Afasia: Significato, Fluente e Non Fluente, Cause, Test e Riabilitazione

Afasia, condizione cognitiva che coinvolge il linguaggio e che compromette la capacità di comunicazione dell’individuo. La sindrome afasica, in tutte le forme cliniche in cui viene a declinarsi, generalmente insorge dopo un ictus o un trauma cranico. Ma non in maniera esclusiva!

Può essere conseguente ad un tumore cerebrale o combinarsi ad una patologia neurodegenerativa come la demenza.

Vedi anche: Alzheimer: Cos’è, Sintomi, Cause e Stimolazione Cognitiva

Affrontiamo l’argomento in linea generale, nell’ottica di avere una visione completa dal punto di vista clinico e riabilitativo.

Afasia, Significato

L’afasia consiste in un deficit profondo delle capacità di comprendere, elaborare e produrre messaggi linguistici. Probabilmente è uno tra i disturbi cognitivi più evidenti e invalidanti.

Vedi anche: Psicologia e Dominio Cognitivo: Significato, Sviluppo e Funzionamento Lifetime

I pazienti con afasia mostrano una serie di difficoltà: nell’esprimersi oralmente, nel comprendere i messaggi verbali uditi e nell’elaborare il linguaggio scritto. In generale, quindi, un paziente afasico non solo è incapace di esprimersi oralmente e di comprendere le espressioni verbali che ascolta, ma non potrà nemmeno utilizzare il linguaggio scritto efficacemente!

Curiosità

Nell’autismo le difficoltà di espressione linguistica non sono correlate alla presenza di afasia, ma a deficit sensoriali e/o cognitivi.

deficit del linguaggio e della comunicazioneÈ indispensabile porre in evidenza che sotto l’etichetta del disturbo “afasia” rientrano quadri clinici molto diversi l’uno dall’altro. Le distinzioni interessano non soltanto i gradi di gravità dei deficit linguistici coinvolti, ma anche importanti e forti aspetti qualitativi e soggettivi di ciascun paziente afasico.

Curiosità

Le problematiche linguistiche nelle sindromi afasiche non possono essere attribuiti, in nessun caso, a deficit sensoriali, uditivi o visivi. Così come non sono contemplati in questa categoria neppure deficit di linguaggio legati a paralisi o alla cattiva coordinazione dei muscoli della bocca (o del volto).

Dal punto di vista clinico, uno dei massimi criteri di classificazione della tipologia di afasia è costituito dalle caratteristiche dell’eloquio spontaneo. Un secondo criterio di classificazione è rappresentato dalla presenza di un deficit nel compito di ripetizione, durante la produzione verbale.

Ciò consente di distinguere due grandi gruppi di sindromi afasiche: afasia fluente e afasia non fluente. Approfondiamo più nel dettaglio entrambe le categorie e le loro manifestazioni sintomatologiche.

Afasia Fluente

I pazienti che presentano afasia fluente si esprimono con sequenze abbastanza lunghe di parole. Esse non sempre sono in relazione tra loro e non rispettano le normali strutture sintattiche del linguaggio.

Possono produrre poche parole appropriate e con tanti intermezzi, oppure espressioni di uso comune ma prive di nesso logico. Nei casi più gravi l’eloquio risulta incomprensibile e “vuoto” (empty speech) e somiglia ad un’ insalata di parole.

Curiosità

L’eloquio è relativamente produttivo: più di 20 parole al minuto, con frasi di almeno 4/5 parole.

Per facilitare e mettere a fuoco in modo più esemplificativo quanto detto, facciamo qualche semplice esempio pratico.

Supponiamo di chiedere ad un paziente con afasia fluente la procedura per preparare un buon piatto di pasta al sugo, all’italiana!

descrivere la preparazione di un piatto di pasta: quanto è difficile per un paziente afasico

Il paziente potrebbe darci una risposta di questo tipo: “il panno, il pane e poi un segano e si da quelli quagliolio, stare assunta”.

Risulta quindi immediato capire l’impatto forte che la patologia può avere in termini di qualità di vita per la persona colpita, per il suo nucleo familiare e per chi gli è accanto.

