Atteggiamento: Significato, Cause, Tipi, Modello Tripartito, Come Cambiare

Atteggiamento, il prodotto del nostro interagire con il mondo e i suoi stimoli.

Ognuno di noi elabora una propria visione di ciò che lo circonda, che guida i suoi comportamenti futuri. L’atteggiamento, infatti, determina spesso ciò che facciamo, come ci approcciamo e risolviamo un problema (problem solving) le decisioni che prendiamo (decision making). Ad esempio se mangiamo acciughe oppure cioccolato, se prenotiamo i biglietti per il concerto dei Coldplay o di Tiziano Ferro, se seguiamo un preciso orientamento politico rispetto ad un altro.

Perché è importante sensibilizzare rispetto al tema degli atteggiamenti e contribuirne a favorire la conoscenza teorica di base?

atteggiamento

L’atteggiamento è qualcosa che ci tocca da vicino, che sperimentiamo tutti i giorni e che risulta oggetto di studio in diversi ambiti della Psicologia. Quali?

Nella dimensione della Psicologia del Marketing, individuare e studiare gli atteggiamenti degli individui rappresenta un elemento fondamentale per predire il comportamento di acquisto delle persone e, quindi, analizzare il target di riferimento per creare delle campagne pubblicitarie valide ed efficaci.

Curiosità

Atteggiamento e Conformismo. Quest’ultimo consiste nel modo di uniformare le nostre opinioni, il modo di decidere, i comportamenti a quelli del gruppo di cui facciamo parte. Questo aspetto ci fa ben comprendere come il gruppo eserciti una forte influenza sul singolo individuo e il suo atteggiamento.

In Psicologia Sociale, lo studio degli atteggiamenti può fornire una base teorica per l’analisi dei comportamenti degli individui all’interno dei gruppi  (vedi anche leadership) e per valutare il comportamento tra diversi gruppi a confronto, così come la natura del conflitto.

Infine, nell’ambito della Psicologia Clinica l’atteggiamento nei confronti della relazione terapeutica può influenzare la buona riuscita del rapporto tra paziente e terapeuta. In questi casi, ad esempio, l’empatia è fondamentale. Pertanto, da parte dello psicologo è necessario tenerne conto, al fine di individuare un approccio che garantisca la riuscita del piano terapeutico messo in atto. È importante, inoltre, tenere conto nella riabilitazione degli atteggiamenti in patologie come il ritardo mentale.

Nello spirito di utilità divulgativa del nostro sito “Psicocultura”, andiamo ad approfondire insieme questo nuovo argomento!

Atteggiamento, Significato

Abbiamo già accennato come l’essere umano strutturi la sua esistenza all’interno di un sistema: una dimensione contestuale caratterizzata da continui stimoli e input. Inevitabilmente ciascuno di essi, come un qualsiasi fenomeno o evento, suscitano in noi diverse reazioni: gli atteggiamenti.

I primi studi sugli atteggiamenti in psicologia sono attribuibili a William Thomas, che nel 1920 propose una sommaria definizione degli atteggiamenti, conosciuta come Teorema di Thomas. Secondo tale teorizzazione, quando gli individui ritengono una situazione reale saranno concrete anche le conseguenze dei loro comportamenti. Immaginiamo ad esempio tutte quelle conclamate manifestazioni di aggressività (vedi anche: Sex Offender e Bullismo).

Nel 1935 Gordon Allport (noto per la sua teoria sulla personalità) ha proposto invece una definizione più specifica di atteggiamento, considerato come uno stato mentale dell’individuo, organizzato in base alle proprie esperienze e conoscenze. Esso influenza le risposte dell’individuo nei confronti del mondo.

Ad oggi, tenendo conto del contributo degli autori precedenti, quale significato potremmo dare al concetto di Atteggiamento? Ecco una definizione a portata di tutti. L’atteggiamento è quella tendenza a stimare una certa una persona, un oggetto o un problema legato ad un evento, facendolo sempre in un certo modo. Si tratta quindi di una valutazione generale che operiamo, positiva o negativa.

