Token Economy, Cos’è? Esempi di Programma e Applicazione nell’Autismo

Token economy, economia a gettoni, alla base del metodo ABA.. La token economy è un metodo per la modificazione del comportamento che non può mancare nel repertorio dei cognitivo-comportamentali. Molto utile in situazioni di autismo, ADHD o di disabilità intellettiva, è efficace con la maggior parte dei problemi comportamentali nei bambini, sia che si tratti di sviluppo atipico che normotipico. Può essere utilizzato anche per incentivare la motivazione allo studio (vedi anche: metodo OCME).

Come funziona? Come applicarla al meglio? Vediamolo insieme su Psicocultura!

token economy

Token Economy, Cos’è?

La token economy è un programma di modificazione comportamentale che permette di aumentare la frequenza di un determinato comportamento. Nello specifico, stiamo parlando di come sostituire un comportamento disfunzionale con uno più adeguato. Nell’esempio che vedremo in seguito, l’obiettivo sarà quello di insegnare ad un bambino a restare seduto per tutta la durata di un’attività: il pasto.

La token economy si basa sull’erogazione di token, oggetti simbolici che rinforzano positivamente il comportamento desiderabile. I rinforzi positivi, infatti, sono notoriamente più efficaci di quelli negativi e delle più tradizionali punizioni. Questo aspetto, essenziale in tutte le modalità di condizionamento operante, lo approfondiremo in seguito. Per ulteriori informazioni sulla modalità di apprendimento per rinforzo, suggeriamo di dare un’occhiata all’articolo dedicato all’apprendimento associativo.

Nel programma di token economy, in pratica, appena il bambino mette in atto un comportamento desiderabile riceve un gettone (o un altro oggetto simbolico). I gettoni sono cumulabili e possono essere scambiati per ricevere un premio: qualcosa che il ragazzo desidera e che non potrebbe ottenere in modo diverso.

Questo metodo permette di ottenere ottimi risultati in pochissimo tempo e per questo motivo viene utilizzato in diverse occasioni. Un esempio? I punti fedeltà del vostro supermercato preferito che possono essere convertiti in premi. I punti ricevuti al termine di ogni spesa e segnati sul vostro scontrino corrispondono ai token, mentre l’oggetto che potete decidere di acquistare al premio finale.

Prima di vedere quali sono i passaggi da seguire per strutturare al meglio un programma di token economy, facciamo una piccola digressione per spiegare il concetto (fondamentale) di rinforzo.

L’importanza del Rinforzo

bambina con trofeo
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I rinforzi sono tutte quelle conseguenze che aumentano la probabilità che uno specifico comportamento venga messo in atto. Lodare un bambino perché è stato bravo a riordinare la camera, metterlo in castigo se non l’ha fatto o smettere di essere arrabbiati con lui quando inizia a sistemare, sono tutte forme di rinforzo. Nello specifico, i rinforzi possono essere:

  • Positivi, se introducono una ricompensa gradita e rinforzano la percezione di “aver fatto bene”. Un sorriso, un complimento, la possibilità di fare un’attività piacevole, una caramella o un altro tipo di premio materiale o monetario sono esempi di rinforzi positivi.
  • Negativi, quando fanno cessare uno stimolo avverso presente nell’ambiente. I più comuni sono la fuga e l’evitamento, strumenti molto utilizzati (ma altrettanto disfunzionali nel lungo termine) per gestire l’ansia nell’immediato. Nelle fobie, ad esempio, sono comportamenti molto frequenti per aggirare l’oggetto fobico ed evitare attacchi di panico.

Il rinforzo positivo è più efficace di più di quello negativo perché rinforza realmente il comportamento, mentre nel secondo caso il comportamento viene più che altro indebolito.

La punizione è un rinforzo negativo? No, attenzione a non confondere queste due modalità. Con il rinforzo negativo si va ad eliminare una condizione sfavorevole (come la tristezza del genitore) già presente nel contesto. La punizione, al contrario, introduce un fattore negativo in seguito all’emissione di un determinato comportamento. In questo caso, tuttavia, dopo un periodo iniziale di remissione del comportamento, questo verrà in seguito riproposto in maniera anche più intensa a causa della frustrazione indotta dalla punizione.

