Infertilità, definita come la condizione in cui una coppia non riesce ad ottenere una gravidanza, dopo uno o due anni di rapporti sessuali costanti e non protetti. Nello specifico, parliamo di sterilità quando si verifica l’incapacità di procreare con cause declinati al maschile o al femminile, non rimovibili. L’infertilità invece indica un difetto nell’annidamento nello sviluppo dell’embrione. Non si tratta, quindi, di una condizione d’ostacolo alla fecondazione. Stiamo parlando di tematiche che colpiscono dall’8 al 10% delle coppie, provocando disagio e parecchio dolore. Riuscire ad avere un figlio insieme al proprio partner significa, nella maggior parte dei casi, coronare un sogno e riuscire a creare per davvero una famiglia.

infertilitàRicevere una notizia come quella di infertilità infrange questo desiderio e la paura di molte coppie è proprio quella di non poter raggiungere il proprio obiettivo. Le conseguenze di questa problematica tendono però a ripercuotersi non solo sulla vita di coppia, sulla sessualità e sul rapporto con il partner. Chi rimane particolarmente toccato e addolorato è anche il “responsabile” della condizione di infertilità. Approfondiremo al meglio l’argomento, cercando di comprendere di cosa si tratta, quali possono essere le cause, le soluzioni e le conseguenze.

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Infertilità, cos’è?

Infertilità, abbiamo già dato una definizione specifica del termine, differente da sterilità. Con il termine “infertilità” indichiamo un difetto nell’annidamento o nello sviluppo dell’embrione che ne provoca l’aborto, non un ostacolo alla fecondazione non rimovibile. Si tratta infatti di aspetti complementari, tra il concepimento e la gravidanza portata a termine. Bisogna anche sapere che il periodo di fertilità dell’ovulo è minore rispetto a quello dello spermatozoo. Il rapporto non deve quindi avvenire nel momento dell’ovulazione, gli spermatozoi devono essere presenti da rapporti precedenti.

Curiosità

Madri senza figli, per trovare nuovi obiettivi ed equilibri.

Avere rapporti ogni giorno non aumenta le probabilità di rimanere incinta: un aspetto importante da prendere in considerazione è che il rischio è quello di creare conflitto e una sessualità poco connessa alla spontaneità ma focalizzata soltanto all’aspetto riproduttivo. Di base, peraltro, la fecondabilità della specie umana è al 25% nei primi 12 mesi di rapporti regolari non protetti. Il 90% delle coppie ottiene una gravidanza in questo periodo ma è importante considerare che, con l’aumentare degli anni, le probabilità diminuiscono drasticamente.

infertilità

Per questo motivo, è importante sottoporsi a un periodo di prova prima di poter definire la coppia infertile. Secondo le linee guida dell’American Society for Reproductive Medicine è bene iniziare accertamenti per determinare la presenza di uno o più ostacoli al concepimento solo dopo almeno 12 mesi di rapporti liberi e non protetti. Questo limite si abbassa a 6 mesi per tutte le donne di età oltre 35 anni ed in presenza di fattori di rischio, come operazioni, endometriosi o infezioni pregresse. Quando parliamo di sessuologia e di psicologia della salute, è importante conoscere anche questa tematica. Si stima che il 500.000 coppie all’anno chiedano consulto per infertilità in Italia, parte di loro viene avviata alle tecniche di procreazione assistita ma ma non per tutti funzionano. La solitudine e il poco sostegno possono rendere la condizione di queste coppie ancora peggiore.

Infertilità maschile

Proviamo ora ad approfondire l’infertilità maschile. Come abbiamo già accennato, quando solo uno dei due partner viene definito in fertile il rischio è quello di farlo sentire colpevole di questo. L’obiettivo di creare una famiglia e di ottenere una gravidanza in coppia, il rischio è proprio quello di sentirsi ostacolo a tutto questo. Per quanto riguarda la parte maschile della coppia, è importante prendere in considerazione anche gli stereotipi sociali che fanno parte della nostra mentalità. Indipendentemente dalla causa di infertilità, l’uomo tende a sentirsi incapace ed estremamente frustrato. Nell’ideale comune, l’uomo è colui che sostiene la famiglia, diventa fin da subito un pilastro su cui appoggiarsi e un punto di riferimento. Ricevere una diagnosi di infertilità entra in contrasto con questa visione.

infertilità maschila

Il senso di inadeguatezza è molto forte e deve essere preso in considerazione per permettere al paziente di sviluppare resilienza. L’infertilità maschile, secondo le ultime stime, interessa il 7% degli uomini e sempre di più i giovani. Si tratta di una causa diffusa dell’infertilità di coppia, spesso poco considerata in passato. Ad oggi, si ritiene che in 1 caso su 2 la difficoltà ad ottenere una gravidanza dipenda proprio da problemi riproduttivi o disfunzioni sessuali maschili. Saper strutturare un intervento in questa direzione è importante.