Curiosità

Differenza tra Atteggiamento e Opinione. L’atteggiamento è un orientamento permanente a rispondere (in modo favorevole o sfavorevole) ad una classe di stimoli. L’opinione è una risposta specifica ad una particolare questione.

Partendo da questa differenziazione, possiamo sottolineare quanto l’atteggiamento sia una variabile latente, capace di organizzare un corpus di opinioni. In sintesi, l’atteggiamento  è l’istanza generatrice e organizzatrice delle nostre opinioni.

Caratteristiche

Quali sono le principali caratteristiche di un atteggiamento? Come possiamo inquadrarlo e identificarlo in ognuno di noi?

checklist atteggiamento

L’atteggiamento è:

  • una modalità di elaborazione delle informazioni unica per ciascun individuo;
  • un meccanismo resistente, ma può essere modificato;
  • tendenzialmente di origine sociale (appresa).
Curiosità

I metodi di indagine degli atteggiamenti fanno riferimento alle classiche metodologie applicate in molti ambiti della psicologia. Tra queste vi sono le misure dirette, come l’utilizzo di questionari con risposte dicotomiche, Scala Likert o Differenziale Semantico. A tali strumenti si affiancano anche le misure indirette, con specifico riferimento alle misure fisiologiche che rilevano le reazioni fisiologiche dell’organismo sollecitate dalla presentazione di stimoli che suscitano un cambiamento di stato nell’individuo.

Atteggiamento, Cause

Non tutti gli atteggiamenti hanno origine nello stesso modo.

Curiosità

All’origine degli atteggiamenti non basati sull’esperienza diretta della persona vi sono spesso lo Stereotipo e il Pregiudizio.

Vedi anche: Sessismo

Vi sono quattro modalità di formazione degli atteggiamenti verso argomenti, eventi, persone o cose. Essi  si attuano per la maggior parte dei casi quando non si possiede un atteggiamento precedente o preesistente, così come  quando non vi è nessuna conoscenza sull’oggetto di atteggiamento.

Scopriamo insieme quali meccanismi sono alla base dell’origine di un atteggiamento.

Mera Esposizione

La semplice esperienza ripetuta di una cosa può influenzare il modo in cui la
valutate: è l’effetto della mera esposizione (Zajonc, 1968).

La mera esposizione, dunque, consiste nell’esposizione ripetuta a oggetti e individui, determina un accentuarsi dei sentimenti positivi nei loro riguardi. Infatti, l’esposizione ripetuta a un oggetto dà come risultato una maggiore attrazione nei suoi confronti.

Curiosità

L’effetto della mera esposizione è positivo solo quando non c’è un atteggiamento precedente (l’atteggiamento è neutro) o quando l’atteggiamento è già positivo

Apprendimento Associativo

L’apprendimento associativo può avvenire in due modi: implicitamente attraverso il condizionamento classico, oppure esplicitamente attraverso il condizionamento operante.

Nel condizionamento classico (Pavlov, 1906) lo stimolo neutro viene associato
ad uno stimolo incondizionato (positivo o negativo). A seguito di questa associazione, lo
stimolo neutro, che diventa per assunzione “condizionato” è in grado di elicitare la medesima risposta comportamentale dello stimolo incondizionato, quando presentato da solo.
Nel condizionamento operante (Skinner, 1938) il comportamento è seguito
da un premio o da una punizione. Nel primo caso il comportamento sarà rinforzato, nel
secondo caso indebolito.

Per un approfondimento sul tema, si consiglia la lettura dell’articolo: Apprendimento: Significato, Modalità, Teorie e Implicazioni Cliniche

Autopercezione

Lautopercezione consiste nell’osservazione, elaborazione e monitoraggio del proprio comportamento. Secondo la Teoria di Bem (1965), infatti, gli atteggiamenti si
formano attraverso l’osservazione del nostro comportamento e la sua attribuzione ad una causa interna.