Curiosità

L’associazione rinforzo positivo + feedback è il rinforzatore più potente. Per saperne di più sul feedback, vedi anche:

Programma di Token Economy

Il primo aspetto da tenere a mente è che la token economy funziona solo se il comportamento fa già parte del repertorio comportamentale del bambino: non si agisce per insegnare un nuovo comportamento, ma per modificarne uno già presente. Il motivo è semplice e intuitivo: basti pensare che non si può imparare a correre se prima non si sa già camminare.

Il programma permette, dunque, di intervenire su due aree:

  1. I deficit comportamentali (comportamenti poco sviluppati)
  2. Gli eccessi comportamentali (comportamenti messi in atto con troppa frequenza).

Per essere efficace, la token economy deve essere strutturata in modo corretto. La fase di progettazione è tanto importante quanto quella di realizzazione: scegliere un rinforzo poco adatto e non rispettare le regole di somministrazione sono entrambi errori da evitare. Procediamo per step.

1. Identificare il target

Il primo passo è, appunto, quello di identificare l’obiettivo che si vuole raggiungere. Lo scopo è quello di portare il bambino a padroneggiare una determinata capacità: mai perdere di vista la meta del programma. Tale obiettivo deve essere specifico e concreto: non può essere vago, né tantomeno astratto.

2. Scegliere il comportamento da modificare

Per raggiungere il traguardo stabilito, ovvero l’acquisizione di una competenza specifica, si devono individuare i comportamenti da modificare, per trasformarli da disfunzionali in adeguati. Come per l’obiettivo, anche i comportamenti devono essere specifici e descrivibili: le azioni da rinforzare devono essere sempre e solo quelle che abbiamo scelto come “comportamenti target” in questa fase.

3. Scegliere il premio

Come abbiamo già detto, la token economy si fonda sulla somministrazione di oggetti simbolici che rinforzano la percezione del bambino di “essere capace” e la sua gratificazione nella messa in atto in un certo comportamento. Fungono, in altre parole, da motivazione all’azione, in vista di un traguardo finale: il premio.

Proprio per questo motivo, tale ricompensa deve essere realmente interessante per il bambino che, altrimenti, non si impegnerà con tutto sé stesso per raggiungerla.

Un altro aspetto fondamentale è l’esclusività di tale premio, che non può essere ottenuto in altro modo se non con il rispetto delle regole della token economy. Il premio varia, dunque, in base ai desideri del bambino. Può essere un bene:

  • Di consumo, qualcosa da mangiare (ad esempio una caramella);
  • Dinamico, un’attività gradevole (come vedere un cartone alla tv):
  • Di possesso, un oggetto che tanto desidera (un gioco, un libro, un vestito…);
  • Sociale, gratificazioni di tipo relazionale (come lodi o applausi).

4. Stabilire il tipo di gettone

I gettoni, o token, devono essere piccoli oggetti che il bambino può toccare con mano. Pertanto, è necessario che siano piacevoli al tatto e di piccole dimensioni per essere maneggevoli. I gettoni devono essere riconoscibili, quindi sempre uguali e possibilmente accattivanti.

token economy stelline

5. Preparare un manuale delle regole

Il rispetto delle regole è fondamentale per ottenere il tanto desiderato premio finale: è dunque importante che vengano scelte accuratamente e rappresentate in modo chiaro per poter essere facilmente rievocate alla memoria (vedi anche: memoria di lavoro).

Se il bambino è capace di leggere e scrivere, possiamo proporle come una sorta di elenco puntato, altrimenti per i bambini più piccoli sono utili dei cartelloni o dei disegni che rappresentino visivamente le regole del gioco. Deve essere possibile per il bambino fruire di tale materiale durante lo svolgimento dell’attività. Pertanto, va posizionato su un muro o su un mobile che ne consenta un facile utilizzo.

6. Stipulare il contratto

Prima di attuare la token economy, il bambino deve essere consapevole del programma e conoscere le sue regole. È pertanto fondamentale condividere il piano di intervento e rendere partecipe il bambino nella scelta del premio finale: se si sentirà tenuto in considerazione, accetterà più facilmente il programma che gli verrà proposto. Sentirsi parte attiva è sicuramente più gratificante che ricevere passivamente delle istruzioni da seguire, non trovate anche voi?

