consiglio…

Il consiglio è quello di imparare a conoscersi meglio, concentrandosi a poco a poco sui nostri pensieri e sulle nostre sensazioni. La felicità, per definizione, è contraria al dolore e riporta la nostra attenzione al presente. Un segreto per imparare ad essere felici è proprio quello di vivere nel presente, apprezzando la quotidianità e la compagnia delle persone che amiamo.

Vivere nel passato o pensando ad una condizione migliore per il futuro, discosta la nostra attenzione da ciò che abbiamo a disposizione. Altra linea guida importante da seguire è quella di non avere pausa di essere felici. Potrebbe sembrare un paradosso ma capita spesso di non voler cambiare situazioni che ci rendono infelici per paura dell’ignoto. La felicità è precaria ma degna da ricercare. Come cambiare vita ed essere più felici?

Psicologia della felicità

In psicologia si parla spesso e volentieri del concetto di felicità, considerata come la realizzazione e soddisfazione di un desiderio oltre che risoluzione di un problema che provocava sofferenza. La ricerca di uno stato di benessere è infatti costante per l’uomo, che prova in continuazione a trovare qualcosa che sappia farlo stare meglio. Ricordiamo però che la felicità corrisponde a una condizione mutevole, che cambia forma in continuazione e che va spesso rifocillata. Non è detto che ciò che ci rendeva felici 10 anni fa, possa renderci contenti ancora oggi.

L’obiettivo primario della psicologia è proprio quello di cercare le tendenze e le esperienze positive, che aiutino il soggetto ad essere più felice e integrato con la realtà che lo circonda. Le credenze, i pensieri e altri principi sono fondamentali in questo processo. I processi psicologici positivi hanno, in generale, a che vedere con l’insieme dei comportamenti e dei processi mentali associati a una condizione di benessere. Si contrappongono, proprio per questo motivo, a tutto ciò che ha a che vedere con dolore, sofferenza e disagio.

Un avvenimento importante che ha segnato lo studio della nozione di felicità in psicologia è la nascita della Psicologia Positiva nel 2000, soprannominata anche Psicologia della Felicità. L’obiettivo di questo movimento fu proprio quello di focalizzarsi sugli aspetti positivi dell’esistenza, attraverso la comprensione dei fattori che promuovono il benessere. Il fine è proprio quello di creare una società prospera e felice, cercando di trovare un equilibrio rispetto alla tendenza negativa del tempo.

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Psicologia positiva

Cercando di fornire una panoramica generale della Psicologia Positiva, due degli psicologi più importanti furono senza dubbio Seligman e Csíkszentmihályi. La fondazione di questo movimento non distolse del tutto l’attenzione dai processi negativi di pensiero, ma cercò di focalizzarsi sulla felicità, la creatività e le emozioni positive. L’enfasi sull’auto realizzazione del soggetto e sui processi positivi di pensiero permise di creare nuovi strumenti di misurazione, migliorando la comprensione della realtà che ci circonda.

La felicità e l’infelicità vengono riconosciute come due emozioni ben distinte l’una dall’altra, capaci di creare vere e proprie rappresentazioni mentali. La Psicologia Positiva ha come obiettivo quello di integrare approcci diversi per allargare il campo di indagine della psicologia, introducendo nuove prospettive di studio. La valutazione della realtà deve essere più positiva possibile secondo un approccio di questo tipo, la stessa situazione o condizione può essere vista in modo differente a seconda del nostro punto di vista. Siamo responsabili della nostra stessa felicità, uno degli scopi più significativi della nostra esistenza.

Il filone della Psicologia Positiva è in continua evoluzione, essendo nato in contemporanea all’inizio del nuovo millennio. Tanti sono gli studiosi che desiderano dare spazio allo studio di questo concetto (a proposito di studio, dai un’occhiata all’articolo sul metodo di studio), focalizzandosi su spunti positivi di riflessione. Tanta importanza viene anche data alla soggettività, ognuno di noi conosce forme e sfumature differenti di felicità e gioia. Conoscerle da vicino permette di comprendere al meglio la natura umana e le sue potenzialità. Felicità non è sinonimo di egoismo, tutt’altra cosa. Imparare a vivere in armonia con il mondo che ci circonda, permette a ognuno di noi di raggiungere un livello tanto atteso di benessere.

Imparare ad essere felici

Infine, vediamo alcune linee guida dedicate alla ricerca e all’apprendimento della felicità. Non è affatto semplice e, come già detto, non esiste una regola generale e universale. Alcuni di questi punti sono facili da applicare giorno dopo giorno, per provare a fare esperienza di soddisfazione e benessere.

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