Narcisismo, un termine che ormai con naturalezza rientra nel dominio del linguaggio pubblico e quotidiano. Spesso ci capita di utilizzare frasi tipo “Ti stai comportando come un narcisista!”, “Ma quanto se la crede quel tipo, è proprio un narciso!”. Essere un po’ innamorati di se stessi non è di certo un reato. Quando però la situazione sfugge di mano e degenera in maniera inappropriata e minatoria per la propria storia di vita, allora potrebbero suonare i primi campanelli d’allarme.

Uno spunto di riflessione, partendo proprio da queste espressioni “flash” potrebbe essere quello di condividere il reale significato del termine narcisismo. In un secondo momento contestualizzarlo dal punto di vista clinico, affrontando l’ argomento del Disturbo Narcisistico di Personalità.

narcisismo femminile

Narcisismo, tra Mito e Realtà

Partiamo dalla mitologia greca, che ci offre una narrazione utile per la comprensione degli aspetti più significativi del narcisismo.

Secondo la versione di Ovidio, nella sua opera Metamorfosi, Narciso era un giovane bellissimo, di cui si innamorò la ninfa Eco. Ella era stata privata della parola da Giunone e l’unica cosa concessa le fu ripetere le ultime sillabe delle parole altrui. Così non potendo esprimere il suo amore, Eco venne respinta da Narciso e ne morì logorata dalle pene d’amore e dalla sofferenza per il rifiuto ricevuto. Narciso, disinteressato, insensibile e noncurante degli altri, seminò molte delusioni. Così Nemesi, dea della vendetta, davanti a tanta sofferenza decise di infliggere una punizione al giovane: il suo destino sarebbe stato quello di innamorarsi di se stesso.

Un giorno Narciso, avvicinandosi ad una fonte pura e limpida per dissetarsi, colse la sua immagine riflessa nell’acqua e se ne innamorò appassionatamente. Inconsapevole che fosse il suo stesso riflesso, cercò per giorni e giorni di afferrare inutilmente quella sagoma per abbracciarla e baciarla. nella fonte. E’ così che Narciso, illuso e corroso da un amore fugace e ingannevole, morì di stenti e si trasformò in un fiore omonimo: il narciso.

Curiosità

Il narciso è una tipologia di fiore dal profumo intenso. Il suo nome deriva dal greco “narkào” (“che stordisce”) proprio perché in passato veniva considerato un fiore dalle proprietà narcotiche, capace di indurre il sonno. Il narciso può essere bianco, giallo o di colorazione combinata.

narciso

Curiosità

Un altro mito è quello che accompagna l’origine dei disturbi di Satiriasi e Ninfomania. Per saperne di più vedi anche: Ipersessualità.

Narcisismo, Sano o Patologico?

L’autrice Wendy T. Behary, psicoterapeuta americana di stampo cognitivista, sottolinea che il narcisismo non vada etichettato in maniera esclusivamente “disturbata”. Le caratteristiche patologiche del narcisismo sono connesse e in comune anche con altri disturbi di personalità, come il Disturbo Antisociale di Personalità.

Narcisismo Sano

Si può considerare il narcisismo come un tratto, distribuito lungo un continuum, che va dal narcisismo sano fino al disturbo narcisistico di personalità, patologico. Pertanto, possiamo parlare di narcisismo sano a determinate condizioni: indica uno stile di autoapprezzamento e autovalorizzazione (al netto di un adattamento funzionale al contesto sociale in cui viviamo). Si tratta di una buona dose di amor proprio e sentimento legittimo verso se stessi. Non è forse indispensabile per un essere umano?

La grande sfida per i professionisti della salute mentale è certamente quella di individuare quando l’amor proprio e la capacità di riconoscere e apprezzare le proprie qualità scavalca i confini della normalità e diventa narcisismo patologico.

A tal proposito, anche lo psichiatra e psicoanalista statunitense Glen O. Gabbard ci conferma che “è spesso problematico determinare quali tratti indichino un disturbo di personalità narcisistico e quali tratti siano dei semplici adattamenti culturali”. Dobbiamo considerare che determinati comportamenti  potrebbero risultare sani per alcuni individui e patologici per altri.

Prendiamo come esempio una giovane ragazza adolescente che trascorre del tempo davanti ad uno specchio. Vuole capire quale vestito indossare per il suo primo appuntamento e si cimenta nell’acconciatura dei capelli con phon e piastra. Diremmo che si tratta di narcisismo preoccupante? O semplicemente potremmo spiegarci quei comportamenti alla luce della sua traiettoria evolutiva e quindi tipici di un adolescente che ci tiene a fare colpo sul ragazzo che le piace? Bisogna sempre guardare chi abbiamo davanti.