A questo punto possiamo porci alcune domande. Quanti e quali tipi di afasia fluente esistono? Quali espressioni comportano nella dimensione linguistica di una persona? Scopriamolo insieme!

Afasia di Wernicke

L’afasia di Wernicke eredita il suo nome dall’area del cervello che è stata danneggiata dalla lesione (area di Wernicke). La manifestazione dei sintomi legati a questo tipo di afasia verte principalmente su disturbi della produzione e della comprensione del linguaggio. Di fatto, il paziente sviluppa un codice linguistico ricco di errori fonemici, lessicali e sintattici. Spesso logorroico, produce un “gergo verbale” incomprensibile.

Colpisce il fatto che il paziente parli a lungo senza rendersi conto dei propri errori fonemici e verbali, per nulla consapevole delle proprie difficoltà linguistiche. In campo medico e psicologico si definisce anosognosico.

Afasia di Conduzione

L’afasia di conduzione è molto rara da riscontrare. Il paziente afasico si sforza nel ripetere le parole anche per imitazione, tuttavia presenta una grave difficoltà. La comprensione e la denominazione sembrerebbero meno compromesse. Questa sindrome afasica è storicamente interessante. Già in passato si prevedeva, dal punto di vista anatomico-funzionale, un’interruzione delle fibre (fascicolo arcuato) che uniscono il lobo temporale a quello frontale. La causa risiede sempre in un danno cerebrale.

Curiosità

Il lobo frontale è la regione cerebrale che svolge funzioni cognitive complesse, come quelle legate al pensiero e alla pianificazione delle azioni. Per approfondire questi argomenti, vedi anche:

Afasia Transcorticale Sensoriale

Nell’afasia transcorticale sensoriale la comprensione, la denominazione e le competenze del linguaggio scritto sono gravemente compromesse e deficitarie. Questo aspetto di contrappone, invece, ad una capacità di ripetizione relativamente conservata. In molte circostanze, in paziente tende a ripetere le parole o le frasi che gli vengono rivolte e ciò avviene in modalità automatica (ecolalia).

Curiosità

L’ecolalia, insieme a tic facciali e motori, è una delle caratteristiche sintmatologiche della Sindrome di Tourette.

Afasia Anomica

L’afasia anomica presenta una specifica difficoltà nella ricerca delle parole, eccetto per la capacità di ripetizione. Durante l’eloquio spontaneo, che risulta ad ogni modo ben strutturato, il paziente afasico potrebbe fermarsi, come d uno “stop”. Questo avverrebbe per dargli il tempo di cercare con calma la parola adatta e che vorrebbe pronunciare. Come fa, dunque, ad arginare il problema? Utilizza dei giri di parole che possono rivelarsi più o meno efficaci! Nei pazienti con afasia anomica, la comprensione verbale e le competenze per il linguaggio scritto sono lievemente meno compromesse rispetto alla capacità di rintracciare le parole.

Curiosità

In generale, i pazienti con afasia fluente non sono consapevoli delle proprie difficoltà ed errori. Parlano in maniera fluida, con le pause e le variazioni dell’intonazione tipiche del linguaggio normale (prosodia e intonazione conservata).

Afasia Non Fluente

Le persone affette da afasia di tipo non fluente tendono a produrre un linguaggio fatto di parole isolate, frasi o sillabe molto semplificate. Spesso accompagnate da incertezza ed errori nel realizzare l’articolazione dei suoni. Questo porta inevitabilmente ad uno stile espressivo molto schematico, con poche forme verbali declinate, omissioni di articoli, ecc…

Ricordate l’esempio culinario del piatto di pasta al sugo? Ecco, un afasico non fluente potrebbe risponderci in un modo del tipo: “me…me… incomincio a fare…. da solo…pomodorino…cuocere…piano”.

Di seguito ecco brevemente descritti i tipi di afasia non fluente che sono stati notoriamente classificati.

Afasia Globale

L’afasia globale mostra un quadro clinico caratterizzato da gravi deficit in tutte le abilità linguistiche. L’eloquio spontaneo non è fluente, spesso ridotto a pochi frammenti sillabici o ad espressioni stereotipate di nessun valore informativo. La denominazione di oggetti è gravemente deficitaria, spesso impossibile. In modo analogo, la ripetizione di stimoli verbali (parole e non parole) è molto ridotta o quasi del tutto assente. La comprensione verbale è molto scarsa. Anche il linguaggio scritto è fortemente compromesso.