In linea con questo pensiero, Strack e colleghi (1988) hanno negli anni successivi organizzato un esperimento, in cui i partecipanti dovevano esprimere un giudizio su delle vignette umoristiche in una di due condizioni sperimentali.

I partecipanti a cui si chiedeva di formarsi un’opinione su quanto divertenti fossero le immagini tenendo una penna tra i denti avevano alla fine un’impressione più positiva rispetto ai partecipanti che avevano formato la loro opinione tenendo una penna tra le labbra.

esperimento autopercezione

A quali conclusioni si è giunti? I soggetti consideravano la loro espressione facciale come indicativa della propria opinione nei confronti delle vignette, sebbene non avessero assunto tale espressione facciale in modo intenzionale.

Vedi anche:

Ragioni Funzionali

Le ragioni funzionali. La formazione degli atteggiamenti dipende da quanto riescono a soddisfare i bisogni psicologici. In particolare, un atteggiamento può avere diverse funzioni:

  • la funzione utilitaristica (ottenere il consenso altrui);
  • una funzione conoscitiva (schemi cognitivi);
  • la funzione ego-difensiva (mantenere una visione positiva di sé);
  • una funzione di espressione dei valori.

Tipi di Atteggiamento

Una volta sviluppatosi, un atteggiamento può esistere e persistere su due livelli. Si delineano, così, due grandi categorie principali di differenti tipi di atteggiamento.

esplicito implicito

  • L’atteggiamento esplicito è quello che sosteniamo coscientemente e che possiamo riportare con facilità. Consiste in tutto ciò che pensiamo e verbalizziamo quando qualcuno ci chiede un’opinione precisa su un argomento. L’atteggiamento esplicito prende forma dalle esperienze recenti che noi persone viviamo, anche quotidianamente.
  • L’atteggiamento implicito è una valutazione involontaria, incontrollabile e a volte inconscia. Le persone possono manifestare un atteggiamento implicito anche virtualmente, non solo nei confronti di gruppi e classi sociali.

Ricerca

La ricerca sugli atteggiamenti è ancora giovane e gli psicologi stanno attivamente investigandone le origini, gli strumenti più adeguati per misurare un atteggiamento e la relazione tra atteggiamento esplicito ed implicito. Fino ad oggi, sono stati fatti progressi su diversi fronti.

Una ricerca condotta da Rudman e colleghi nel 2007, si è posta l’obiettivo di misurare gli atteggiamenti impliciti ed espliciti di alcuni studenti universitari verso le persone obese. Inoltre, veniva anche chiesto loro di riportare il proprio peso attuale e che peso avessero registrato durante la crescita. A quali risultati si è giusti?

Gli atteggiamenti impliciti dei soggetti verso gli obesi venivano predetti dal loro peso infantile e non da quello attuale. Al contrario, gli atteggiamenti espliciti venivano prefigurati dal loro peso attuale e non da quello assunto durante l’infanzia. Spieghiamo meglio questo concetto attraverso un esempio. Un soggetto che da bambino era stato obeso e che da adulto pesava normalmente mostrava un atteggiamento esplicito negativo verso gli obesi, in quanto attualmente non aveva problemi di peso.

Un altro risultato della ricerca suggeriva che i partecipanti figli di una madre obesa mostravano atteggiamenti impliciti positivi verso gli obesi, pur avendo degli atteggiamenti espliciti negativi.

Curiosità

Le persone possono avere atteggiamenti differenti verso la stessa cosa, uno più radicato nelle esperienze infantili, un altro basato più sulle esperienze adulte.

Modello Tripartito dell’Atteggiamento

Un ulteriore modello di riferimento per lo studio degli atteggiamenti in psicologia è il Modello Tripartito dell’Atteggiamento di Marshall Rosenberg e Carl Hovland (1956).

Secondo tale modello l’atteggiamento è strettamente dipendente dagli oggetti di riferimento, ossia tutti gli stimoli che vengono percepiti dall’individuo. Dunque, gli atteggiamenti sono dei sistemi di rappresentazione della realtà, composti da tre componenti: cognitiva, emotiva e comportamentale.

