Dissonanza Cognitiva: Cos’è, Teoria, 3 Modi per Ridurla, Cervello e Cultura

Dissonanza cognitiva, ciò che nasce da una constatazione del senso comune: l’uomo tende ad essere coerente con se stesso, nel modo di pensare e di agire. Ciascuno di noi, quindi, è un “ricercatore di coerenza” a livello inconscio.

Durante gli ultimi cinquant’anni gli psicologi sociali hanno scoperto che una delle più potenti cause determinanti il comportamento umano deriva, oltre che dalla rappresentazione sociale, dal nostro bisogno di preservare un’immagine di noi stessi stabile e positiva.

La maggior parte degli individui crede di essere sopra la media: moralmente superiori e competenti. Migliori guidatori, migliori leader più attraenti degli altri. Insomma, si vive avvolti in un velo di narcisismo.

Ma se molti di noi si vedono come individui ragionevoli, morali e intelligenti, cosa succede quando ci confrontiamo con informazioni che ci fanno invece apparire come persone irragionevoli, immorali o incapaci rispetto ad alcune situazioni?

Funziona un pochino come nella favola della volpe e dell’uva di Esopo.

la favola della volpe e l'uva e la dissonanza cognitiva

Una volpe tenta di raggiungere un grappolo d’uva, ma ogni sforzo è vano. Constatando di non poterla raggiungere, esclama “tanto è acerba!”

Scopriamo meglio in cosa consiste la dissonanza cognitiva.

Dissonanza cognitiva, Cos’è

Molti di noi hanno la necessità di mantenere un’alta considerazione di se stessi. Alla sensazione di malessere provocata da informazioni che risultino discrepanti con il concetto di noi stessi, si è dato il nome di dissonanza cognitiva.

Nella concezione di Festinger (1957) la dissonanza cognitiva veniva definita come un’incoerenza esistente fra due cognizioni (pensieri o opinioni). Questo è problema: perchè pone in discussione e rende instabile qualsiasi nostro atteggiamento che guidi opinioni e comportamenti.

In particolare, due cognizioni possono risultare “dissonanti” per diverse condizioni:

  • mancanza di logica interna;
  • contrasto con norme culturali;
  • contrasto con precedenti esperienze personali;
  • incongruenza di un elemento cognitivo con uno più grande di cui è parte;
  • disconferma delle aspettative personali.

Ma quanto forte potrebbe essere l’impatto di questa percezione di incongruenza nel nostro dominio cognitivo?

Addentriamoci meglio nel cuore della teoria relativa alla dissonanza cognitiva.

Teoria della Dissonanza Cognitiva

Non tutte le incoerenze cognitive producono il medesimo sconvolgimento.

È stato di fatti dimostrato che la dissonanza è molto forte quando compiamo un’azione o apprendiamo qualcosa che minaccia l’immagine che abbiamo di noi stessi. Ne segue un’incoerenza tra ciò che pensiamo di essere e il modo in cui ci comportiamo.

Curiosità

Più in generale, la dissonanza cognitiva si verifica ogni volta che compiamo un’azione che tende a fornirci una sensazione di assurdità, stupidità o immoralità riguardo a noi stessi.

La dissonanza cognitiva spinge l’individuo a cercare di attenuare il malessere che essa stessa ha creato. Un po’ come quando avvertiamo il bisogno di ovviare alla sensazione di fame e di sete.

Da cosa nasce la spinta personale e la motivazione a ricercare e applicare mezzi per ridurre la forbice della dissonanza cognitiva?

Bisogno di Accuratezza

Le autovalutazioni accurate ci consentono di prevedere le circostanze e controllare i nostri comportamenti futuri. Secondo Trope(1982), quando ci troviamo di fronte a una situazione in cui abbiamo bisogno di conoscere le nostre abilità in riferimento a un compito, scegliamo i compiti che ci forniscono maggiori informazioni relativamente alle nostre abilità (“compiti diagnostici”).

bisogno di accuratezza

Il feedback risultante dai confronti effettuati rispetto agli altri, ovvero i cosiddetti confronti sociali, può anche soddisfare il bisogno di un’accurata autovalutazione nel caso in cui non sia disponibile alcun compito obiettivo (Festinger, 1954). Il fatto di avere un senso di sé accurato è importante quando le conoscenze relative alle nostre abilità sono incerte.

Curiosità

Un aspetto interessante riguarda il fatto che le persone hanno elevate probabilità di andare alla ricerca di informazioni accurate rilevanti per il Sé, se prevedono che l’esito possa essere buono. Tuttavia, mostrano spesso un desiderio di autovalutazione anche quando prevedono che l’esito possa rivelarsi negativo.

Bisogno Di Coerenza

Collegato al bisogno di accuratezza, è il nostro bisogno di un concetto di sé coerente piuttosto che di uno che varia in funzione delle situazioni. Abbiamo bisogno di credere di avere qualità intrinseche e obiettivi che rimangono relativamente stabili nel corso del tempo.

