Tristezza, Come Combatterla? Significato, Cosa Fare e Funzione

Tristezza, una emozione definita primaria perché carica di un significato universale: il concetto di tristezza, comprese le giuste sfumature, non cambia a seconda del posto in cui viviamo. La tristezza rientra nelle emozioni che percepiamo anche quotidianamente, spesso rimaniamo spaventati dal senso di sconforto senza renderci conto che è del tutto normale. Attimi di tristezza si alternano a momenti di felicità, andiamo a vedere insieme il significato di questa emozione, la sua funzione e come imparare a gestirla.

Anche nei momenti di tristezza e angoscia, come il recente coronavirus, possiamo trovare un lato positivo!

Tristezza, significato

Tristezza, l’abbiamo già definita come emozione primaria contraria alla gioia che tendenzialmente sperimentiamo già nel nostro primo anno di vita. In questo gruppo di emozioni fondamentali ritroviamo anche paura, disgusto, sorpresa, rabbia e felicità. La tristezza si associa spesso e volentieri con reazioni come il pianto, un profondo senso di sconforto e di malinconia. Per provare tristezza è di solito necessario un evento drammatico, ma a volte capita di percepire malinconia anche in risposta a situazioni che riportano alla memoria ricordi oppure in seguito a una profonda delusione.

Citazione

Signori, persino nella felicità degli uomini c’è qualcosa di triste. (Anton ?echov)

Facciamo sempre attenzione a distinguere il disturbo depressivo maggiore da una sensazione di tristezza fisiologica. Nel caso della depressione, lo sconforto mentale deve perdurare per periodi piuttosto lunghi. Non solo, la tristezza inizia ad affliggere e influenzare anche il nostro corpo riducendo il desiderio di uscire di casa, di affrontare con lo spirito giusto una nuova giornata e di parlare con qualcuno. La tristezza fisiologica agisce, in ogni caso, anche sul nostro fisico. Riduce la dimensione delle nostre pupille, il tono della nostra voce e anche la muscolatura facciale, rendendo più visibili le rughe sul nostro volto.

Teniamo a mente che la tristezza rimane un’emozione importante e da non reprimere. Si tratta, infatti, di un segnale che il nostro corpo e la nostra mente utilizzano per avvisarci che è importante prendersi tempo. Il tempo serve ad elaborare una perdita, una forte delusione o un momento di profondo sconforto. Per elaborare una ferita e dare inizio al percorso di cicatrizzazione, dobbiamo rispettare le nostre tempistiche. Piangere, riflettere e parlarne con qualcuno ci dà la possibilità di superare lo sconforto.

Tristezza

Perchè sono triste? Tristezza e Cause

Come ci siamo già detti, la tristezza rientra nella categoria delle emozioni primarie e fisiologiche dunque sentirsi abbattuti e scoraggiati è qualcosa di totalmente naturale. Fare un esame di realtà non è sempre qualcosa di semplice, possiamo farci aiutare da qualcuno che percepiamo come capace di provare empatia. L’importante è infatti percepire una emozione calibrata ed equilibrata rispetto alla situazione: la morte di una persona cara (vedi anche: lutto), una profonda delusione, difficoltà con il gruppo di pari (vedi bullismo) oppure un periodo difficile sono la giusta motivazione a un periodo di tristezza o sconforto. Capitano anche momenti in cui il senso di insoddisfazione è piuttosto generale dunque trovare un motivo alla nostra tristezza diventa più complicato.

L’uomo è da sempre governato dalle sue emozioni, è naturale. Ci indicano spesso e volentieri la direzione da seguire e condizionano la nostra esistenza: questo non è sempre un bene. Il rischio, infatti, è quello di non riuscire sempre a riconoscere con esattezza le emozioni che stiamo provando dunque di non riuscire a tollerarle al meglio. Dare un nome alle nostre emozioni ci permette di sperimentarle in maniera più consapevole e semplice da gestire, il nostro mondo non deve cambiare colore a seconda del nostro stato d’animo.

Altra regola importante, oltre a quella di dare un nome e sperimentare in modo più consapevole le nostre emozioni, è non considerare stupide le nostre motivazioni. Come abbiamo già detto, le cause alla base della tristezza possono essere differenti e ognuna degna di essere indagata in profondità. Concentriamoci sul nostro dolore e diamogli il giusto spazio: piangere, rimanere in casa senza voglia di parlare con nessuno è una reazione comprensibile. Dobbiamo accettare il nostro dolore per ciò che è, senza paura e dandogli il giusto tempo di elaborazione.

Cosa fare quando si è tristi

Come abbiamo già chiarito, poco importa capire se la motivazione della nostra tristezza è valida oppure no. Le cause possono essere differenti ma la chiave per provare a cambiare il proprio stato d’animo è sempre quella di indagare a fondo. Una motivazione va ricercata per poter elaborare e provare a voltare pagina. Pensare che non ci sia nulla di concreto da fare e non andare a fondo crea il rischio di ricadere nella stessa spirale di tristezza dopo non molto tempo.

Sfruttare i nostri meccanismi di coping può essere una buona risposta al come combattere la tristezza e a come gestire i momenti di sconforto. Vediamo alcune delle strategie più utili per aumentare la nostra resilienza.