In questa fase si presentano le regole da rispettare e si spiegano i materiali che verranno utilizzati, dai cartelloni delle regole ai token. È importante esprimersi in modo gentile ed esaltare la collaborazione tra adulto e bambino per rinforzare l’alleanza tra le parti.

papà figlio

6. Eseguire il programma di Token Economy

Una volta terminata la progettazione, si inizia con la parte pratica. Prima del momento della token economy, si ricordano al bambino il programma e le regole da rispettare per ricevere il suo premio. Si rinforza il comportamento desiderabile in modo contingente, ovvero subito dopo la sua emissione, accompagnandolo a rinforzi di tipo verbale (lodi e complimenti).

Fondamentale nella somministrazione dei token è il rispetto delle regole: regalare un gettone quando il bambino non ha rispettato completamente la regola, fa passare il messaggio che “qualunque comportamento è accettabile”. Ciò vanifica tutti gli sforzi posti nella progettazione e nello svolgimento del programma.

7. Dilatare i tempi di rinforzo

Quando il bambino dimostra di aver appreso il comportamento, si riducono gradualmente i rinforzi. Passare da “tutto” a “niente” può essere frustrante e poco produttivo. Piuttosto, è preferibile spiegare al bambino che “è diventato talmente bravo che ora bisogna rendere il gioco più complicato”.

Il nostro obiettivo finale, se abbiamo rispettato tutti i punti del programma di token economy, è raggiunto nel momento in cui il bambino continua a mettere in atto il comportamento desiderato senza dover più essere rinforzato.

Esempi di Token Economy

Concretizziamo i passaggi appena elencati in un breve esempio. L’obiettivo di una mamma potrebbe essere quello di insegnare al proprio bambino a restare seduto a tavola per la durata del pasto. Non parliamo di ore, ma del tempo necessario per mangiare primo, secondo e frutta.

L’obiettivo da raggiungere è insegnare al bambino a procrastinare il momento del gioco per restare seduto a tavola. Per riuscirci, l’abilità da acquisire è quella di attendere seduto fino alla fine del pasto: riceverà pertanto un gettone se alla fine della frutta non si sarà mai alzato da tavola. Il gettone può avere in questo caso la forma di una stellina (un grande classico) oppure qualcosa “a tema”, come un piccolo hamburger sorridente. Come premio possiamo ipotizzare un cioccolatino o un cartone a fine pasto.

Per la riuscita del programma, è fondamentale tenere in considerazione il livello di padronanza del bambino di quella abilità: all’inizio dovrà poter ricevere il suo premio in cambio di un gettone, poi di due, tre e così via. Dilatare i tempi del rinforzo permette è la chiave per una token economy efficace.

In caso di bambini con un basso funzionamento, come per l’autismo che adesso vedremo, può essere necessario frazionare il comportamento nelle sue singole parti in modo da somministrare un token ogni volta che il bambino si sta muovendo nella direzione giusta.

bambino seduto a tavola
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Token Economy nell’Autismo

La token economy è uno strumento molto usato per lo sviluppo delle autonomie nei bambini e ragazzi con autismo, soprattutto quando il funzionamento è basso, ovvero quando si associa una condizione di disabilità intellettiva (vedi anche: intelligenza). In questi casi il programma di token economy si utilizza per rinforzare i piccoli progressi quotidiani e per spostare l’attenzione dai fallimenti ai successi. In questo modo si riduce notevolmente la frustrazione e si favoriscono emozioni positive.

I ragazzi nello spettro dell’autismo sono propensi al rispetto della routine e, pertanto, particolarmente predisposti all’utilizzo della token economy, che è una pratica molto strutturata e prevedibile. Proprio per la sua efficacia in tale ambito questo tipo di programma è alla base del metodo ABA.

Curiosità

Uno dei problemi dell’autismo è la difficoltà di generalizzazione: cambiare token o figura educativa potrebbe determinare la mancata di emissione del comportamento che il bambino ha dimostrato (in altre situazioni) di avere già appreso.

La token economy nell’autismo è dunque consigliata per la modifica comportamentale nell’autismo, ma l’applicazione deve avvenire nel rispetto di alcune indicazioni.

  • Innanzitutto, il materiale utilizzato (dalle regole ai token) deve essere del tutto accessibile: il ragazzo deve poter attaccare e staccare i token da un supporto per sapere esattamente quanto gli manca prima di ottenere il premio.
  • Le immagini del premio è meglio se rispecchiano il più possibile la realtà.
  • I rinforzi devono essere somministrati subito il comportamento messo in atto e saranno elargiti con una frequenza superiore a quella di altri bambini.

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