Spesso le persone vanno alla ricerca di situazioni e interpretano il proprio comportamento in modi che sono conformi alle proprie concezioni di sé preesistenti ed evitano od oppongono resistenza a situazioni e a feedback che invece non lo sono (autoverifica).

Curiosità

Gli individui cercano di confermare i propri attributi positivi, ma a volte cercano di confermare anche quelli negativi.

Il bisogno di vedersi in modo coerente ha effetti sul comportamento: interagiamo in modo selettivo con persone che ci vedono nello stesso modo in cui noi vediamo noi stessi. Questo avviene anche se in linea generale gradiamo le persone che ci vedono in modo positivo e che ci apprezzano per le stesse qualità per cui ci apprezziamo noi. Il mantenimento di un senso di sé coerente generalmente è senza sforzo e fa parte del processo di interazione durante lo svolgimento di compiti familiari.

Quando il Sé è messo in discussione

È soprattutto quando riceviamo un feedback discrepante che concentriamo la nostra attenzione sulle minacce a una concezione di sé coerente. Cosa accade?

feedback

Cerchiamo a questo punto di eliminare le visioni errate o ci chiediamo se dovremmo modificare la nostra concezione di sé. Questo aspetto riflette un passaggio da un’elaborazione di tipo automatico a una di tipo controllato.

Infine, come vedremo nel corso dell’articolo, il desiderio di un sé coerente varia in funzione della cultura.

Curiosità

Nelle culture di tipo indipendente, le persone cercano modi di esprimere le proprie qualità personali distintive, mentre in contesti interdipendenti le influenze di tipo situazione le portano le persone ad esprimere credenze relative sé stesse incoerenti.

Dissonanza Cognitiva e Decisione

L’individuo sperimenta una dissonanza in concomitanza con una decisione.

Vedi anche: Decision Making

 “Immaginiamo una persona che deve scegliere fra l’andare ad un concerto e l’accettare l’invito a cena di un amico, alternative per lui ugualmente attraenti. Immaginiamo poi che accetti l’invito a cena, perdendo così la possibilità di sentire il concerto. Ora deve tentare di pensare tutto il male possibile del concerto: può dirsi di conoscere a menadito i pezzi del programma, il che ne diminuisce l’attrattiva; oppure, al contrario, convincersi che, poiché alcuni dei pezzi in programma gli risultano assolutamente sconosciuti, non sarà in grado di goderli appieno, come è già accaduto spesso in passato, quando gli è capitato di ascoltare un brano musicale per la prima volta. Altra possibilità, può rileggere una recensione estremamente critica dell’ultima esecuzione; e, contemporaneamente, prefigurarsi una serata molto piacevole in buona compagnia” .

Curiosità

Esempio estratto da Teoria della dissonanza cognitiva, Festinger L., 1978.

Dissonanza Cognitiva: 3 Modi per Ridurla

Secondo Festinger, l’esistenza della dissonanza cognitiva provoca nel soggetto un certo disagio psicologico. Ciò spingerà l’individuo a tentare di ridurla. Inoltre, egli cercherà di mettere in atto l’evitamento di tutte quelle situazioni e conoscenze che potrebbero far aumentare la dissonanza (esposizione selettiva).

Ogni individuo dispone di 3 modi fondamentali per ridurre la dissonanza cognitiva.

  1. Agire sul pensiero. Possiamo cambiare il nostro pensiero (quello più discutibile) allineandolo con l’altro. Il trucco è sempre nell’innescare coerenza. Ad esempio se spendiamo eccessivamente il nostro denaro nello shopping, quasi compulsivamente. Al tempo stesso sappiamo di dover risparmiare ed economizzare. Cosa fare? Come uscirne? Potremmo convincerci che tutto quanto stiamo acquistando sia necessario e dunque non stiamo sperperando nulla!
  2. Intervenire sul comportamento. Si tratta di incrementare le evidenze a favore del comportamento incoerente. Dunque, di fronte all’evidenza che il bere troppo faccia male, chi approfitta di questo comportamento tenderà a difenderlo anche facendo uso di massime come: ‘il vino fa buon sangue‘.
  3. Lavorare sull’emozione. Si tende a fare in modo che le posizioni assunte siano meno discordanti. Chi soffre di diabete non può deliberatamente assumere zuccheri e mangiare dolci in quantità! Potrebbe rivelarsi qualcosa di insopportabile per la persona, al punto tale da ritenere che sia meglio una vita felice anche se breve, piuttosto che una scandita da sacrifici e rinunce!

Esempio del Fumatore

Ogni fumatore avrà buone possibilità di vivere l’esperienza della dissonanza, mantenendo di fatto un comportamento “assurdo”.  Egli si espone, in termini medico-scientifici, ad un rischio più elevato di malattia come il cancro.

fumo e sigarette

Tale dissonanza può essere risolta in maniera diretta: smettendo di fumare. Così facendo il comportamento del fumatore diventerebbe coerente con la conoscenza del legame tra il fumo e il rischio di cancro.