  • Distanziamento, quando la situazione ci sfugge di mano e percepiamo un profondo senso di sconforto, è importante anche stabilire la giusta distanza tra noi e ciò che è avvenuto. Abbiamo già detto che le emozioni sono qualcosa di fisiologico, che però non deve condizionare a lungo il nostro stato d’animo.
  • Autocontrollo, le nostre emozioni non sono sempre un fiume in piena. Fermiamo la corrente e cerchiamo di controllarle. Importante è trovare il giusto tempo di elaborazione per poi capire come superare lo sconforto. Esercizi di Mindfulness e la meditazione possono aiutare.
  • Rivalutazione positiva, una strategia estremamente utile in situazioni molto diverse tra loro. Tra queste troviamo il combattere la tristezza. Se provassimo a cambiare per un attimo prospettiva? Quali potrebbero essere i risvolti positivi della situazione? Cosa ci ha insegnato e cosa portiamo con noi dopo questa esperienza negativa?

Tristezza e Psicoterapia

Quando poi capiamo di avere bisogno di aiuto, rivolgersi a un esperto è sempre la cosa giusta da fare. Il panorama della psicologia è piuttosto ampio e complesso, sentiremo presto parlare di diverse correnti di pensiero, diverse teorie e differenti modi di “operare”. Chi si occupa, in prima linea, di sconforto, tristezza e sintomi depressivi sono la psicoanalisi psicodinamica e la corrente cognitivo comportamentale. Non solo, le correnti che si occupano di gestire la tristezza sono tante. Possiamo affermare che, il punto di partenza, è sempre sostituire il termine “combattere” con “elaborare” la tristezza. Accogliere questo sentimento è la chiave, di tristezza è importante parlare ed è significativo conoscerla a fondo. Rifiutarsi di elaborare anche i momenti di sconforto non è la strategia giusta per superarli!

L’obiettivo della psicoterapia è proprio quello di agire sui sintomi principali associati alla tristezza, sia da un punto di vista psicologico che fisico. Vediamone alcuni qui di seguito.

  • Avere sempre voglia di piangere, un modo utile per dare sfogo alla nostra tristezza ma che può diventare un mezzo per crogiolarsi nello sconforto. Arriva il momento in cui è necessario reagire!
  • Non riuscire a smettere di piangere, anche in questo caso è un sintomo associato alla sensazione di tristezza. Ogni piccola cosa ci spinge ancora più in basso.
  • Sentirsi privi di energia e perennemente stanchi, trovare la forza di alzarsi e reagire è piuttosto complicato. L’aiuto di un esperto serve anche a questo, a cambiare prospettive di idee e di visione.
  • Sentirsi svogliati e svuotati, come se mancasse la motivazione ad andare avanti. Una forte delusione oppure un momento di forte sconforto portano a conseguenze di questo tipo.
  • Sentire che niente può dare piacere, un sintomo tipicamente depressivo. L’ostacolo ci appare come insormontabile!
  • Avere voglia di ripiegarsi in se stessi, chiedere aiuto può sembrare semplice ma non lo è affatto. Confidarsi, decidere di andare a fondo e capire l’origine primaria della propria tristezza è una vera e propria esplorazione interiore. Troviamo la forza di farlo per ricominciare a stare bene!
Così sembrerebbe apparire, secondo le ultime ricerche neuroscientifiche, la tristezza a livello cerebrale.
Così sembrerebbe apparire, secondo le ultime ricerche neuroscientifiche, la tristezza a livello cerebrale.

Funzione della tristezza, a cosa serve?

La tristezza ha una funzione e questa cosa potrebbe convincerci del fatto che il termine “combattere” non sia il più appropriato da utilizzare. Si tratta di una emozione che ognuno di noi ha sperimentato, almeno una volta nella propria esistenza. Senza la tristezza e senza lo sconforto che derivano da un profonda delusione non avremmo infatti la possibilità di conoscere e sperimentare l’ampio spettro delle emozioni restanti.

Siamo di solito abituati ad allontanare tutte quelle emozioni considerate spiacevoli e negative, senza pensare all’importanza che rivestono. Se non provassimo mai tristezza, non saremmo capaci di percepire gioia o felicità. Diventa necessario sentirsi vuoti, abbattuti e profondamente tristi per poter trovare la motivazione a voltare pagina e ricominciare a sentirsi felici. La tristezza costituisce, dunque, una emozione che ci plasma per essere più gioiosi, simpatici e anche più produttivi. Lo spazio dedicato alla fragilità e al dolore ci aiuta ad evolvere e a cambiare, elaborando una perdita e trovando in noi stessi la forza per andare avanti. La tristezza ci permette e accompagna anche momenti di profondo cambiamento e trasformazione, ogni passaggio che richiede un distacco rispetto al passato porta con sè malinconia.

La tristezza dona dinamicità, siamo esseri che necessitano modifiche più o meno gradite nel corso del tempo e della vita. Chiudersi in sè stessi e nel proprio dolore può, per alcuni, essere il giusto modo di elaborazione mentre per altri diventa necessario aprirsi con qualcuno e confidarsi. Imparate a conoscere voi stessi e il vostro stato d’animo, solo questo vi darà la possibilità di crescere e andare oltre. Fare i conti con il dolore e con la tristezza rientra nella grande avventura che è la nostra vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.