Inoltre, non dimentichiamoci che viviamo al tempo in cui si è consolidata una cultura che premia l’immagine e l’apparire. I media propongono valori quali bellezza, denaro, successo e potere. Gli aspetti narcisistici possono essere piuttosto comuni negli adolescenti e, tuttavia, non indicare necessariamente che in età adulta l’individuo andrà incontro ad un Disturbo Narcisistico di Personalità.

Narcisismo Patologico

E dunque, giunti a questo punto della nostra riflessione, è lecito chiedersi: quando il narcisismo diventa patologico? Ciò accade quando la personalità di un individuo si manifesta attraverso un eccessivo bisogno di ricevere attenzione, affermazione di sé spropositata, necessità di apprezzamento e gratificazione esterna.

Tale atteggiamento psicologico può interferire problematicamente con la qualità della vita (pensiamo alle relazioni interpersonali, agli impegni quotidiani e lavorativi, ecc…). Dunque rischia di assumere una dimensione patologica che culmina nel Disturbo Narcisistico di Personalità.

ego narcisistico

Disturbo Narcisistico di Personalità, Caratteristiche

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, nella sua quinta edizione (DSM-5), fornisce i criteri necessari per la diagnosi del Disturbo Narcisistico di Personalità e degli altri Disturbi di Personalità.

Disturbi di Personalità

Se vuoi approfondire l’argomento:

In linea generale, questo disturbo è contrassegnato da un senso pervasivo che ruota attorno a tre nuclei principali di caratteristiche personologiche:

Si possono poi aggiungere aspetti più specifici come ad esempio il sentirsi “speciale” e unico/a al punto tale da pensare di poter essere compreso solo da persone di classe sociale elevata. Così facendo l’ autostima viene rinvigorita (rispecchiata) dal valore idealizzato che attribuisce a coloro che frequenta.

Questo quadro di sintomi tendenzialmente inizia entro la prima età adulta e investe svariati contesti di vita.

Curiosità

Circa il 50-75% degli individui a cui è stato diagnosticato un Disturbo Narcisistico di Personalità è di sesso maschile.
Le stime della prevalenza di tale disturbo variano dal 2% al 16% nella popolazione clinica e risultano meno dell’1% nella popolazione generale.

narcisismo

Segnali da non sottovalutare

In presenza di un Disturbo Narcisistico di Personalità, la persona può non esserne consapevole. Quindi, con molta probabilità potrebbe rivolgersi ad uno psicologo per un malessere scaturito da sintomi depressivi. Spesso, infatti, a causa di critiche, rifiuti percepiti o invalidazioni ricevute il soggetto si sente emotivamente sopraffatto.

Per tale motivo, è fondamentale rivolgersi a professionisti psicologi e psicoterapeuti in grado di riconosce i tratti del Disturbo Narcisistico di Personalità e di aiutare la persona a capire quali sono i motivi dei propri atteggiamenti e a intraprendere un percorso di terapia.
Se ci si approccia in modo adeguato al narcisismo è possibile intervenire sull’origine dei problemi e contribuire a migliorare la qualità della vita di chi ne è affetto.

Disturbo Narcisistico di Personalità, Cause

Molti autori si sono interrogati su quali siano le cause alla base del Disturbo Narcisistico di Personalità e tutte quelle variabili che possono condurre al suo pieno sviluppo in età adulta.

Il focus principale di ricerca è stato puntato in un primo momento sul temperamento, come componente innata della personalità. Alcuni studi ci riportano l’esistenza di una trasmissione ereditaria del 45% degli aspetti tipicamente narcisistici come la bramosia di attenzioni, il bisogno di essere adulati e la grandiosità. Tuttavia, percorrendo i vari approcci teorici, si è avvalorata la funzione che assumono gli stili genitoriali e le esperienze precoci durante l’infanzia, determinanti nel consolidare una personalità patologica come quella narcisistica (vedi anche: attaccamento).

Cognitivismo

In un’ottica cognitivista e comportamentale, il nucleo del disturbo narcisistico di personalità è identificato nelle modalità secondo cui le informazioni del mondo esterno vengono processate. Il narcisista non tollera alcun tipo di dissonanza cognitiva.

Tale processamento risulterebbe alterato a causa di pensieri e credenze disfunzionali che accompagnano il narcisista verso determinate manifestazioni comportamentali e vissuti emotivi.

Beck parla di “schemi”, che potremmo considerare come una lente di ingrandimento attraverso cui leggiamo gli eventi ci accadono e ci costruiamo idee su di noi, sugli altri e sul mondo. Gli schemi si sviluppano durante l’infanzia come il prodotto dell’interazione tra i fattori biologici predisponenti e le relazioni con le figure significative. Quando i bisogni primari del bambino vengono frustrati, si sviluppano degli specifici “schemi maladattivi precoci“. La persona ha strutturato questi schemi per garantirsi la sopravvivenza in un ambiente familiare ostile.

