Negli ultimi anni la salute mentale è tornata al centro del dibattito pubblico italiano. Il punto però non è soltanto aumentare il numero di psicologi: bisogna capire dove inserirli, come collegare prevenzione e cura, come ridurre le differenze territoriali e come costruire continuità tra scuola, servizi sociali, medicina territoriale e servizi specialistici.
Il quadro riportato di seguito è aggiornato al 7 ottobre 2026.
Il PANSM 2025–2030 è operativo
Il nuovo Piano di azioni nazionale per la salute mentale 2025–2030 è stato reso operativo con l’Accordo in Conferenza unificata del 29 dicembre 2025. Secondo il Ministero della Salute, arriva dopo oltre dieci anni dal precedente piano e punta a rafforzare prevenzione, diagnosi precoce, cura, riabilitazione e integrazione sociosanitaria lungo l’intero arco della vita.
Tra le priorità indicate ci sono neuropsichiatria infantile, équipe multidisciplinari territoriali, collaborazione con famiglie, scuole e istituzioni locali e attenzione alla transizione tra età evolutiva ed età adulta.
Le risorse previste
Il Ministero ha indicato risorse specifiche: 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni per il 2027, 90 milioni per il 2028 e 30 milioni annui dal 2029; 30 milioni annui sono vincolati alle assunzioni di personale. Questo non significa che tutti i territori abbiano già la stessa capacità di risposta: l’attuazione dipende anche dalla programmazione regionale e dal monitoraggio.
Cosa ci dicono i servizi oggi
Nel 2024, secondo il Rapporto salute mentale del Ministero, 845.516 persone sono state assistite dai servizi specialistici. Il dato mostra la dimensione della domanda, ma non misura da solo il bisogno non intercettato, i tempi d’attesa o l’accessibilità economica.
Il problema centrale resta quindi la rete: un sistema che intervenga prima dell’emergenza, orienti correttamente le persone e garantisca continuità quando il bisogno diventa clinico.
Psicologo scolastico: cosa esiste davvero nel 2026
È facile leggere titoli che fanno pensare a uno “psicologo scolastico nazionale” già istituito in tutte le scuole. La situazione è più complessa. Nel 2026 esistono iniziative sperimentali, accordi locali e più disegni di legge parlamentari, ma non una figura uniforme già presente per legge in ogni istituto.
Il Ministero della Salute ha segnalato, per esempio, la sperimentazione AscoltaMI, attiva dal 28 maggio 2026 per studenti vulnerabili. Ha però precisato che non si tratta di una prestazione sanitario-terapeutica, bensì di supporto scolastico. Parallelamente, proposte legislative per uno psicologo scolastico strutturale risultano ancora nel loro iter parlamentare.
Perché la scuola è comunque centrale
Scuola, famiglia e servizi territoriali intercettano problemi diversi. La scuola può facilitare ascolto, prevenzione e riconoscimento precoce; il servizio sanitario deve invece occuparsi della valutazione e della presa in carico quando esiste un bisogno clinico. Confondere i due livelli rischia sia di medicalizzare ogni disagio sia di lasciare senza cura chi ne avrebbe bisogno.
Territorio e accesso
I servizi di salute mentale, i consultori e le Case della Comunità non sono identici in tutta Italia. I Livelli essenziali di assistenza definiscono diritti comuni, ma organizzazione, accesso e disponibilità concreta dipendono anche dalle Regioni e dalle ASL. Per questo parlare di “servizio nazionale” senza considerare il territorio può essere fuorviante.
La direzione del PANSM è proprio quella di ridurre frammentazione e discontinuità, ma il risultato va misurato nel tempo: personale, tempi di attesa, continuità delle cure e capacità di raggiungere giovani e persone vulnerabili saranno indicatori decisivi.
Politiche di salute mentale: oltre lo slogan
Una politica efficace non coincide con una singola misura. Bonus, sportelli scolastici, assunzioni, servizi territoriali e campagne anti-stigma rispondono a problemi diversi. Valutarli significa chiedersi non soltanto “quanti soldi sono stati stanziati”, ma quante persone raggiungono, con quali tempi, con quale continuità e con quali risultati.
L’attuazione territoriale del PANSM e l’iter delle proposte sullo psicologo scolastico sono in evoluzione.



