Cosa accade se questo metodo non risulta possibile per la persona?

Il classico fumatore cerca di ridurre la dissonanza cognitiva trovando alcune giustificazione per il proprio comportamento.

Alcuni fumatori cercano, ad esempio, di modificare qualche loro cognizione convincendosi che non si possiedono dati ancora sufficienti che colleghino inequivocabilmente il fumo al cancro.

Oppure ci si appella alla classica eccezione dell’anziano centenario che ancora continua a fumare.

Altri fumatori inseriranno tra le loro cognizioni l’idea che fumare sia una grande fonte di piacere per cui valga la pena correre il rischio di malattie.

Infine, vi saranno dei fumatori che riusciranno a convincersi che, fatti i dovuti conti, in fondo fumare va ancora bene in quanto li rilassa e riduce la tensione nervosa.

Curiosità

Le persone che avvertono una dissonanza non esitano ad arrivare a cose estreme pur di ridurla. Gli esempi appena fatti di negazione, distorsione e giustificazione non sono inventati! Si basano su casi reali di persone che hanno cercato senza successo di smettere di fumare.

Processi di pensiero analoghi sono stati elaborati da persone che hanno tentato di dimagrire o affette da disturbi alimentari. Anche coloro che praticano sesso senza precauzioni, che hanno ricevuto spiacevoli notizie sulla loro salute o che vivono una condizione di omofobia interiorizzata.

Vedi anche: Sessualità e Disfunzioni Sessuali

Dissonanza Cognitiva, Cervello e Cultura

La teoria della dissonanza cognitiva è stata supportata da centinaia di studi, che hanno indagato le aree ad essa correlate. Ad esempio, nel panorama della cognizione sociale si presta molta attenzione agli errori nel processamento delle informazioni da parte del cervello. Ma non solo! Anche la memoria (inclusa la memoria di lavoro) ha un ruolo importante rispetto al concetto di sé.

Seguendo questa direzione, gli studiosi hanno imparato quali aspetti della dissonanza cognitiva sembrano essere universali e quali variano a seconda della cultura.

Cervello

Le Neuroscienze hanno recentemente dimostrato che la dissonanza cognitiva e la sua riduzione si riflettono nel modo in cui il cervello elabora le informazioni.

cervello e dissonanza cognitiva

I ricercatori West  e Garden (2010) hanno condotto uno studio su un campione di soggetti sottoposti a risonanza magnetica funzionale (fMRI). Mentre queste persone cercavano di elaborare informazioni dissonanti e consonanti, gli studiosi hanno fatto una scoperta interessante!

Di cosa si tratta?

Le aree cerebrali del ragionamento si “spegnevano” quando una persona si confrontava con delle informazioni dissonanti e i circuiti emotivi del cervello si attivavano quando veniva ripristinata la consonanza.

Come sostenuto da West:

“le persone fanno girare il caleidoscopio cognitivo finchè i pezzi non si dispongono nello schema che vogliono vedere. Allora il cervelli li ripaga attivando dei circuiti coinvolti nel piacere. Non diversamente da quanto accade quando un tossicodipendente si inietta una dose”.

Cultura

La dissonanza cognitiva è un fenomeno caratteristico di ogni essere umano proveniente da qualunque parte del mondo e aderente a qualsiasi tipo di cultura. Indubbiamente non assume la stessa forma e il contenuto delle cognizioni è diverso da cultura a cultura.

Nelle società collettiviste, dove i bisogni del gruppo superano quelli dell’individuo, il comportamento che riduce la dissonanza è meno presente, oppure lo è ma in modo meno superficiale.

Curiosità

Nelle culture orientali è più probabile vedere un comportamento messo in atto per mantenere l’armonia di gruppo e non per giustificare le proprie azioni immorali o negative. Così come è possibile vedere le persone entrare in dissonanza quando i propri comportamenti provocano vergogna o delusione nei confronti degli altri.

Giappone v.s. America

Lo psicologo sociale Haruki Sakai (1999) ha condotto diversi studi per esaminare il comportamento di riduzione della dissonanza cognitiva in Giappone.

dissonanza cognitiva in Giappone

I risultati hanno dimostrato che in questo luogo una persona riduce la dissonanza dopo aver detto che un compito noioso è interessante e gradevole. Tuttavia, avvertirà incongruenza anche se una persona a lui nota e gradita afferma che quel compito sia tale.

Di conseguenza, in una simile situazione gli atteggiamenti dell’osservatore si modificano: gli osservatori allineano il loro giudizio con la bugia detta dall’amico!

Nell’America multiculturale, i genitori immigrati e i loro figli spesso si scontrano con i valori culturali. I ragazzi vogliono essere come i loro pari, al contrario i genitori desiderano che siano come loro e sposino le proprie origini e tradizioni di appartenenza.

america multiculturale e dissonanza

Questo conflitto spesso crea una forte dissonanza cognitiva nei figli: da una parte amano i genitori, dall’altra non vorrebbero abbracciare i loro valori.

 

 

 

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