  • La componente cognitiva è costituita dalle informazioni che si acquisiscono in merito ad un oggetto, che possono derivare da esperienze dirette o indirette. Si tratta di convinzioni, credenze e conoscenze collezionate su una determinata questione.
  • La componente emotiva determina una reazione nei confronti dell’oggetto, strettamente correlata con le emozioni positive o negative che esso suscita nell’individuo. Immaginiamo l’interesse verso un settore, la noia oppure la fatica evocate da particolari azioni.
  • La componente comportamentale è il modo in cui l’atteggiamento influenza il comportamento dell’individuo nei confronti dell’oggetto di riferimento (avvicinamento o allontanamento). Per esempio la volontà di azione e la modalità di intervento, e in generale tutto quel bagaglio di comportamenti con cui si affronta una situazione.
Curiosità

Gli atteggiamenti sono tanto più stabili e resistenti al cambiamento quanto più sono coerenti e legate tra loro le componenti che li strutturano.

Stabilità e Resistenza

Approfondiamo meglio la Curiosità sopra citata. La stabilità e la resistenza degli atteggiamenti dipende da vari fattori. Scopriamo quali nelle prossime righe del paragrafo.

1) Multilateralità: in base a quanti elementi di natura cognitiva, emotiva e comportamentale compongono l’atteggiamento.

2) Coerenza tra elementi cognitivi, emotivi e comportamentali. Un atteggiamento è tanto più stabile quanto più gli elementi che lo costituiscono sono tutti positivi o tutti negativi. Per questo, può essere utile enumerane tutte le componenti, contarle e valutare quanto sono realmente coerenti tra loro o quanto risultino tali in seguito allo sforzo di conformale artificiosamente alla tonalità positiva, pur di preservare un quadro coerente (Teoria della Dissonanza Cognitiva di Festinger).

3) Interconnessione: un atteggiamento è tanto più stabile quanto più sono interconnessi i vari elementi dell’atteggiamento. Un eccesso di interconnessione è dannoso perché crea un’ideologia, ossia un sistema di credenze resistente al cambiamento, anche quando e esposto a informazioni contrarie (Teoria dell’equilibrio di Heider).

4) Numero dei bisogni soddisfatti e relativa priorità. Un atteggiamento e stabile se soddisfa bisogni numerosi e se tali bisogni sono gerarchicamente importanti per la persona. Se si ambisce a una professione importante e remunerativa, come ad esempio quella di dirigente sanitario, l’atteggiamento verso la professione di medico sarà stabile. Se cambia la gerarchia dei bisogni e guadagnare bene non e più sentito come prioritario, anche l’atteggiamento verso la carriera di medico non sarà più altrettanto positivo.

Come Cambiare Atteggiamento?

Giunti a questo punto, è lecito domandarsi se e quando un atteggiamento può cambiare.

cambiare atteggiamento

Ciò è possibile? Alcuni esempi tratti dalla storia della politica internazionale possono guidarci in una prima risposta.

Prendiamo l’ex Presidente del Stati Uniti, B. Obama. La sua popolarità ha subito picchi di innalzamento e rapide discese con incredibile velocità! Subito dopo aver assunto la sua carica nel gennaio 2009, il 67% degli americani appoggiava il lavoro che avrebbe svolto. Ma a novembre del 2010, il sostegno popolare nei confronti del Presidente e del suo piano politico si è dimostrato sceso al 47%. Cosa è accaduto?

Gli atteggiamenti spesso si modificano in risposta a un’influenza sociale. Ogni nostro atteggiamento, infatti, può essere condizionato dalle azioni o dalle parole degli altri. Dunque, anche per questa ragione, gli atteggiamenti rivestono notevole importanza agli occhi di ricercatori e psicologi sociali. Ma non solo! Anche in ambito clinico possono essere un elemento di analisi da tenere in considerazione nel quadro generale del paziente.

Diamo adesso una lettura alle possibili condizioni in cui è più probabile che un atteggiamento possa cambiare.