Curiosità

Alcuni pazienti sembrano percepire queste gravi difficoltà e limiti, al punto tale da manifestare stress che si accompagna a forti reazioni emotive di rabbia, disperazione o addirittura sviluppare depressione.

Vedi anche: Coping: Significato, Strategie, Classificazioni, Come reagire allo stress

Afasia di Broca

L’afasia di Broca comporta la compromissione di abilità quali: scrittura, lettura ed eloquio spontaneo. Il linguaggio è telegrafico e la persona mostra gravi problemi nella fasi di anagrammare le parole. Esprime poche frasi ma spesso prive di senso compiuto e nessi logici. Anche dal punto di vista grammaticale mancano articoli, preposizioni ed avverbi.

In questo tipo di afasia, tuttavia, la comprensione delle parole e dei concetti rimane inalterata.

Afasia Transcorticale Mista

Nell’afasia transcorticale mista si riscontra un gravissimo deficit nella comprensione, eloquio spontaneo e linguaggio scritto. Diversamente dall’afasia globale, in questi pazienti sono presenti alcuni residui di linguaggio verbale che consistono nel relativo risparmio della ripetizione e in alcune forme di linguaggio automatico (es. recitare una preghiera, una poesia, cantare, ecc…).

Curiosità

L’afasia transcorticale mista sembrerebbe legata a lesioni dell’emisfero sinistro molto estese. Tuttavia, sarebbero risparmiate alcune aree temporali e frontali e le loro connessioni. Si parla, infatti, di “sindrome da isolamento delle aree del linguaggio”, pur non essendo un’interpretazione eziologica condivisa da tutta la comunità neuroscientifca.

Afasia Transcorticale Motoria

L’afasia transcorticale motoria è costituita da manifestazioni che mettono in luce una netta discrepanza tra l’eloquio spontaneo non fluente e molto povero, diprosodico e invece una ripetizione ben conservata e con tendenza all’ecolalia. La capacità di comprensione è relativamente risparmiata, al contrario vi sono deficit del linguaggio scritto.

Afasia, Cause

Le prime osservazioni cliniche sulle afasia risalgono a più di un secolo fa. All’epoca fu dimostrato che le diverse competenze linguistiche possono essere danneggiate da lesioni cerebrali dell’emisfero di sinistra, definito “dominante” per il linguaggio, e soprattutto di alcune aree frontali, parietali e temporali.

Linguaggio e Cervello

Per tutti i “non addetti ai lavori” potrebbe sorgere a questo punto una domanda spontanea. Come fare ad identificare l’afasia in una persona?

Curiosità

Senza dubbio il metodo ricorrente e che la scienza ci ha lasciato in eredità è l’osservazione clinica. Essa si fonda sull’analisi delle diverse prestazioni linguistiche nelle modalità orale e scritta, entrambe sempre coinvolte nel disturbo.

Tuttavia, esistono altri parametri fondamentali che rientrano nel campo del professionista clinico. Ad esempio i test e le ampie batterie esistenti per la valutazione del linguaggio, che avremo modo di scoprire insieme tra qualche paragrafo.

Curiosità

Per le valutazioni in casi di DSA si utilizzano batterie di test che indagano, tra le altre cose, le competenze linguistiche. Vedi anche:

Modello Neuroanatomico del Linguaggio

La spiegazione teorica dell’afasia, più “classica” e di rilievo scientifico, si fonda sul Modello Neuroanatomico del Linguaggio di Lichtheim (1885).

Il presupposto fondamentale di questo modello è che il linguaggio si realizza grazie all’interazione di più aree cerebrali. Ognuna di esse è responsabile di una specifica elaborazione linguistica.

 abilità linguistiche e cervello: connessione

Alcune regioni del lobo temporale di sinistra sono coinvolte nella comprensione del linguaggio che viene udito, mentre alcune aree del lobo frontale di sinistra sono responsabili della produzione verbale.