Infertilità femminile

Perciò che riguarda l’infertilità femminile, stiamo parlando di una tematica essenziale da prendere in considerazione. In passato, è importante considerare che la maggior parte del peso e della responsabilità venivano attribuite alla donna. Questo ha portato la parte femminile della coppia a considerarsi fin da subito più colpevole. È molto più probabile trovarsi a che vedere con una donna che non riesce a sentirsi per davvero realizzata senza aver vissuto l’esperienza di una gravidanza. Non si tratta soltanto di un obiettivo di coppia, ma anche del singolo. La probabilità di cadere il depressione è maggiore, per questo è importante creare un intervento ad hoc.

infertilità femminile

Importante è sapere che l’infertilità femminile viene accertata quando una donna non riesce ad ottenere una gravidanza dopo 1-2 anni di rapporti intenzionalmente fertili.  Teoricamente per lei è possibile però concepire ed avere un bambino. Secondo le ultime stime, il 15% circa delle donne vive una condizione di questo tipo. Naturalmente, l’avanzare dell’età è fortemente connessa alla perdita di capacità riproduttiva della donna. Basti pensare che a 30 anni la possibilità di concepire per ciclo fertile è intorno al 30-40%, a 40 anni è ridotta al 10%.

Cause di infertilità

Le cause di infertilità sono davvero molte, importante è anche differenziarle tra cause di infertilità maschile e femminile. Vediamo ora un elenco delle principali e più significative. Naturalmente, una consulenza medica è sempre essenziale per accertare e chiarire quali potrebbero essere le problematiche.

Cause femminili

Quali sono le cause femminili di infertilità?

infertilità

Cause maschili

Un discorso differente riguarda invece le cause maschili di infertilità:

Tecniche di procreazione assistita

Introduciamo ora un argomento particolarmente vasto, dedicato alle tecniche di procreazione assistita definite anche PMA. Con questo termine si intendono tutti quei procedimenti che comportano il trattamento di ovociti umani, di spermatozoi o embrioni per il progetto di realizzare una gravidanza. Come abbiamo già detto all’inizio dell’articolo, una buona parte delle coppie in una condizione di infertilità viene indirizzata verso queste tecniche ma non in tutti casi funzionano. Prima di vedere i diversi step, di solito si parte da un’induzione all’ovulazione, cioè una stimolazione farmacologica per produrre ovociti nella donna. Se questo passaggio si rivela inutile, si può passare alla inseminazione intrauterina, associata all’induzione all’ovulazione, in cui un ovulo viene fecondato con sperma inserito tramite una canula.

Livelli di PMA

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Conseguenze

Quali sono le conseguenze dell’infertilità? Come abbiamo detto, oltre che colpire i singoli individui, l’infertilità colpisce anche l’equilibrio nella coppia. Si registra una vera e propria generalized life crisis, cioè una crisi che riguarda ogni aspetto della propria vita. Gli effetti negativi si registrano sul rapporto, sull’autostima, sulla motivazione, sulla prospettiva sociale e sul senso di benessere. Il bambino viene spesso visto come coronazione di un sogno, la conseguenza principale è la colpevolizzazione da parte della donna e la perdita di potere nell’uomo. Si crea una vera e propria ferita narcisistica, la presunzione di partenza è sempre quella di fertilità propria e del proprio partner.

L’obiettivo è quello di spingere la coppia a intraprendere un percorso in cui entrambi sono agenti attivi, se dopo la diagnosi di infertilità uno dei due partner non è convinto di proseguire con accertamenti e valutazioni poco serve. È necessario voler lavorare sul proprio rapporto, cercando anche di affrontare il “lutto” del bambino ideale che vive dentro di lui e dentro la capacità desiderata di procreare. Dobbiamo anche prendere in considerazione che la società, spesso e volentieri, non fornisce un grande supporto per queste coppie. La maggior parte dei loro amici vive diverse gravidanze, cambia le proprie abitudini e non sempre si mostra sensibile alla tematica. Lo stesso vale per la famiglia e i parenti, che spesso pongono domande insistenti senza pensarci troppo.

Serve molta pazienza, la coppia deve affrontare diversi tentativi prima di riuscire il proprio obiettivo. Anche da parte della rete sociale e familiare intorno a loro si deve creare il giusto sostegno, indipendentemente dalla decisione presa e senza ansia.

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