Fattori di Cambiamento

Esistono alcuni fattori situazionali e personali che favoriscono il cambiamento di un atteggiamento. Vediamo alcuni principali.

  • Si acquisiscono informazioni aggiuntive.
  • Cambiano le motivazioni del comportamento. Ad esempio, quando varia il gruppo di riferimento, ci si trasferisce in una nuova città o si diventa autonomi, diminuisce il condizionamento esercitato dai vecchi amici, genitori e cultura locale.
  • Se determinati da una moda passeggera. Vedi anche: Shopping: decidi davvero tu cosa comprare?
  • Se soddisfatti da pochi bisogni e non prioritari.
Curiosità

Gli atteggiamenti hanno la spontanea tendenza a intensificarsi.

Il cambiamento degli atteggiamenti può essere congruente o incongruente.

Si parla di cambiamento congruente se si accresce la valenza, per cui un atteggiamento positivo diventa più positivo.

Al contrario, il cambiamento è incongruente se c’è una conversione da positivo a negativo. Questa è una circostanza molto più rara, in genere dovuta ad atteggiamenti motivati da mode, come ad esempio  il voler intraprendere una carriera musicale perché colpiti dal successo di un giovane cantante.

È più facile quindi cambiare opinione in senso congruente che incongruente. Quando si ha un’ opinione positiva su un argomento, aumentando le informazioni, l’opinione tende a rafforzarsi e a diventare più positiva. Oppure, se negativa, tende a diventarlo ancora di più.

L’acquisizione di informazioni ulteriore non cambia automaticamente gli atteggiamenti. Per questo è spesso più facile crearsi un’opinione nuova invece che cambiarne una già esistente.

E se volessimo provare a cambiarla?

Resistenza al Cambiamento

Per modificare un’opinione preesistente occorre indebolire le resistenza che la mente oppone per difenderne la stabilità. Cambiare opinione significa rompere un equilibrio, cadere nel caos e dover faticosamente ricreare un nuovo equilibrio. Una volta creata un’opinione, la mente si affezione ad essa e cerca in tutti i modi di preservarla.

resistenza mentale

Non basta quindi incrementare la quantità di informazioni su un dato argomento per cambiare opinione su di esso, perché la mente non è permeabile a tutte le informazioni e non è predisposta a riceverle tutte indistintamente. Il nostro cervello seleziona e riporta in memoria solo quelle che confermano l’opinione che già si possedeva e non si fa condizionare da quelle contrarie.

Vedi anche: Memoria di Lavoro: Cos’è, Come Funziona e Esercizi

La persona può fissarsi su di una posizione, convincersi che sia quella giusta e cercare inconsciamente conferme alla sua validità. A quale costo?

Curiosità

Spesso si cade in posizioni rigide e intransigenti anche per la confusione indotta dall’alto numero di opzioni, confusione che rende le persone più seducibili da mode e predispone verso soluzioni-ancoraggio a cui aggrapparsi per uscire da un caos intollerabile.

Non dimentichiamoci, inoltre, che e informazioni sono filtrate emotivamente e nella dimensione della comunicazione generale si tende a coglierne gli elementi più suggestivi o quelli in linea con atteggiamenti pre-esistenti.

Fonte dell’Informazione

Per concludere il nostro excursus di approfondimento sul tema dell’atteggiamento e del suo possibile cambiamento, dobbiamo porre in rilievo un altro aspetto.

Si tratta della natura della fonte da cui proviene un’informazione rispetto alla quale si attiva un nostro atteggiamento, così come la sensibilità che manifestiamo verso le fonte stessa.

Facciamo un piccolo esempio classico, riportato in molti manuali. Persone più colte tendono ad attribuire maggiore credibilità alle informazioni lette su giornali, riviste scientifiche o siti di settore divulgativo, mentre quelle meno colte tendono a reperire informazioni da fonti informali o ad affidarsi preferibilmente alla televisione più che ai giornali.

“Il successo o il fallimento nel mondo è dovuto più all’atteggiamento mentale che alle capacità mentali”.

Walter Scott

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