Entrambi i centri sono connessi con un centro nervoso “superiore”, responsabile dell’ideazione e dell’elaborazione concettuale del linguaggio. Infine, comunicano tra loro attraverso una via diretta: un fascio di fibre nervose chiamato fascicolo arcuato.

Secondo questo modello, ogni sindrome di afasia deriva da una lesione selettiva subita ad una delle componenti sopra descritte. Dunque, l’intuizione fondamentale di Lichtheim fu che il linguaggio si fonda su una serie di abilità diverse. Tali abilità possono essere specificatamente danneggiate.

È importante ribadire che la ricerca neuroscientifica sia costantemente in modalità “progress”! Di fatto, rispetto al linguaggio e all’afasia, la prospettiva moderna della neurolinguistica si esprime in modo acuto.

Curiosità

I vari quadri sintomatologici di afasia non mostrano sintomi del tutto omogenei nei pazienti che ne sono affetti. Eppure le aree coinvolte sono le stesse!

Afasia e Diagnosi Differenziale

Dal punto di vista clinico, è di vitale importanza distinguere l’afasia da altre condizioni in cui non si osserva un deficit profondo delle abilità linguistiche.

Tra i quadri clinici di diagnosi differenziale, troviamo ad esempio la sordità verbale pura. Si tratta di una condizione che comporta un grave deficit della comprensione linguistica nella modalità uditiva. Si aggiunge, poi, la compromissione della capacità di ripetizione. Il tutto senza la presenza di paralleli disturbi della comprensione verbale e dell’elaborazione del linguaggio scritto. Pertanto, la problematica basilare in questo tipo di patologia è un deficit dei pazienti di analisi dei suoni linguistici in modalità uditiva.

afasia e diagnosi difefrenziale

Un’altra condizione clinica che si pone in diagnosi differenziale rispetto all’afasia, è l’anartria ( o afemia). Caratterizzata da un grave disturbo della produzione orale, risparmia le abilità di comprensione e di elaborazione scritta del linguaggio. Concludendo, il deficit in questo caso è  specificatamente ristretto alla programmazione articolatoria.

Afasia, Test

Esistono molte batterie di prove per descrivere e quantificare i deficit del linguaggio legati all’afasia, in modo sistematico. Nel presente articolo ci limiteremo a presentare, in una panoramica sintetica, solo alcune delle batterie di test e valutazione dell’afasia utilizzate e validate in Italia, in ambito Neuropsicologico.

Test dei Gettoni

Il Test dei Gettoni (Token Test) è impiegato per la valutazione approfondita delle abilità di comprensione verbale. Prevede l’uso di 20 gettoni di ben cinque colori differenti, varie forme e dimensioni. Al soggetto è richiesto di eseguire dei brevi comandi, come ad esempio “tocchi un cerchio” oppure “tocchi il cerchio bianco piccolo e il quadrato verde grande”. La complessità dell’ordine presentato è crescente.

test dei gettoni (token test)

Questo test fornisce una stima molto accurata dei deficit, anche lievi, di comprensione indipendentemente dal tipo di afasia.

Aachen Aphasie Test (AAT)

L’AAT è una batteria sviluppata in tempi più recenti. Essa include la raccolta di un ampio campione di linguaggio spontaneo, valutato in maniera semiquantitativa. Si aggiunge anche la prova di denominazione di stimoli diversi, la ripetizione di stimoli di complessità crescente, la comprensione uditiva e visiva di singole parole su indicazione dell’esaminatore e di ordini complessi. C’è poi la valutazione del linguaggio scritto, attraverso prove di lettura ad alta voce e dettato.

Esame Neuropsicologico dell’Afasia (ENPA)

L’ENPA è una batteria con discrete caratteristiche psicometriche, che consente di indagare le diverse competenze linguistiche tramite differenti prove. Tra queste vi sono:

  • ripetizione, lettura e scrittura di parole, non parole e frasi;
  • denominazione orale e scritta di nomi e verbi;
  • comprensione visiva e uditiva di parole e frasi;
  • generazione di liste di parole;
  • compiti numerici e di calcolo.