Secondo Young, il contesto familiare sarebbe contrassegnato da profondo isolamento e senso di solitudine. Il tutto all’interno di una dimensione “anarchica” manchevole di regole e al contrario largamente permissiva. Vi potrebbero essere anche delle dinamiche di approvazione condizionata, in cui il bambino si  sente speciale e ricoperto d’amore solo quando vengono soddisfatti gli standard e le aspettative dei genitori.

Curiosità

Il 50-75% dei soggetti con diagnosi di Disturbo Narcisistico di Personalità sono maschi.

narcisismo maschile

Disturbo Narcisistico di Personalità, Conseguenze

Il Disturbo Narcisistico di Personalità può compromettere la dimensione di vita affettiva, sociale e lavorativa delle persone che ne soffrono. Nei rapporti interpersonali il narcisista si muove con un andamento di “darsi” e “sottrarsi” all’ altro, dapprima seducendolo e in un secondo momento abbandonandolo. Chi frequenta un narcisista spesso subisce il fatto che scompaia improvvisamente. Poi riappare all’interno di una relazione in modo altrettanto rapido e dopo un po’ di tempo, come se niente fosse accaduto. Questi comportamenti possono chiaramente gettare il partner in una profonda confusione emotiva.

Il Narcisista e l’Amore

Lo scrittore e psicoterapeuta Nicola Ghezzani, nelle pagine del libro “La paura di amare, ha espresso il concetto di “anoressia sentimentale” nel narcisismo. Il narcisista perde la voglia di entrare in relazione con l’ altro e non si nutre più di affetti e sentimenti. E’ come se si auto imponesse una dieta rigida e restrittiva, ma nell’ambito delle relazioni intime. Perché? Per paura di soffrire.

E dunque, secondo l’autore la vita del narcisista può direzionarsi in strade differenti che vanno dall’isolamento alle relazioni discontinue. La prerogativa è sempre quella di lasciarsi una via di fuga (dai sentimenti) pronta. Il narcisista potrebbe anche mostrare di avere molti contatti con gli altri, e quindi all’apparenza essere una persona socievole.

Nel profondo, però, non coltiva nessuna relazione intima per cui valga la pena esporre se stesso e il proprio cuore. Ribadiamo, infatti, l’aspetto di vulnerabilità dell’autostima del narcisista, che è molto sensibile alle ferite dovute alle critiche o alla frustrazione.

Curiosità

Consigli di lettura: Ghezzani N., La paura di amareFranco Angeli, 2012.

narcisismo

Disturbo Narcisistico di Personalità: Terapia Cognitivo-Comportamentale

Esistono diversi approcci di Psicoterapia da utilizzare nel trattamento del Disturbo Narcisistico di Personalità, frutto dell’esperienza clinica e di considerazioni teoriche.

In questo articolo ci soffermeremo sulla Terapia Cognitivo-Comportamentale, finalizzata al raggiungimento del benessere psicologico della persona, che abbraccia anche la sfera relazionale e lavorativa. In seguito ad alcuni incontri iniziali di valutazione, il terapeuta inquadra il funzionamento mentale (patologico) della persona, secondo la triade:

  1. pensieri
  2. emozioni
  3. comportamenti disadattivi.

Un primo obiettivo sarà quindi quello di sostituire i pensieri automatici disfunzionali con altri più adattivi e realistici utilizzando la tecnica della ristrutturazione cognitiva, aiutando ad esempio a ridimensionare le aspettative eccessive che il narcisista ha su di sé.

Successivamente, è necessario associare al trattamento degli aspetti cognitivi anche l’uso di tecniche comportamentali specifiche. Tali tecniche sono utili per promuovere le abilità sociali (es. gestione della rabbia, regolazione dell’intimità con l’altro, comunicazione assertiva dei propri bisogni senza la necessità di utilizzare la manipolazione, ecc…).

Tuttavia, indipendentemente dall’approccio psicoterapeutico utilizzato, il Disturbo Narcisistico di Personalità rimane una patologia difficile e complessa da trattare. Ancor di più quando si giunge in terapia dopo molto tempo dai primi segnali di malessere. Per questo motivo, è indispensabile rivolgersi ad un professionista psicoterapeuta esperto che possa inquadrare correttamente il disturbo e impostare un trattamento adeguato.

La Farmacoterapia

Il trattamento farmacologico dipende dalla sintomatologia presentata dal paziente. Il medico psichiatra, dovrebbe coordinandosi con l’ intervento psicoterapico in corso, prescrivendo eventualmente farmaci capaci di agire su problematiche parallele, ad esempio l’ansia o la depressione. In molti casi, infatti, questi sintomi si associano al Disturbo Narcisistico di Personalità. E’ importante sottolineare che il trattamento farmacologico non cura i tratti di personalità del il disturbo. Per quelli l’unico trattamento opportuno resta la psicoterapia.

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