Afasia, Riabilitazione

Cosa fare in caso di afasia conseguente a lesioni cerebrali? Quali trattamenti logopedici e neuropsicologici sono prescritti in maniera preferenziale? È possibile recuperare il funzionamento del linguaggio?

Cerchiamo di dare una risposta a questi interrogativi e fornire qualche chiarimento sul tema del “recupero”.

trattamento riabilitativo per l'afasia

È necessario innanzitutto ribadire un presupposto fondamentale: la gravità iniziale dell’afasia e la dimensione della lesione cerebrale sono determinanti. Così come la localizzazione, la tipologia e l’estensione della lesione possono influenzare il decorso della patologia e condizionarne l’iter riabilitativo.

Curiosità

La compresenza di eventuali deficit cognitivi di altro tipo può limitare il potenziale di recupero.

Linguaggio e Recupero Funzionale

La regressione dell’afasia è legata alla graduale riorganizzazione del sistema linguistico danneggiato. Un recupero delle funzioni linguistiche è possibile! In che modo? Perché?

Avviene grazie al ristabilimento del tessuto cerebrale contiguo alla lesione, temporaneamente danneggiato. Tuttavia, dobbiamo sottolineare che nella maggior parte dei casi persiste un’ipofunzionalità delle regioni coinvolte nella lesione. Per molti pazienti, infatti, le conseguenze saranno dei disturbi rilevanti della funzione linguistica. E’ ormai fuori discussione che l’emisfero destro possieda determinate capacità di elaborare le informazioni linguistiche: se e come queste capacità siano in grado di influenzare le competenze linguistiche in caso di afasia resta un soggetto controverso.

afasia e recupero funzionale

Vi sono molte ricerche sull’attivazione cerebrale, coadiuvate da studi comportamentali che sembrano dimostrare qualcosa di importante. Nei soggetti afasici, aree di entrambi gli emisferi partecipano all’elaborazione linguistica. Chiaramente, la partecipazione relativa di ogni emisfero varia in relazione al tipo di compito linguistico richiesto.

Curiosità

Le strutture cerebrali dell’emisfero sinistro leso possono concorrere al miglioramento delle competenze linguistiche, anche in caso di lesioni estese che causano una grave afasia.

Trattamento Ospedaliero

Durante la degenza ospedaliera, il paziente con afasia viene sottoposto ad un trattamento specifico per la fase acuta. Questo tipo di intervento varia da 1 a 4 settimane circa dall’evento (es. ictus) che ha causato la compromissione linguistica.

L’obiettivo iniziale è quello di reprimere l’insorgere di automatismi stereotipati e di meccanismi di compensazione inadatti. Si cerca poi di diminuire la sofferenza psichica del paziente e favorire il processo di adattamento alla nuova condizione. Quest’ultimo aspetto è fondamentale per migliorare, anche, le capacità di resilienza. Un altro punto da non sottovalutare è fornire consigli e pratiche quotidiane a familiari e/o congiunti per la gestione degli aspetti di comunicazione con il paziente afasico.

Curiosità

Quando le condizioni fisiche, emotive e cognitive del paziente lo permettono, la terapia intensiva del linguaggio è da iniziare il più presto possibile.

Trattamento Ambulatoriale

Per il trattamento ambulatoriale, da svolgersi nella fase post-acuta, la frequenza è in tendenzialmente di 3 sedute settimanali circa. Lo scopo è garantire il mantenimento e la generalizzazione delle competenze acquisite durante la fase di trattamento intensivo. È importante che il paziente dimostri una buona motivazione e partecipazione attiva, oltre che la capacità di apprendimento. Con questi “ingredienti” è possibile conseguire risultati significativi!

Fine Trattamento e Follow Up

Una volta terminato l’iter di trattamento riabilitativo per il linguaggio, si passa al “bilancio” finale.

Qualora non si evidenziassero più progressi (valutazione qualitativa e/o quantitativa) significherebbe che il paziente ha “saturato” il suo margine di recupero. Non si può procedere in direzione di un ulteriore miglioramento delle capacità linguistico-comunicative.

Curiosità

Per garantire una presa in carico del paziente afasico che possa concludersi in modo efficace e costruttivo, gli obiettivi terapeutici devono necessariamente essere stati definiti in modo chiaro fin dall’inizio.